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La migliore pizza da asporto d’Italia? Vai di Pizza! a Solbiate Olona (VA)

Pubblicato il: 17 febbraio 2016 alle 3:00 pm

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La migliore pizzeria take away mai provata fino a oggi in tutta Italia si trova rintanata in una piazzetta di Solbiate Olona, piccolo centro in provincia di Varese.

Si chiama Vai di Pizza! ma non troverete l’insegna: bisogna cercarla in piazza S. Gervasio, dove la troverete al numero civico 11. Dopo averla provata, da quel momento cambierà per sempre la vostra percezione della pizza.

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E’ semplicemente strabiliante per varietà degli impasti, ricerca delle materie prime, cura della cottura, filosofia di lavoro: poche le pizzerie in tutta Italia (Napoli compresa) che offrono un livello così elevato, ma certamente nessuna tra quelle che fanno soltanto servizio da asporto raggiunge simili vette di arte culinaria.

Ogni impasto qui è una poesia e il titolare Giuseppe potrebbe stare ore a spiegarvi la ragione per cui lo ha creato: tutto ha un profondo significato culturale, quindi i diversi impasti non sono un inutile e sospetto esibizionismo (come al Tric Trac di Legnano, per fare un tragico esempio), bensì delle proposte meditate che sanno ingolosire il palato quanto la mente.

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Basterebbe già la presenza dell’impasto con la Farina Bóna a chiarire che ci troviamo davanti a un fuoriclasse, perché è l’unico che abbia avuto l’ardire di recarsi in Ticino per procurarsi questa farina di granoturco autoctono conosciuta soltanto nella Svizzera italiana. Farina rarissima quanto identitaria, recuperata grazie all’impegno di Ilario Garbani, grande studioso dei fenomeni antropologici ticinesi che tutela e valorizza anche in campo agricolo (www.ticino.ch/it): è proprio da lui che Giuseppe Rocca si approvvigiona. Il risultato della lavorazione è una pasta dalla consistenza elastica che dà grande soddisfazione con la masticazione, sprigionando leggere sensazioni tostate.

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Tostatura ben più presente invece nell’impasto al Grano Arso, altra farina dalle importanti radici storiche, visto che appartiene alla tradizione della gastronomia povera pugliese, ricordando il tempo in cui i contadini utilizzavano anche (o soltanto) i chicchi di grano che rimanevano a terra, sparsi nei campi, in seguito alla falciatura e alla bruciatura delle stoppie. Il sentore torbato innerva la sofficissima maglia di questo impasto profumatissimo.

Il retrogusto di nocciola contraddistingue invece l’impasto di Sorgo biologico, altro recupero di un’antica memoria storica: è stato uno di primi cereali a essere coltivati nell’area che oggi vede l’incontro tra le province di Varese e Milano, soprattutto nella zona di Legnano. Un gusto di primitiva semplicità e massima golosità, tanto che vi spingerà a divorare questa pizza unica.

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Sorprende anche l’impasto di Grano Saraceno, per la sua spumosa leggerezza unita a percezioni di vegetazione di campo.

Completano l’offerta gli impasti ai grani antichi siciliani, con le farine fornite dal battagliero mugnaio intellettuale Filippo Drago, macinate a pietra e distribuite dai suoi Molini del Ponte a Castelvetrano (Trapani): raro e nobile il Perciasacchi, ormai arcinota la Tumminia (quella usata per il pane nero); da scoprire invece la Madonita, da grano tenero autoctono coltivato sulle Madonie, monti ricchi di storia e sapori che si trovano nel nord-ovest dell’isola, in provincia di Palermo: tipologia selvaggia che irrobustisce l’impasto chiamato Integrale.

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Questa serie di capolavori dell’arte bianca scaturisce dal talento sconfinato di Giuseppe Rocca, il cui genio è pari a una rara modestia: studia in continuazione, ricerca indefessamente, si aggiorna, cerca di apprendere da tutti, con un’umiltà che è una lezione di dignità, soprattutto verso quelle tracotanti chef-star da due soldi che esibiscono arroganza davanti alle telecamere, senza avere un briciolo delle capacità di questo inarrivabile pizzaiolo.

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A Giuseppe si affianca la moglie Palmira Meoli, in ogni fase delle lavorazioni, presidiando soprattutto la cucina. Sì, la cucina, l’altro aspetto sconvolgente di questa pizzeria: qui si fanno vere e proprie ricette di pizza, con gli ingredienti che vengono cotti al momento creando condimenti caldi espressi.

Clamoroso il Broccolo Fiolaro, De.Co. di Creazzo (Vicenza), saltato in padella con la pancetta: una preparazione semplice che dà una lezione di stile a Carlo Cracco, originario proprio di Creazzo, il quale a parole si era impegnato a valorizzare questo prodotto del territorio nativo, portandolo nel suo locale milanese, dove però lo ha trasfigurato e sbrindellato inutilmente per fare i soliti piatti estetizzanti senza senso della cucina che si auto-definisce grottescamente “alta” o “creativa”. Qui invece il Broccolo Fiolaro di Creazzo potete gustarlo nella sua vera essenza, senza orpelli.

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Altra strepitosa ricetta, i porri saltati con lo zenzero, magnifica unione di calore agliaceo e balsamo speziato.

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Sono soltanto alcuni esempi di cosa finisce sul disco di una pizza di Rocca, insieme a materie prime ricercatissime.

Dalla Campania arrivano direttamente un’ottima bufala, ma soprattutto un’incredibile provola affumicata di Eboli (Salerno). Da scoprire il Kaltbach, formaggio svizzero di grotta dalla solubilità cremosa e dal sapore intensissimo.

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Rarissimo lo speck di produzione artigianale di una bottega agricola di Busto Arsizio. Dalla stessa città arriva un’eccezionale Lonza affumicata al profumo di faggio dal Salumificio Bustese.

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Ingredienti che possono farcire anche il richiestissimo Pagnotto, croccante mega-panino con impasto di pizza.

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Le note positive proseguono con la grande diponibilità di Giuseppe a creare le pizze secondo i desideri degli avventori, nonché con i prezzi estremamente civili: nemmeno la pizza più complessa e ricca supera gli 8 Euro, mentre la media si attesta tra i 5 e i 6 Euro, ovvero niente per delle pizze gourmet di questa bontà.

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Pizze che non rimangono mai sullo stomaco, grazie all’uso di pochissimo lievito e all’impasto lasciato lievitare lentamente per oltre un giorno intero.

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Le creazioni di Vai di Pizza! meritano il viaggio: non sarebbe follia nemmeno prendere un aereo per gustare una e più delle loro pizze. Unico problema, il locale non ha spazi per il consumo sul posto, ma in qualche modo ci si può arrangiare.

A ciò purtroppo si aggiungerà qualche problema di parcheggio, visto che saranno eliminati diversi posti-auto intorno al locale, per una decisione assurda delle amministrazioni pubbliche che hanno deciso di devastare urbanisticamente la graziosa piazza S. Gervasio in cui si trova il locale: per un mero calcolo burocratico privo di sensibilità umana e politica, saranno uccisi alberi storici e verrà distrutta l’immagine romantica che la piazzetta ha da sempre, come testimoniato anche da vecchissime foto.

Ma siamo certi che nessun vero amante della pizza si farà scoraggiare da qualche problema logistico, perché sarà ripagato dalle sublimi meraviglie di Vai di Pizza!.

In attesa che possiate provare questa pizzeria, ascoltiamo come la racconta colui che l’ha creata, Giuseppe Rocca.

Info: www.facebook.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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