Google+

Museo Civico Bari, caleidoscopio culturale della città

Pubblicato il: 7 settembre 2018 alle 7:00 am

La varietà tipica delle esposizioni cittadine, al Museo Civico Bari acquisisce insolita capacità di attrazione, grazie a un mirabile intreccio di suggestioni storiche, antropologiche, sociologiche e artistiche.

La fondazione del museo è datata 1913, quando “per celebrare il centenario della nascita del borgo murattiano, la Civica Amministrazione organizzò ed allestì una Esposizione Storica del XIX secolo di cui si resero promotori alcuni importanti studiosi baresi”: fu il germe dal quale fiorì la decisione del Comune di dare vita a un Museo Storico che “venne inaugurato il 26 gennaio 1919, in alcuni locali annessi al Teatro Margherita”.

Da qui iniziano travagliate vicende, tra importanti acquisizioni di materiali e cambi di sede, prima di approdare all’attuale collocazione in Strada Sagges 13, in un antico palazzo “posto ai margini dell’antico nucleo alto medievale in un’area ricca di rinvenimenti archeologici”.

La riapertura più vicina nel tempo è quella avvenuta nel 2015, “con un nuovo progetto di allestimento ed un rinnovato percorso espositivo arricchito da installazioni multimediali”.

Composite le Collezioni ospitate.

Il Fondo Tanzi contribuisce significativamente al ricco e vario patrimonio del museo, con documenti d’archivio che “costituiscono un’enorme ricchezza di notizie per la ricostruzione della storia civica e regionale dal XVI all’inizio del XX secolo”, rappresentando “una fitta rete di testimonianze sull’evoluzione della struttura politica, economica, commerciale, sociale in terra di Bari, nella successione delle diverse epoche storiche”.

Colpisce molto la raccolta di opere di Frate Menotti, caricaturista satirico nato a Bari col nome di Menotti Bianchi nel 1863, la cui arguzia sbeffeggiante era pari all’eleganza stilistica del segno, elementi con il quale ebbe molto successo sul giornale umoristico della città Fra Melitone e su altre prestigiose testate quali Figaro e l’Oggi, facendo propria l’irriverenza anticlericale “in voga tra i giornalisti e i caricaturisti dell’epoca”.

Il Fondo Antonelli dispensa scatti fotografici di grande interesse storico, “nel quale si distingue il prestigioso nucleo del fotografo barese Liborio Antonelli Matteucci”: sono presenti “numerose immagini di chiese e monumenti pugliesi”.

Il museo conserva inoltre “500 negativi su lastra di vetro, molti dei quali corrispondenti alle stampe di fotografie del fondo stesso”, mettendo in esposizione “due panoramiche e alcuni scorci di particolare suggestione di Bari Vecchia e del Borgo Murattiano”.

Poche le testimonianze di ambito bellico rispetto a quelle presenti in origine: rimangono “esemplari di armi bianche e di armi da fuoco del periodo borbonico, della Guardia Nazionale, del brigantaggio e del periodo moderno”.

Nutriti invece i reperti delle Campagne d’Africa, “frutto di numerose donazioni, soprattutto da parte di generali e militari tornati dalle campagne”, comprendenti “trofei bellici, portati in Italia come souvenir o come doni esotici”.

A colpirci maggiormente sono state le Carte da gioco Murari, con “matrici in legno e zinco utilizzate per la stampa litografica” delle stesse, quindi bozzetti originali e copie riprodotte che illustrano esemplari stampati dalla fabbrica a Bari a fine Ottocento.

Si tratta di una gloria barese oggi poco nota e che invece meriterebbe maggior fama.

Come spiegato nelle note che accompagnano l’esposizione, “le carte prodotte da Murari erano complessivamente 52, perché le sequenze delle coppe, dei denari, delle spade e dei bastoni comprendono, in aggiunta ai pezzi numerati da 1 a 10, anche le figure di un fante, di un cavaliere e di un re (tredici carte quindi per ciascuna delle quattro serie)”.

Per quanto i tratti siano somiglianti a quelli di diverse altre carte regionali, “assai poco le accomuna a quelle napoletane”, mentre si fanno apprezzare per l’eleganza estetica e la grazia delle figure.

Attraversare le sale del museo lascia la sensazione della complessità culturale di Bari e della sua stimolante stratificazione intellettuale, alimentando il fascino di questa straordinaria città.

Nel video che segue, le immagini girate con la nostra telecamera durante la visita al museo.

 

Info: https://www.museocivicobari.it/

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , ,



L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
www.domenicoliggeri.it


Back to Top ↑