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Museo Etnografico del Centro Studi Walser di Rimella (VC), in Valsesia

Pubblicato il: 11 dicembre 2018 alle 7:00 am

Era una casa abitata fino a quaranta anni fa, oggi è un presidio della memoria di una comunità: in questo intreccio di dimensione privata ed epopea di un popolo risiede parte del grande fascino della casa un tempo degli eredi Vasina che a Rimella ospita il Museo Etnografico, l’Archivio Etnolinguistico e il Centro di Documentazione Walser.

Tanta meraviglia in un piccolissimo centro piemontese di poche decine di abitanti della provincia di Vercelli si spiega con l’epica dei Walser che secoli fa giunsero fino a questo angolo della Valsesia, contrassegnandone la storia con la loro cultura.

Ma anche con la loro architettura, come dimostra la pregevole fattura e la genialità edile di questa casa tipica appartenuta a Felicita Vasina e “probabilmente fino al 1930 dalla sua famiglia”.

Una costruzione nello stile dei walser di Rimella “costruita su tre piani, a scalare sul terreno con gli accessi direttamente dall’esterno”, in cui “il piano terreno era adibito a stalla (der gàdu), il piano mediano era quello in cui abitava la famiglia e vi era la cucina (ts virhüüsch) mentre il piano superiore era usato come fienile (der schtadal)”.

Singolare la caratteristica composizione architettonica che vede strutture portanti in pietra e pareti divisorie in legno, oltre al marchio di fabbrica di “pareti perimetrali costituite da travi orizzontali portanti incastrate ortogonalmente (blockbau)”.

La casa oggi appartiene al Comune di Rimella che dopo “un attento e complesso intervento di restauro” ne ha fatto “un museo dell’uomo e della sua montagna che mette in evidenza i caratteri e i valori fondamentali dell’esperienza materiale che lo circonda”.

Infatti il museo “indaga la cultura materiale del sistema agrosilvopastorale della montagna rimellese con la sua tecnologia ingegnosa e versatile conservatasi praticamente intatta fino alle soglie dei nostri tempi  avendo consentito per secoli la sopravvivenza materiale della comunità walser”.

I temi trattati sono “l’attività molitoria (che si realizzò sopratutto nella frazione Grondo), l’estrazione, il trasporto e la posa in opera delle piode, il ciclo agrario (l’alpeggio, la fienagione, la concimazione dei campi, la sfogliatura degli alberi…), il lavoro nel bosco”.

A testimoniare quanto il museo sia sentito dalla comunità locale, la circostanza che un buon numero di oggetti esposti sono stati donati proprio dagli abitanti del territorio, i quali hanno contribuito anche con le proprie testimonianze orali ad acquisire gli elementi storici e le conoscenze che hanno consentito, una volta organizzati, di realizzare l’appassionante racconto di una splendida civiltà.

Una narrazione che utilizza strumenti di comunicazione come la scrittura e l’audiovisivo, attraverso pannelli e documentari.

Ma è il dato materiale a trionfare, con oggetti o immediatamente intellegibili o altamente evocativi, i quali spesso sono incastonati tra parole e immagini, quasi a comporre delle installazioni analogiche ancora più intuitive e stimolanti di quelle digitali che invadono la moderna museologia.

Ma l’ottimo gusto della curatela si spinge verso ambiziose composizioni che divengono fedeli ricostruzioni di ambienti di lavoro…

… se non addirittura gigantesche pagine di un libro ideale, ricche di spunti cognitivi, da sfogliare impalpabilmente con la propria sensibilità…

… fino a immaginifiche proiezioni che sembrano sfondare la quarta parete teatrale per trascinare l’immaginario in fughe verso l’infinito, dialogando elegantemente anche con il linguaggio della fotografia.

Senza trascurare la commozione cui inducono certi oggetti che ricordano la struggente fatica della vita in montagna.

Si ha un soprassalto quando poi si scopre che qui si è mantenuta la medesima tradizione presente in Canton Ticino che dà vita alla Farina bòna, derivante da mais tostato.

Abbiamo appreso che il fautore del suo recupero in Svizzera, Ilario Garbani, è venuto fino a qui per tentare di metterne a sistema la produzione, come ha già fatto con successo nella sua Valle Onsernone (http://www.farinabona.ch/), ma senza suscitare interesse cooperativo, dato che chi ancora lavora tale farina nella zona di Rimella ci tiene a mantenere i segreti di produzione tramandati da generazioni.

Tutto magnificamente gestito dal Centro Studi Walser di Rimella che rende viva la struttura attraverso interessantissime iniziative, come incontri, corsi di lingua tittschu e pubblicazioni di notevole valore scientifico e antropologico.

Senza dimenticare il prezioso contributo reso alle isole linguistiche germaniche dell’arco alpino che si sono organizzate per tutelare la propria specifica eccezione culturale.

Nel video che segue, una nostra ideale visita guidata in questa imperdibile meta museale.

 

Info: http://www.centrostudiwalserrimella.it/museoetnografico.html

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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