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Lin, strepitoso ristorante orientale di Tasting Emotions a Legnano (MI)

Pubblicato il: 24 gennaio 2017 alle 9:57 am

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Già dal primo impatto ti chiedi se stai sognando o se sia tutto vero: eleganza architettonica senza pari, cortesia del personale mai vista, qualità della cucina commovente, tutto in un solo locale. Per di più un locale di provincia, il Lin che promette (e dona davvero) Tasting Emotions a Legnano in provincia di Milano, sulla via per Busto Arsizio 37.

Poi indaghi, cerchi spiegazioni, approfondisci e comprendi che non c’è nulla di casuale. Perché il design del locale è firmato dall’archistar internazionale Maurizio Lai, un maestro della luce.

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Perché il personale è stato ben selezionato da uno che se ne intende, lo stesso proprietario, il quale ha istruito alla perfezione i camerieri, non lesinando sul loro numero, affinché possano interagire con i clienti senza fretta, parlando perfettamente in italiano e dimostrando di conoscere benissimo tutti i piatti del menu, spiegandoli in maniera convincente.

Sempre la storia del titolare, Andrea Lin, spiega la qualità del cibo: in pochi anni ha fatto il cuoco in diversi tipi di cucina, fino a diventare manager di un ristorante giapponese, imparando tutti i segreti culinari possibili e maturando un proprio gusto peculiare.

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Accade così che ogni piatto di questo locale riesce a impressionarti volta per volta, dal primo istante che ne vedi la grazia pittorica della composizione, fino al momento in cui si impadronisce del tuo palato regalandoti una felicità sensoriale che non sapevi nemmeno che esistesse.

Già l’accoglienza è emozionante, quando l’ottimo mixologist del locale, preparatissimo anche sul piano culturale, sfodera due irresistibili cocktail a base di sake.

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Uno, più dolce, è un vero capolavoro di raffinatezza che trae screziature zuccherine dalle note vegetali del peperone, con un retrogusto agrumato; l’altro, più secco, si incrocia con lo stile Campari in direzione di un sorso netto e austero.

Entrambi i cocktail sono perfetti per accompagnarti nei piatti d’entrata.

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La tavola inizia a illuminarsi con un tris di involtini di pesce crudo.

Spettacolare l’intreccio di dolce e salato dell’involtino di salmone con ripieno di gamberi in tempura, formaggio sciolto, croccante di lattuga, salsa teriyaki e una punta di salsa rosa.

Di inaudita potenza organolettica l’involtino di tonno con fiori di zucca e formaggio sciolto, con salsa teriyaki.

Straordinari per freschezza e note aromatiche gli involtini di salmone, con purea di carote, lamelle di fiori di zucca, capasanta cruda e goccia di salsa piccante.

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Seconda portata con assaggi di pasta cotta.

I ravioli con impasto di amido di mais, ripieni di gamberi e verdure, sono consistenti, carnosi, appaganti.

Quelli con l’impasto al nero di seppia, ripieni di capesante e asparagi, sormontati da ikura (uova di salmone), sono un trionfo di sapidità che restituisce intatti sentori di mare profondo.

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Si prosegue con quattro specialità servite al cucchiaio.

Ghiottoneria totale il Nighiri Fly Tuna, un finto sushi, perché il riso non c’è, sostituito dal formaggio Philadelphia che avvolge il gambero rosso di Mazara, il tutto abbracciato da pasta fillo kataifi e cinto da tonno pinna gialla.

La Lin Style Tartare sono cubetti di pesce misto (salmone, gambero cotto e branzino) con avocado, salsa di soia e limone, sesamo nero e bianco: poesia che corre sulla spuma di un’onda marina.

L’Involtino Amaebi è un gambero rosso avvolto nella ricciola e marinato nella tradizionale salsa giapponese Ponzu, con aggiunta di wasabi fresco lavorato a crudo: un’esaltazione della fragranza ittica.

Lo Scampo Exotic è crudo, marinato nel succo di passion fruit (maracuja), con aggiunta di tobiko (uova di pesce volante): spiazzante questa combinazione che trasporta dritto ai tropici.

