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L’affascinante storia del Nebbiolo sardo di Luras, grande vino di Muscazega

Pubblicato il: 26 dicembre 2017 alle 7:00 am

Una vicenda di straordinario fascino che collega la genesi di un vino niente meno che a un pezzo della storia d’Italia: c’è un intreccio di viti e di vite che irretisce, intorno all’avventuroso viaggio che ha portato il vitigno Nebbiolo dal cuore del Piemonte al nord della Sardegna, per dare vita a un nettare di grande pregio.

Il suo epicentro produttivo è Luras, piccolo comune della provincia di Sassari, in Alta Gallura. Qui lo chiamano Nebiolo con una “b” ed è un elemento fortemente identitario per la comunità. In tanti lo vinificano in casa, con orgoglio tale da ingaggiare sfide con gli altri produttori casalinghi per decidere chi lo faccia più buono.

Sempre qui è nata un’associazione a esso dedicata, la Confraternita del Nebiolo (http://www.confraternitanebiololuras.org/), cui si deve la divulgazione della sua storia, tratta dai “dati trasferitici dai nostri avi”, secondo i quali sarebbe stato portato in zona nell’800 “dal Generale La Marmora, al soldo dei Savoia”, quando andò a “visitare la Sardegna da Sud verso Nord per studiarne il territorio, la gente, l’economia, per conoscere usi e costumi nonché i prodotti”, portando con sé dei vitigni di Nebbiolo “per esaminare eventuali affinità tra le due Regioni”. Una volta in Gallura, colpito dalla bellezza del territorio e dalla sua organizzazione economica e sociale, il generale intuì che i terreni della zona “avessero le caratteristiche peculiari più proprie per la coltivazione del Nebiolo” (http://www.confraternitanebiololuras.org/il-nebiolo/).

Secoli dopo, nell’ambito della produzione non più casalinga, bensì con tutti i crismi ufficiali, il vino ha l’obbligo di chiamarsi Nebbiolo con le due “b”, ma non meno identitario è sentito da chi vi si dedica appassionatamente, come l’Azienda Vitivinicola Tenuta Muscazega.

E’ condotta da Laura Carmina, la quale si è fatta ambasciatrice di questa delizia negli ambienti del vino e di chi lo ama: non a caso noi stessi lo abbiamo scoperto grazie a lei all’annuale mercato dei Vini della FIVI a Piacenza.

Il Nebbiolo lo produce in un’antica struttura dei primi dell’ottocento trasformata in azienda vitivinicola, in una vigna “realizzata nel paesaggio incontaminato dei Colli del Monte Limbara”, nel “cuore della Gallura, nord-est della Sardegna, tra i  Comuni di Luras, Nuchis e Tempio Pausania”, circondata “dai ruscelli Minnisio e San Paolo superato da un suggestivo ponticello di epoca romana Ponte Nughes”.

Abbiamo voluto provare il Nebbiolo di Muscazega nella sua versione in purezza più nuda, il Disizu, in cui il vino non fa legno, poiché matura sempre “in vasche di acciaio dove sosta per almeno un anno”, cui segue “ulteriore affinamento in bottiglia, non meno di 3 mesi, fino alla commercializzazione”. Magnifico il profumo di more che emana da uno splendido colore carmineo, mentre l’approccio con il palato è gentile, segnato da raffinatissima acidità. Lenta ma inesorabile l’emersione delle spezie e del frutto in tutta la sua freschezza. 

Abbiamo chiesto a Laura Carmina di riassumerci la storia di questo vino e di narracene le peculiarità: lo ha fatto davanti alla nostra telecamera, nel video che segue.

Info: http://www.tenutamuscazega.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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