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I vini biologici di confine di Francesco Poli a S. Massenza in Trentino

Pubblicato il: 20 luglio 2018 alle 7:00 am

La sigla Francesco Poli è oggetto di culto per gli amanti della grappa, poiché riguarda una delle più apprezzate distillerie italiane che si trova in una zona di antichissima tradizione nel settore. Per quanto alto sia il confronto, non meno importanti dei distillati sono i vini firmati dalla medesima azienda agricola, prodotti con la consueta perizia artigiana.

Vini che vengono prodotti a Santa Massenza, frazione di Vezzano, un tempo comune a sé e oggi parte del comune sparso di Vallelaghi in provincia di Trento; l’azienda definisce il proprio territorio come “un confine e, come tutti i confini, unisce: il clima del sud incontra quello continentale, le piante mediterranee convivono con quelle alpine”.

Qui dal 1998 “i vigneti vengono coltivati in agricoltura biologica, da qualche anno si utilizzano i preparati e le tecniche dell’agricoltura biodinamica”.

Particolare la predisposizione per gli autoctoni, come la Nosiola, “unica varietà autoctona trentina a frutto bianco” da cui si producono vini in ogni declinazione, dalle bollicine alle versioni ferme, passando il leggendario Vino Santo Trentino.

Ma “nei vigneti attorno al paese vengono coltivati i vitigni a bacca rossa, la Schiava, il Rebo, il Lagrein ed il Cabernet Sauvignon”, mentre “in località Naran, a 550 metri ai piedi del Monte Gazza e della Paganella, sono stati piantati dei vitigni naturalmente resistenti e che quindi non necessitano di alcun trattamento antiparassitario”.

La degustazione non può che partire dai vini delle uve identitarie per eccellenza di Nosiola.

La pura essenza di tali uve la si coglie nel Nosiola Majano 2015, il quale rientra nel progetto Vini dell’Angelo per il recupero dei vitigni trentini prefilossera e anche di quello chiamato Interpretazioni, due iniziative di Proposta Vini, il più illuminato distributore enoico culturale.

Il bouquet è floreale e presenta toni balsamici, mentre in bocca un’acidità intensa rende golosa la beva.

Minerale, ha sentori di albicocca e zenzero candito. Il sorso è materico e appagante. Vino di grande originalità.

La Nosiola si presta magnificamente alla vinificazione con le bollicine e Poli lo dimostra con il Nosiola Belle Frizzante sui Lieviti, il quale ha un particolare processo di maturazione che prevede “fermentazione del mosto e successiva maturazione sui lieviti fini in vasche di acciaio inox”, quindi “in primavera viene imbottigliato e rifermenta con l’aggiunta di mosto di Vino Santo Trentino in fermentazione con i propri lieviti spontanei”.

Intensi i profumi di fiori e frutta passita, mentre le bolle fitte e compatte sviluppandosi trascinano con loro note di zenzero e ananas essiccati, insieme a bergamotto e mandarino verde.

Sorso pastoso e materico, beva calda e importante, si presta alla meditazione.

Poli lavora con grande afflato etico e spirito romantico, dai quale nasce Massenza Belle, “creato per valorizzare la Peverella”, vecchio vitigno trentino quasi scomparso “ma storicamente presente”.

Potente il bouquet di fiori di campo e frutta matura, mentre in bocca si presenta secco e aromatico, con sfumature balsamiche.

Si avvertono pera Williams e frutti esotici che confluiscono in un sorso denso. La sottile vena zuccherina arricchisce una beva importante.

Sempre nell’ambito del recupero di vitigni rari a rischio di scomparsa va inserito il Pavana, anch’esso appartenente ai progetti Vini dell’Angelo e Interpretazioni.

Incanta il naso con il carattere vinoso di una volta, insieme a un accenno di idrocarburo. Al palato srotola more di rovo, gelsi, amarene.

La beva è lieve, contrassegnata dall’acidità. Sorso lieve, delicatamente speziato.

Ancora un vitigno splendidamente valorizzato da Poli è la Schiava.

La Schiava ferma seduce con il suo ammaliante colore rosa vivo che a livello olfattivo esplode in un trionfo floreale. Si presenta in bocca con tenue gentilezza ma anche con una vena acida spiccata che comunque non perde l’equilibrio, prima che emergano sfumature di mela annurca e litchi. Beva limpidissima, scorrevole e carezzevole. Nel corso della degustazione affiora una stuzzicante sapidità dall’impronta minerale.

Lo Schiava Belle Frizzante muta i profumi in direzione del corredo olfattivo dei prodotti della panificazione, mentre al palato propone amarene al naturale. Il sorso è secco, asciutto, denso, con un retrogusto vegetale amaricante.

Altro vitigno lavorato in tutte le sue potenzialità è il Rebo, incrocio tra Merlot e Teroldego creato in Trentino negli anni ’50 dal ricercatore Rebo Rigotti.

Il Rebo Massenza Rosso ha un bouquet avvolgente che richiama la selva. Approccio vellutato che opera una lieve carezza tanninica, lasciando subito spazio al carattere fruttato e a un istinto abboccato. Sprigiona fragola Candonga e ribes, per una beva eccitante, dal sorso irresistibile.

Il Reboro invece “nasce da un progetto condiviso tra i vignaioli della Valle dei Laghi in Trentino”, in base al quale “le uve vengono raccolte  a piena maturazione ed appassite sfruttando la tipica brezza  del luogo chiamata Ora del Garda”, cui “segue una lunga permanenza sulle bucce ed un successivo lungo passaggio in botti di rovere”. Ne consegue un accrescimento dello spessore del sorso, pieno e carnoso, nonché una sfrontata proposta di dolcezza fruttata che conquista.

A parlarci di questi vini davanti alla telecamera è Alessandro Poli, nel video che segue.

 

Info: http://www.distilleriafrancesco.it/vini.php

Distribuzione: http://www.propostavini.com/ricerca-prodotti/?q=Poli+Francesco

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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