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Tocca a una fantasmagorica teoria di carpacci.

La Ricciola arriva dalla zona di mare del Giappone che confina con quella australiana, con la sua carne più fitta e saporita rispetto a quella nostrana: un pesce fantastico qui impreziosito da scampi crudi e wasabi fresco.

Suadente consistenza anche per il Carpaccio di Astice americano al vapore che si presenta sotto delle fettine di avocado, condito con salsa Ponzu.

Vera ghiottoneria il Carpaccio di Gambero Rosso, proposto con spesse scaglie di tartufo nero, un filo di olio extravergine toscano e salsa di soia fatta in casa.

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La Capasanta Americana con Foie Gras e salsa teriyaki è una girandola di sapori opposti che riesce a trovare un’incredibile armonia.

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Chiusura in bellezza con una portata che va oltre le vette del sublime, il Merluzzo Nero d’Alaska marinato in salsa Miso per trentasei ore e cotto per quarantacinque minuti: la carne si sfoglia carezzandola con la forchetta, con la stessa delicata grazia con cui ti porta nel paradiso dei sensi.

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Perfetto per pulire il palato il ricco piatto finale di frutta esotica: tutto estremamente fresco e al perfetto grado di maturazione.

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Per accompagnare i piatti, felici gli accostamenti con prodotti nipponici. Come la birra artigianale Musashino che si presenta con un intenso bouquet di miele di Sulla, mentre al palato si offre con bolle tenui, buon corpo ed elevata freschezza.

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Imperdibili ovviamente gli abbinamenti con la bevanda tipica giapponese. Il sake Isojiman Omaki Tokubetsu Junmai è netto e definito, con il suo profumo di frutta a polpa bianca, mentre al palato la sensazione è di susina bianca e di frutta sotto spirito.

Il premiatissimo sake Rashomon Ryuju Tabata Shuzo ha invece un bouquet di intensa complessità e in bocca sviluppa i sentori amidacei del riso, avvolti in un effluvio di frutti esotici: davvero eccellente.

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Per il fine pasto, perfetto il sake Ozeki Nigori: non filtrato, abboccato, pastoso, è un’esperienza mistica.

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Dietro questo tripudio di creatività culinaria c’è il talento a tutto tondo del giovane Andrea Lin, un ragazzo che si è davvero fatto da solo, bruciando tutte le tappe grazie a una determinazione fuori dal comune e idee chiare sulla ristorazione. Lin interviene su ogni piatto, costruendolo con sapienza assemblando tutti i gusti: in ciascuna sua creazione c’è un intreccio di consistenze che lega in maniera strabiliante il salato col dolce, l’acido con l’amaro e l’umami.

Gli abbiamo chiesto di raccontarci la sua epica storia professionale, molto simile a un romanzo, nonché di spiegarci come nascono i suoi piatti: ecco cosa ha risposto Lin davanti alla nostra telecamera.

Il locale nel suo ricchissimo menu offre anche il sushi nella forma più comunemente intesa, ma sempre ai massimi vertici della fantasia.

Basti provare pietanze come Gunkan Rose (bignè di riso avvolto da ricciola con sopra tartare di gambero rosso, avocado e tobiko) e Gunkan Lin Style (a base di salmone, con sopra uova di quaglia e ikura), o lo stratosferico Special Roll (rotolo di riso con dentro gambero in tempura, philadelphia, con sopra fette di avocado, tartar salmone scottato e pasta filo) e l’applauditissimo Nido (rotolo di riso con alga esterna avvolto da pasta filo con dentro avocado, con sopra tartar salmone spicy e tonno spicy, pasta filo e salsa rosa). In ogni tipologia, una costante: meno riso e più pesce rispetto agli altri locali orientali, un (ennesimo) particolare che fa la differenza.

Emozioni garantite, dunque, a ogni visita: perché una volta sola non basta.

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Abbiamo riassunto in un video le squisitezze di questo locale.

 

Info: www.linsushi.it

          Pagina Facebook “Lin Tasting Emotion”

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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