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Il Pangiallo Romano, antico dolce natalizio laziale

Pubblicato il: 25 dicembre 2020 alle 7:00 am

E’ nato nell’antica Roma e continua a esserne il simbolo dolciario natalizio ancora oggi a millenni di distanza, tanto che nella sua denominazione conserva anche la provenienza, visto che si chiama Pangiallo Romano.

Le fonti ne individuano la nascita nell’era imperiale e riferiscono di un parallelo tra il colore giallo che gli dà il nome e la doratura dei dolci operata dagli antichi Romani come metafora dell’atteso ritorno del sole durante la festa del solstizio d’inverno.

Tra le tante variazioni della ricetta, il cardine rimane la presenza di miele, canditi e frutta secca. Si discute ancora invece sulla doratura, la quale nelle varie versioni dovrebbe essere ottenuta con pastella d’uovo, zafferano o spezie varie.

A Roma abbiamo potuto provare la versione istituzionale di Roscioli, estremamente dolci, arricchita dalla grande complessità organolettica data dai tanti ingredienti, tutti particolarmente succulenti e aromatici.

Un dolce che porta con sé sapori ancestrali e un fascino d’altri tempi, di quella cucina povera che raccoglieva ciò che si poteva e lo trasformava in delizie concrete e sostanziose.

Un modo per ricordarci anche a natale la vera essenza della vita.

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