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Lu Bar, gastronomia siciliana a Milano: buona idea, esito da migliorare

Pubblicato il: 18 febbraio 2019 alle 7:00 am

Le intenzioni sembrano buone, con dei giovani di origine siciliana che partono da un’esperienza nell’isola per poi esportarne la gastronomia nel capoluogo lombardo: ne scaturiscono varie applicazioni di ristorazione, dal catering al locale classico, passando per lo street food.

Proprio su quest’ultimo format ci siamo concentrati, un “chiosco sulla Terrazza appartata del Mezzanino della Stazione Centrale di Milano, sotto le volte della massiccia struttura architettonica”, con al centro un’Ape, classico mezzo di diffusione del cibo di strada da cui anche quest’esperienza è partita.

L’offerta si incentra sull’Arancino, artigianale, definito “genuino e autentico, in quanto importato dalla Sicilia e fritto sul momento”.

Su tale perno dell’offerta del chiosco però durante il nostro test sono affiorate diverse incongruenze.

Abbiamo ovviamente chiesto gli arancini, ma non sono stati fritti al momento, bensì prelevati da un contenitore termico, già pronti.

Proviamo prima quello al ragù: la forma è conica, come il classico arancino catanese, con ingredienti quali carne bovina, pomodoro e formaggio. La frittura risulta un po’ unta ma fragrante e leggera, mentre il sapore dell’olio lascia delle perplessità.

Passiamo allora alla variante Norma, di forma quasi ovale: qui il riso è decisamente scotto, tanto da creare una non gradevole sensazione collosa; poche le melanzane presenti, le quali così non partecipano molto al gusto finale, mentre dà un contributo positivo una buona ricotta salata.

Peccato per questa discontinuità, anche perché ci aveva colpito positivamente l’idea di servire gli arancini in una sorta di cestino.

Da bere ci siamo orientati sulle bibite siciliane artigianali della Polara, azzeccando la scelta di un’evocativa Spuma da “antica ricetta”, molto appagante.

Decidiamo di concludere con la prova per eccellenza per una gastronomia siciliana, il classico cannolo alla ricotta.

Temevamo proprio per la fattura della ricotta, invece è lavorata in maniera corretta. Mordendo la cialda, però, il palato è stato invaso da una sensazione che richiamava quella dell’olio vecchio o irrancidito. Una percezione non piacevole che ha guastato l’esperienza.

Abbiamo fatto presente il problema all’unico addetto al servizio, il quale ha accolto con indifferenza la segnalazione, sollevando le spalle con indolenza e limitandosi a dire “lo farò presente ai titolari”, senza ritirare le altre cialde ancora da servire.

L’episodio ci ha lasciato basiti, ma in fondo ha rappresentato l’epilogo di un servizio apparso fin da subito per nulla empatico, quasi freddo e respingente, lontanissimo dal senso di solarità e accoglienza che ci si attenderebbe da un’attività a contatto col pubblico che si dichiara ispirata alla Sicilia.

Strano riscontrare simile pecche in una struttura che dichiara di tenere “gli occhi puntati al prodotto e al servizio”, di curare anche il “minimo dettaglio” e dare valore alle pubbliche relazioni, poiché la realtà in parte contraddice tale missione.

Dispiace soprattutto perché il concept è valido, l’ambientazione ottima sul piano estetico e confortevole su quello logistico, con qualche finezza apprezzabile come la disponibilità di alcuni giornali per la consultazione.

Correggendo le lacune riscontrate, il locale potrebbe assumere anche un importante ruolo pedagogico e divulgativo, vista la collocazione in un ambito di grande transito di passeggeri, un’esposizione popolare che dovrebbe elevare la tensione alla perfezione dei titolari.

Info: https://www.lubar.it/stazione-centrale/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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