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Nasce il Pan de Bira, panettone da bere: la rivoluzione di natale

Pubblicato il: 23 dicembre 2015 alle 11:39 am

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Un panettone da meditazione. Con il Pan de Bira nasce una nuova tipologia di panettone, una vera rivoluzione gastronomica nel mondo dei prodotti natalizi, la più significativa degli ultimi anni.

Una rivoluzione perché nella stagione dei dolci per eccellenza propone un prodotto che… non è un dolce! Bensì, molto di più.

Attenzione, non stiamo parlando di uno dei tanti (e spesso ottimi) panettoni creati aggiungendo la birra all’impasto, perché nel Pan de Bira di birra non ce n’è (altra rivoluzione…). Ci sono però gli ingredienti con cui si fa davvero la birra, soltanto che vengono impiegati non per dare vita a una bevanda, bensì a un impasto, insieme agli altri componenti base della ricetta tradizionale del panettone.

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Per questo il Pan de Bira è davvero una birra che diventa panettone e una panettone che diventa birra, come recita efficacemente lo slogan sulla sua etichetta.

Come la birra quindi si porta dietro l’amaricante del luppolo, insieme a tutto il corredo aromatico del malto.

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Malgrado l’apporto addolcente dei marron glacé aggiunti all’impasto e della caramellatura del malto, il Pan de Bira non è un qualsiasi dolce da dopo pasto o da prima colazione, bensì un prodotto da forno da mangiare anche con la testa. Bisogna capirlo, comprendere il lavoro che c’è dietro, la ricerca che ha comportato. Poi, bisogna dargli tempo, attendendo che dopo l’impatto amabilmente amaro arrivi un retrogusto dolce a equilibrare la sensazione gustativa. Pertanto va degustato esattamente come si fa con le grandi birre artigianali più complesse.

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A creare questo capolavoro, ci sono voluti dei talenti appassionati, come Fabio Longhin, rinomato fuoriclasse del cioccolato e sperimentatore di dolcezze fuori dal comune nella sua Pasticceria Chiara a Olgiate Olona (Varese) e di Marco Cocchianella, beer hunter dalla vastissima competenza. Con loro, anche Luca Riganti, pasticcere fondatore di Dolce Arte, quindi Claudio Castiglioni, consulente birrario che cura la formazione del Byra, “showroom di cultura birraria” a Busto Arsizio.

Sono Cocchianella e Longhin a raccontarci la loro rivoluzione dolciaria.

Interessanti gli abbinamenti del Pan de Bira, ancora da esplorare. Delle creme dolci si può immaginare l’efficacia, ma a sorprendere sono gli esperimenti con il salato, soprattutto con il foie gras, in alternativa al pan brioche postulato dal modo di consumo dei francesi. Basta una leggera tostatura in padella da un solo lato e si presta ad accogliere paté, creme vegetali, spalmabili di carne.

Sono ancora Cocchianella e Longhin a dare preziosi suggerimenti per gustarlo al meglio.

Cosa berci sopra è poi il grande dilemma. Sono certamente da evitare i vini troppo dolci (Moscato d’Asti, Brachetto e simili) e anche i passiti non sembrano adatti.

Provato amaro su amaro, dà il massimo: quindi un liquore tradizionale di erbe, possibilmente di produzione artigianale. Lo abbiamo testato con il liquore al radicchio rosso del Cascinale di Treviso ed è stato un trionfo.

Scontato il ricorso alla birra, ma a patto di scegliere lo stile birraio giusto: quindi no a prodotti brassicoli leggeri e beverini (con le dovute eccezioni), meglio birre molto corpose, o direttamente una carnosa stout, con le sue note di liquirizia.

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Esaltante ancor di più l’esperimento di provare il Pan de Bira con il Metodo Classico di Baladin, birra rifermentazione in bottiglia secondo metodologie vinicole: secca, intensa, ricca di sfumature.

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Ma questo prodotto è destinato a scatenare la fantasia dei consumatori, ognuno dei quali cercherà la sua strada per la degustazione.

In fondo, la rivoluzione del Pan de Bira, è soltanto all’inizio.

Per partecipare a questa rivoluzione, ecco dove trovare il Pan de Bira: Byra ed enoteca ‪QualeVino a Busto Arsizio; ‎Enoteca Frattolillo e ristorante ‪Cielo e Vino di Dairago; ‎Barbaresco e ‪111beershop a Legnano; ‎111café a Castellanza; ‎BirrificioMenaresta a Carate Brianza; ‪Dolce Arte a Mornago; ‎Pasticceria Chiara a Olgiate Olona.

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Info: www.facebook.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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