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Il Colorino, il vero remoto vitigno autoctono della Toscana

Pubblicato il: 25 febbraio 2016 alle 4:30 pm

colorino vero vitigno autoctono toscana 1

Si tratta di un antichissimo vitigno dalla forte matrice genetica selvatica, presente da sempre in terra di Toscana: il Colorino pertanto porta con sé la vera identità arcaica del vino toscano, più di qualsiasi altro vitigno di questa regione. Eppure per un tempo infinito è stato relegato a vino da taglio, inserito in piccolissima percentuale nell’assemblaggio del Chianti, per dare colore, come da sua denominazione. Ancora oggi si può vedere come venga bistrattato dalla becera enologia: basta leggere come viene definito nel sito di uno dei tanti produttori di vino privi di sensibilità, quale vitigno usato giusto per dare un pizzico di colore ai blend del Chiantishire.

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Una conferma di quanta ignoranza ci sia nella maggior parte degli imprenditori di vino toscani (definirli vignaioli sarebbe offensivo per la vitivinicoltura), ovvero quegli affaristi senza scrupolo che hanno vilipeso la tradizione enoica di questa sventurata regione, aggredita dalla violenta invasione di vitigni internazionali, con il solo scopo di fare soldi e di soddisfare i palati corrotti dei ricchi e degli stranieri, notoriamente incapaci di bere con un approccio culturale rispettoso.

Non si può spiegare altrimenti la presenza del ridicolo taglio bordolese in una terra che vanta vitigni ben più nobili e in cui si possono produrre vini di ben altro lignaggio rispetto alle sbobbe legnose propinate dagli affaristi vinicoli della Maremma Livornese.  Pertanto il recupero e la valorizzazione del Colorino è un atto dal profondo significato socio-culturale: ha lo stesso rilievo di un’importante ritrovamento archeologico o del restauro di un’opera d’arte fondamentale, perché incide sull’Identità della Toscana e del Paese intero.

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E’ dunque un servizio pubblico di enorme valore quello reso da Guido Gualandi, intellettuale finissimo e di enorme cultura che è passato dall’insegnamento alla pratica concreta. Archeologo, non a caso, docente di tradizioni alimentari, ha deciso di portare nei campi le sue competenze, recuperando vecchi vitigni autoctoni e le antiche metodologie di coltivazione e vinificazione.

E’ a lui che si deve il più convinto intervento a favore del Colorino, vinificandolo in purezza “con metodo archeologico” e imbottigliandolo “non filtrato”: lo ha chiamato La Danza del Fauno, “in ricordo dei riti dionisiaci e bacchici dove faceva danzare satiri greci e fauni romani fino all’ebbrezza estatica”.

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Lo produce in regime biologico certificato nel suo Podere Gualandi, a Poppiano, frazione di Montespertoli, in provincia di Firenze.

Definire questo vino spiazzante, è dir poco: è un tumulto di sentori inediti, spinti da una personalità inaudita. Sa di vigore terreno spolverato di spezie orientali, di frutti rossi selvatici.

Naturalmente un vino così elevato dal punto di vista culturale non può che essere distribuito da Proposta Vini, come le altre meraviglie storiche di Gualandi.

Info: www.guidogualandi.com

www.propostavini.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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