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Storica e Secolo, i classici della grappa dalla friulana Domenis 1898

Pubblicato il: 1 giugno 2019 alle 3:00 pm

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Come nel mondo del vino, anche in quello della grappa esistono dei classici, nettari che rappresentano le eccellenze assolute con cui rapportarsi, se si vuole comprendere quanto in alto possa spingersi la qualità dei prodotti di un determinato settore.

La distilleria friulana Domenis 1898 ne firma ben due, di classici assoluti della grappa: la portentosa Secolo e addirittura un’intera linea riunita sotto la sigla di Storica con le sue declinazioni.

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La Storica Nera è la pietra angolare della grappa italiana. Ciò da cui tutto a parte e a cui tutto deve tornare, nella distillazione italiana. Lo scheletro olfattivo è robusto e ampio, riconoscibile come in poche grappe, intenso come la vita pienamente vissuta. Al palato è un effluvio di ricordi enoici portati all’ennesima potenza, sviluppati su un tappeto dai ricami abboccati. In bocca i sentori si evolvono a lungo, con un finale infinito che la lascia le fauci amabilmente profumate.

La Storica Riserva, le cui vinacce (Cabernet, Refosco dal peduncolo rosso, Merlot, Sauvignon, Pinot grigio, Pinot bianco, Verduzzo) sono invecchiate per sessanta mesi in botti di rovere antico, riposa a lungo prima di offrirsi nei suoi riflessi ambrati. Più gentile rispetto a versioni estreme del passato (come la Stravecchia e la 10 Anni), lascia da parte i muscoli del lungo affinamento per puntare invece su una grande eleganza. Un pizzico di acidità viaggia tra sensazioni delicatamente barricate. Finale ricco ma non invadente, destinato a conquistare inesorabilmente.

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Nella Storica Uve le bacche sono quelle di Sauvignon, Pinot grigio, Pinot bianco, Verduzzo e Picolit. Profumi intensamente vinosi accompagnano note floreali. Il gusto spiritoso e insinuante riempie la bocca di freschezza di campo, in un dedalo di complessità.

La Storica da vinacce di uve a bacca bianca (Sauvignon, Pinot grigio, Pinot bianco, Verduzzo, Picolit) è una sfida alle porte della percezione postulate da Huxley: sono talmente numerose e varie le sensazioni che si intrecciano, da trascinare il palato in un viaggio quasi psichedelico pieno di stimoli e a tratti spiazzante. Abituati a grappe dai sapori netti e quasi geometrici, questa Storica invece demolisce ogni punto di riferimento, costringendoti a inseguire riferimenti come scie di stelli cadenti, sfuggenti e alcune appena percettibili.

Quasi una sfida alla piacevolezza, la quale arriva, rassicurante, giusto nel finale, appena smussando l’irrequietezza e chiamandoti alla sfida di un nuovo sorso.

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La Secolo è una delle vette assolute della distilleria mondiale: si potrebbe spedire nello spazio, per spiegare agli alieni quali picchi ha raggiunto la concertazione tra l’Uomo e la Natura. L’insieme delle vinacce sembra il miglior ritratto possibile dell’ampelografia friulana, ospiti compresi: Cabernet, Refosco dal peduncolo rosso, Merlot, Sauvignon, Pinot grigio, Pinot bianco, Verduzzo. Da ciascun vitigno viene prelevata l’anima, sublimandola nell’Assoluto, per divenire puro spirito. Perché se fai un distillato da 60 gradi, o raggiungi vette mistiche, o ritorni ai torcibudella brutali di una volta.

E qui il misticismo c’è. Si beve a stille, come si centellina la Conoscenza. Una grappa il cui ingresso sono le labbra, su cui trattenere per qualche istante un ardore organolettico dallo spettro infinito. Una grappa da bere quando si vuole dire a se stessi che ci si vuole bene.

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Ci siamo chiesti da dove derivi la scelta di Domenis di mantenere alta la gradazione di queste grappe, 50 gradi per la linea Storica e 50 per la Secolo, quali vantaggi organolettici apporti. Cristina Domenis, responsabile della produzione e maître de chai, ci ha risposto che “la grappa ad alta gradazione non è altro che una grappa più concentrata: infatti la gradazione commerciale si ottiene per diluizione dalla grappa cosiddetta grezza che con il nostro impianto raggiunge una gradazione alcolica intorno ai 75-78°; quindi una grappa ad alta gradazione è molto più intensa e ricca di certi componenti (specie esteri) che vengono persi nel corso della stabilizzazione (a freddo) per gradazioni alcoliche più basse”.

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“Se ottenere gradazioni basse può significare alle volte diluire alcuni difetti presenti nella grappa di partenza, significa anche che se ne diluiscono i pregi”, prosegue Cristina Domenis: “il segreto per ottenere una grappa ad alta gradazione equilibrata è di partire con una grappa grezza impeccabile; ma Domenis non è solo altissima qualità ad alta gradazione: anche i nostri prodotti a più bassa gradazione hanno beneficiato di questa nostra capacità, godendo infatti di una particolare caratterizzazione ed intensità che Domenis riesce infatti a ottenere anche a bassa gradazione”. Ne parleremo nelle prossime settimane.

Intanto abbiamo chiesto all’amministratore dell’azienda, Alain Rubeli, di raccontarci la Secolo e la linea Storica, con qualche incursione nei loro utilizzi in cucina.

Info: www.domenis1898.com

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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