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Fabio de Beaumont, dall’Irpinia vini ancestrali da vigneti storici

Pubblicato il: 23 febbraio 2021 alle 7:00 am

Nobiltà è un lemma che, pur partendo da scansioni dinastiche, se ne affranca per ascendere a una teoria di metafore (come suggerisce la Treccani, nobiltà d’animo, di cuore, d’ingegno, di pensiero, di propositi, di sentimenti, di un atto, di un gesto, d’aspetto, di portamento, di maniere) e sinonimi (eleganza, garbo, signorilità) inneggianti sempre a virtù, fino a sostanziarsi in “eccellenza tecnica che si accompagna a una severa dignità formale” (https://www.treccani.it/vocabolario/nobilta/): elementi di queste qualità le ritroviamo nell’attività di Fabio de Beaumont che con la sua azienda agricola di Castelvetere sul Calore in provincia di Avellino sta costruendo su basi antichissime un regno di vini rispettosi della Memoria agreste quanto della moderna attenzione verso la Natura.

Immerso negli studi giurisprudenziali, Fabio si è reso conto che la vera eredità della sua famiglia non consisteva soltanto nell’araldica aristocratica, bensì in un patrimonio contadino condotto per secoli su basi empiriche e molto incentrato sulla produzione vitivinicola, una stratificazione temporale talmente remota che gli ha consentito oggi di ritrovarsi biotipi di vite unici in tutta la sua regione, ricette di famiglia segrete per vini fortificati e metodologie tradizionali di lavorazione delle uve dalla personalità unica.

Perfetto in tal senso il ritratto che ne fa il suo distributore Proposta Vini: “un po’ come il Barone Rampante, Fabio de Beaumont ha deciso di salire sulle sue viti di Barbera: ultimo erede della famiglia de Beaumont, a Castelvetere sul Calore dal 1600, possiede da sempre terreni destinati alle attività agricole e produttive; Fabio è ritornato nella sua terra per valorizzarla e rispettarla grazie alla tradizione tramandate dalla nonna, la Baronessa Alessandra, vinificando esclusivamente le uve biologiche aziendali e limitando l’aggiunta di solfiti”.

Infatti “l’azienda è inserita nel progetto Vini Franchi in quanto ha valorizzato l’espressione del vigneto storico a piede franco di Barbera di oltre 150 anni”.

Il sito aziendale aggiunge particolari come la circostanza che negli anni Settanta del secolo scorso la Famiglia de Beaumont “provvede a vinificare le proprie uve distribuendo il prodotto negli hotel e nei ristoranti della provincia di Avellino”, mentre oggi l’azienda “è diretta da Fabio de Beaumont, con il supporto della nonna Sandra, del papà Francesco e dall’agronomo Marco Moccia, coinvolti in prima persona nelle attività aziendali”, fedeli a una lunga storia in cui è stata mantenuta “la gestione diretta con scelte talvolta coraggiose, ma sempre mantenendo inalterato il rispetto per le tradizioni e per il territorio”.

I quattro ettari vitati danno vita per adesso a poche ma significative referenze.

Il citato vigneto storico secolare a piede franco di Barbera allevato a Pergola avellinese “proviene da ciò che rimane del vigneto storico impiantato da Francesco de Beaumont, allora proprietario del Feudo di Castelvetere, nei primissimi anni dell’800: da sempre coltivata con metodi naturali e tradizionali quest’uva di Barbera veniva utilizzata in taglio per il Taurasi; da quattro anni abbiamo deciso con orgoglio di imbottigliarlo in purezza per valorizzare la magnifica espressione del Barbera in connubio con il ricchissimo territorio irpino”.

Il vino che ne scaturisce è l’emozionante Macchiusanelle che affina in fusti di acciaio per 12 mesi e almeno 18 mesi in bottiglia, favorendo profumi di confettura di Prugna Brusca immersi in un sensibile afflato balsamico, frutto di un forte contributo erbaceo che si ritrova al sorso nel contribuire a infondere un’irresistibile impronta amaricante dalle note di timo, mentre scorrono richiami a visciole selvatiche, sorbo dell’uccellatore e radici di liquirizia.

La Baronessa Frizzante è un bianco ancestrale di Fiano in purezza che arriva da un affinamento in bottiglia sui lieviti per almeno due mesi senza successive manipolazioni e assenza di sboccatura: “una volta raccolte le uve bianche autoctone di famiglia queste venivano poste in fermentazione in ampi tini; quasi alla fine della fermentazione la Baronessa ne imbottigliava una piccola parte senza filtrazione per ottenere un vino bianco frizzante secco e fresco da bere tutto l’anno: da questa tradizione nasce il nostro petillant naturel ovvero il nostro vino bianco frizzante col fondo”.

L’azione del lievito si avverte al naso con tutto il corredo dei prodotti tipici da forno, in particolare quei pani rinforzati da frutta secca lipidica di cui è contrassegnata la nostra gastronomia, mentre al palato sono gli oli essenziali della frutta essiccata a impadronirsi del retrogusto, seguito dal dipanarsi di suggestioni di Martin Sec e cotogna, avviluppate da intensa mineralità.

Il prodotto da cui è partito tutto è il Don Fa, realizzato con l’impiego di uve Aglianico e un saldo di Barbera grazie a un’antica ricetta dei Baroni de Beaumont, un vino aromatizzato con sole foglie di amarena e fortificato con poco alcool e zucchero.

