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Ristorante di Hotel Peschici, autentica cucina garganica della memoria

Pubblicato il: 31 maggio 2019 alle 7:00 am

Raramente ci è capitato di commuoverci come è accaduto alla tavola del Ristorante dell’Hotel Peschici: ogni piatto è un pezzo di vita realmente vissuta, ciascuna portata è legata a un ricordo familiare, tutte le ricette sono memoria storica del luogo. La chiamano cucina povera e invece è la ricchezza più grande dell’Italia.

Dietro questo miracolo culturale c’è una donna che appartiene alla rara schiera dei veri eroi di questo Paese, di coloro che custodiscono le nostre radici identitarie, tutelando le testimonianze del passato, divulgando le lezioni anche più dure e scomode ricevute dalla propria vicenda umana e valorizzando il genius loci attraverso la gioia del palato.

Tale eroismo alberga in Raffaella Tavaglione, donna di umanità immensa, grande quanto una capacità tecnica ai fornelli che sbalordisce: sebbene non più giovanissima, presiede ancora la sua cucina con intransigenza, consapevole che nessun giovane collaboratore potrà mai avere la sua medesima perizia, perché lei appartiene a una generazione irripetibile sul piano della deontologia e del talento pratico, ma soprattutto perché lei ha vissuto i piatti che prepara fin da quando è nata, quindi ne conosce i segreti e le sfumature come nessun altro.

Così Raffaella ha reso il ristorante dell’hotel sito in via San martino 31 a Peschici, in provincia di Foggia, gestito da sempre con la sua famiglia, un tempio della gastronomia di quest’area del Gargano, lembo di Puglia onorato dalla Natura con la massima vocazione per le materie prime di eccellenza, selezionate con il contributo amorevole, appassionato e competente del figlio Vincenzo De Nittis.

Ne è dimostrazione la qualità eccelsa dei primi prodotti che aprono il pasto. Un ottimo caciocavallo podolico, orgoglio caseario locale, insieme a un elegante crostino con crema di melanzane, pomodori secchi di raro equilibrio e ancora melanzane ma questa volta in un’intensa versione sotto aceto.

E’ subito tempo quindi di una preparazione grandiosa, un monumento del desco conviviale e della civiltà contadina, l’Acqua e Sale: fragranti fette di pane imbibite di sincero olio extravergine di oliva, sormontate da un buonissimo uovo in camicia e attorniate da eccezionali olive nere fritte.

Una bontà stupefacente che dà una grande lezione di vita a chi altrove sostiene di praticare la cucina creativa, sterilmente artefatta e priva di spessore: tutti gli inutili ristoranti stellati messi insieme non riusciranno mai a raggiungere un livello così alto di arte culinaria, ricca di spessore etico e inarrivabili pregi organolettici.

I primi continuano a volare alto.

Gli Strascinati alle cime di rapa sono di rara esplosività, sapidi e irresistibili, grazie a un impasto dalla perfetta consistenza che li rende non eccessivamente spessi, in modo da dare il giusto risalto al condimento.

Goloso impasto carnoso invece per i Troccoli conditi con un sugo di seppie ripiene dalla lunga persistenza.

Seppie ripiene che arrivano come portata a sé, rivelandosi semplicemente uniche: la farcia è ricchissima e appagante, secondo la filosofia concreta e generosa di Raffaella, producendo un trionfo di sapore in cui spicca la suadente acidità del pomodoro.

Sublimi le cozze ripiene, così ghiotte da stuzzicare il palato nel loro prodigioso incrocio di terra e mare.

Anche i dolci sono rigorosi rappresentanti della tradizione, con tipicità quali le cartellate e il mosto cotto, in cui la fragranza esalta una spinta zuccherina che irretisce.

Di altissimo profilo la carta dei vini, ricchissima di perle del territorio, anche rare e spesso di piccoli vignaioli, frutto della strepitosa erudizione di Vincenzo che conosce tutte le produzioni vitivinicole regionali e non soltanto quelle: fatevi guidare da lui e vi condurrà in un viaggio appassionante tra uve autoctone e nettari prelibati che rimarrà memorabile.

Il Ristorante dell’Hotel Peschici va vissuto con la sacralità di un museo e ammirato come un bene culturale, perché è un patrimonio tanto della comunità locale quanto di quella mondiale: la cucina casalinga di Raffaella andrebbe presidiata come un tesoro archeologico e considerata alla stregua di opera d’arte, poiché è letteratura tradotta in cibo, storia da mangiare, gioia da meditare.

Da questo locale si esce con lo stomaco felice ma anche con la mente egualmente soddisfatta, per la notevole quantità di storie e aneddoti che Raffaella, Vincenzo e tutta la famiglia sono in grado di raccontarti, con una tale profondità da rappresentare una vera attività di divulgazione culturale e un consapevole contributo all’istruzione collettiva.

Non si può dire di conoscere il Gargano se prima non si è vissuto un pasto qui.

Nel video sottostante, un compendio di tale meravigliosa esperienza.

Abbiamo così chiesto a Raffaella Tavaglione di raccontarci la cucina dell’Hotel Peschici: lo ha fatto nel video che segue.

Info: https://www.hotelpeschici.it/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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