Google+

I vini di Rado Kocjančič, cultura e tradizione millenaria a Dolina (TS)

Pubblicato il: 2 luglio 2020 alle 7:00 am

E’ una storia lunga e non priva di difficoltà quella della famiglia Kocjančič, tale da rappresentare un patrimonio etico teso al rispetto delle radici, ben piantate in quel di Dolina nell’area di Trieste con cui Rado ha instaurato “un intenso e reciproco legame, per capire ed interpretare le necessità della vite in ogni momento dell’anno”, perché ha imparato come “per ottenere buoni vini si debba lavorare nella vigna e tra i filari con amore e dedizione”.

Da qui la certezza che il suo vino “non è solo piacere del palato, ma cultura e tradizione millenaria della nostra terra”.

Una storia familiare lunga secoli quella ereditata da Rado Kocjančič dal capostipite Ivan che nel 1866 “dopo aver combattuto come fante austro-ungarico nella battaglia di Custoza, ritorna a casa e fonda l’azienda agricola a Dolina”. Seguono anni di impegno per combattere la povertà del tempo con l’imprescindibile sostegno dell’agricoltura, non senza qualche inevitabile dramma, compreso quello dell’emigrazione.

Fino a quando nel 1999 il discendente Rado “inizia a produrre con la propria azienda agricola, prendendo in affitto diverse vigne” e gestendole con l’aiuto del padre e del fratello Samo. Adesso l’azienda agricola coltiva “mezzo ettaro di vigneto proprio, 4,5 ettari vitati su terreni presi in affitto, un ettaro di uliveto su terreni di proprietà e due ettari di uliveto su terreni presi in affitto, per complessivi 900 ulivi”, mentre la cantina “si trova nella ex stalla di Dolga Krona, in cui l’azienda produce annualmente circa 15.000 bottiglie di vino DOC Carso e 2.000 bottiglie (da mezzo litro) di olio extravergine di oliva DOP Tergeste”.

Vessillo della produzione di Kocjančič ci appare il Brežanka, un “uvaggio di 15 varietà di uva a bacca bianca, provenienti da un vigneto centenario: 2/3 varietà autoctone triestine: Malvasia Istriana, Vitovska e Glera; 1/3 varietà dalle zone vinicole limitrofe: dal Collio (Tokaj, Riesling, Sauvignon, Pinot bianco e Ribolla), dalla valle del Vipava (Klarnca, Pinela e Poljsakica); presenti anche Malvasia del Chianti, Auxerrois e due varietà sconosciute, ancora a piede franco e non certificate nella banca mondiale del DNA”.

Questo enorme lavoro di assemblaggio nasce da una prodigiosa tecnica di produzione vinicola “appresa dal bisnonno e comunemente presente nel nostro territorio fino agli anni ’80” in cui “la vendemmia è interamente manuale e tardiva”, l’uva “delicatamente diraspata e pigiata”, con successiva macerazione e fermentazione con i propri lieviti: “dopo cinque giorni e ripetute follature il mosto viene sofficemente pressato e travasato in botte grande di rovere di Slavonia con tostatura naturale, dove resta per l’intera fermentazione alcolica e affinamento fino alla vendemmia successiva”. Anche l’imbottigliamento è particolare, poiché “avviene in luna calante l’estate successiva”, mentre questa delizia deve attendere un altro anno in bottiglia per essere degustata.

Ne scaturiscono un bellissimo color oro intenso e profumi di gelsomino, mentre in bocca un approccio erbaceo evidenzia il timo e la salvia, lasciando poi spazio ad avocado, bergamotto e nespola.

Altre referenze da uve a biacca bianca sono l’antichissima e autoctona Vitovska a fermentazione spontanea e affinamento parte in acciaio inox e parte in botti di legno che lascia intatta la freschezza floreale e la vivace sapidità che accompagnano frutta a polpa bianca, mentre la Malvasia istriana sceglie la via coraggiosa di non agire sul corredo zuccherino, preferendo concedere libertà di esprimersi a una sensibile mineralità che spinge frutta in questo caso ben matura sulla quale si innestano interessanti spunti balsamici e aromi erbacei.

Il Rosso più complesso è quello che mette insieme 85% di Refosco nostrano, 15 % di Merlot, Cabernet Sauvignon e Piccola Nera (varietà autoctona da sempre presente nei vigneti storici), dando vita a un magnifico cromatismo dai riflessi violacei e a un bouquet dagli intensi sentori muschiati, mentre il gusto è segnato da un sorso caldo e leggermente abboccato che esplode di ciliegia candita, melagrana, more e cotogne.

Vino terribilmente beverino.

Da provare infine il vino da tavola semidolce da vitigno Moscato Giallo declinato secondo i crismi dell’eleganza che mantiene sotto controllo la dolcezza, lasciando che a contraddistinguerlo siano per l’olfatto i fiori di campagna, mentre il palato viene conquistato da spezie orientali, frutta candita e note di pasticceria fresca.

Il racconto in prima persona di questa esperienza di vita e lavoro agricolo è affidato proprio a Rado Kocjančič, con l’ausilio della nostra telecamera, nel video qui di seguito.

Info: http://www.radokocjancic.eu/

Distribuzione: http://www.propostavini.com/info-per-ordini

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , , , ,



L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
www.domenicoliggeri.it


Back to Top ↑