L’aroma di amarena tratta dal fogliame, pur regalando la fortissima presenza del frutto, l’accompagna con sentori linfatici che ne attenuano la dolcezza liquorosa, creando un mirabile equilibrio organolettico ricco di complessità, dove spicca chiaramente la cannella.

Lo spettro sensoriale così ampio che propone, lo rende molto duttile negli abbinamenti, esaltandosi con cioccolato, vaniglia, crema chantilly, dolci fritti, pasticceria al burro.

Per completare il quadro di questa affascinante realtà, bisogna necessariamente ascoltarne il racconto dalla viva voce di Fabio de Beaumont, dalla quale traspare l’entusiasmo puro con cui conduce un’azione enoica dai profondi connotati identitari che si staglia come presidio culturale non soltanto del territorio di appartenenza ma anche della nostra civiltà bucolica.

La sua video-intervista la trovate qui di seguito.

Info: http://www.debeaumont.it/

Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/de-beaumont-fabio

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L'autore

Domenico Liggeri

è attivo dal 1988 nel mondo della comunicazione in tutti gli ambiti, dalla televisione al cinema, dal giornalismo professionistico ai video musicali, dall’insegnamento universitario alla regia, dall’editoria libraria al teatro, dal web alla carta stampata.
Attualmente firma come autore la trasmissione Tiki Taka su Italia Uno condotta da Piero Chiambretti, scrive per i mensili della casa editrice del calendario di Frate Indovino per la quale ha appena pubblicato il suo nuovo libro; inoltre è direttore responsabile della testata giornalistica on line Storie Enogastronomiche specializzata in enogastronomia e turismo culturale, Presidente della Giuria del Festival Internazionale del Videoclip IMAGinACTION, docente universitario della IULM di Milano e per vari insegnamenti in diversi master della Business School della RCS Academy del gruppo editoriale che comprende il Corriere della Sera.

Da oltre vent’anni svolge attività di docente in varie Università, come IULM, Cattolica di Milano, Dams di Bologna, IED - Istituto Europeo di Design e per l’Istituto Internazionale di Ricerca e Studi Avanzati del Ministero per i beni e le attività culturali.
Ha pubblicato diversi volumi come saggista e scrittore, per case editrici come Bompiani, Mondadori e Sperling & Kupfer: diversi suoi volumi sono stati adottati da varie università italiane. E’ autore di voci per alcune delle più importanti enciclopedie italiane.
Come autore televisivo ha lavorato con Piero Chiambretti, Maurizio Crozza, Francesco Facchinetti, Belen Rodriguez, Vanessa Incontrada, Paolo Bonolis, Giancarlo Magalli, Claudio Lippi, Elisa Isoardi, Pupo, scrivendo anche per alcuni comici di Zelig (tra cui Leonardo Manera) e firmando molte trasmissioni soprattutto di prima serata per tutte le reti Rai e Mediaset, ma anche per La7 e Sky. Tra le sue trasmissioni più note, Dopofestival di Sanremo su Rai Uno, Markette e Crozza Italia Live su La7, X Factor su Rai Due, Wind Music Awards su Italia Uno. E’ stato direttore editoriale della tv musicale satellitare Match Music, mentre per i Festival di Sanremo del 2004 e del 2005 ha realizzato come autore unico i profili dei cantanti andati in onda sulle reti Rai e gli spot ufficiali della trasmissione. Come regista televisivo ha firmato servizi, live ed esterne per Rai, Mediaset e diverse tv musicali, nonché l’evento multimediale Come and Dance Rihanna con Garrison di Amici di Maria De Filippi. Ha collaborato come autore e copywriter a vari spot per alcune campagne della Wind. E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker voluta da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central).
Giornalista professionista dal 1996, ha scritto per Il Giorno, Il Fatto Quotidiano, Il Giornale di Sicilia, Maxim, Campus, Frate Indovino, InTV, svolgendo anche attività di critico cinematografico (Duel, Ciak) e critico musicale (Maxim, il Mucchio Selvaggio). Suoi servizi sono stati pubblicati on line anche da Tiscali.it e LiberoQuotidiano.it, Rockol, Mtv.it.
Regista di videoclip, ha firmato il pluri-plagiato Dedicato a te per il gruppo Le Vibrazioni, Cleptomania per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista e sceneggiatore cinematografico, è autore di vari cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti dalle strutture di Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati a prestigiose rassegne in Italia e all’estero come Torino Film Festival, Locarno International Film Festival, Bellaria Film Festival, FIFF - Festival International de Films de Fribourg, Genova Film Festival, Capalbio International Film Festival. E’ stato assistente alla regia di Roberta Torre e collaboratore di Ciprì e Maresco. Ha firmato un contratto come soggettista, sceneggiatore e regista per un film lungometraggio con l’importante casa di produzione Lux Vide (Don Matteo, Che Dio ci aiuti, L’Isola di Pietro).
Come autore e regista teatrale, ha portato in scena lo spettacolo CabaRE’ al Derby di Milano e altre opere come quella che ha visto quali protagonisti Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada al Teatro Donizetti di Bergamo.
E’ stato ideatore e direttore artistico della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri. Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt. E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica marchigiana Ultrasuoni (prima label italiana distribuita dalla multinazionale tedesca Edel) e ha svolto anche attività di produttore artistico musicale, realizzando album di diverse rock band per etichette come la CNI - Compagnia delle Nuove Indye.
www.domenicoliggeri.it


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