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Il Brunello di Montalcino di Palazzo, tutte le sfumature dell’eccellenza

Pubblicato il: 14 marzo 2017 alle 2:57 pm

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Tutte le possibili declinazioni del Brunello di Montalcino raccolte in un’unica cantina a vera conduzione familiare: dalla freschezza del frutto al possente invecchiamento, fino alla sublimazione superalcolica, ogni tonalità di questa eccellenza enoica è presente nei prodotti dell’Azienda Agricola Palazzo.

E’ come se i Palazzo non volessero perdere neanche una stilla del patrimonio organolettico di una delle uve più preziose del mondo, quel Sangiovese che nella loro Montalcino, in provincia di Siena, eleva il proprio nome fino alle vette del mito rappresentato dalla denominazione Brunello.

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I vini di Palazzo partono da quando il Brunello non si può chiamare così, pur avendo in comune le uve (Sangiovese in purezza) e la tecnica di vinificazione: è il Rosso di Montalcino che restituisce tutto il fruttato acuto e intrigante di viti miracolose.

Il passo successivo prevede un saldo di Merlot (5%) e Cabernet (5%), in quell’Alcineo in cui la polpa del frutto si ispessisce, rendendo le sensazioni più dense ma anche maggiormente carezzevoli per il palato.

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Quando arriva il battesimo come Brunello di Montalcino , il vino di Palazzo diviene un’epifania che parte dal sottobosco per tuffarsi nelle sensazioni zuccherine di una composta. Dall’annata 2011 alla 2012, è tutto un gioco a distinguersi sulla base di una maggiore presenza varietale nel secondo, mentre nel primo sono più marcate le note vegetali.

Si arriva quindi al Brunello Riserva, “prodotto solo nelle annate migliori, con uve molto selezionate provenienti dai nostri vigneti di Sangiovese Grosso” informano le note dell’azienda, per un vino che si presenta da solo in bocca come una carezza tanninica, mentre si spande il valore del tempo della sua maturazione. Incredibile nella Riserva 2009 quanto siano vive acidità e freschezza fino all’ultimo sorso, impreziosite dal ricordo di un succo di frutti rossi.

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La completezza della rappresentazione di questo mondo si ha con le grappe ottenute “dalla leggera pressatura delle vinacce che ci forniscono le nostre uve di Sangiovese Grosso”, consegnate “entro 48 ore dalla svinatura alla distilleria”.

La Grappa di Brunello bianca ha un bouquet pieno, denso, sviluppando una massa di profumi così compatta da essere materica, passando dal floreale al carbonico nel corso del medesimo sorso. Al palato è gentile e fresca, con un po’ di alcolicità che pizzica la parte alta della bocca, mentre il finale regala sensazioni varietali già rinvenute nell’uva.

La Grappa di Brunello riserva rivela la barrique tagliando i profumi vivaci e facendoli virare verso un tenue sentore di legno. Al palato alla vaniglia si aggiunge anche un retrogusto di scorza d’agrumi.

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Per tutti i prodotti vale una medesima sensazione, quella di trovarsi davanti a un prodotto che segue una tradizione antica e quindi eterna, tendente all’assoluto della Storia, lontana dall’omologazione delle mode e proprio per questo sempre moderna.

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Palazzo infatti vuol dire un’intera famiglia al lavoro nei vari aspetti della vita di una produzione vitivinicola. Non a caso “tutte le fasi della filiera di produzione, dalla coltivazione della vite, alla vinificazione, l’invecchiamento, l’affinamento, l’imbottigliamento ed il confezionamento, fino alla vendita del vino, sono curate direttamente dalla famiglia: le uve vengono raccolte rigorosamente a mano ed accuratamente selezionate per garantire la massima qualità del vino”.

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Nel video che segue, ecco la nostra intervista a Elia Loia.

Info: www.aziendapalazzo.it

          www.propostavini.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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