Beppe Rinaldi Archives - StoriEnogastronomiche.it
L’eccesso di Nebbiolo minaccia la biodiversità delle Langhe?

Se l’allarme lo lancia il più celebrato dei vignaioli langaroli, c’è da dargli ascolto: secondo Beppe Rinaldi, noto produttore di Barolo, l’indiscriminata ed eccessiva coltura del vitigno Nebbiolo sta minacciando la biodiversità nelle Langhe. Colpa delle lobby del vino e della burocrazia compiacente che starebbero consentendo l’esagerata espansione del Nebbiolo, perché consente maggiori profitti economici. […]

Storia contadina del vino delle Langhe raccontata da Beppe Rinaldi

Il vino delle Langhe oggi gode di fama internazionale, grazie al successo del Barolo in ogni angolo del pianeta e al contributo che ha dato al suo territorio per essere decretato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Un successo che lo ha reso un prodotto di tendenza e spesso dai connotati chic. Ma la storia del vino in […]

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Arrogant Pub di Reggio Emilia, piatti iconici e nuovo corso

Abbiamo provato questo locale la scorsa estate, nel frattempo abbiamo appreso dalla stampa locale che sono avvenute alcune sue evoluzioni gestionali (https://www.ilrestodelcarlino.it/…/alessandro-belli…) prima che potessimo scrivere di averlo trovato il miglior pub d’Italia, per questo abbiamo deciso di sottolinearne uno stile di cucina che lo ha reso un punto di riferimento nazionale, mentre chi ne sta proseguendone l’opera garantisce non soltanto qualità immutata ma anche miglioramenti, dichiarando che “l’idea che si è sviluppata negli anni non cambierà, la ricerca e la scelta delle materie prime rimarrà invariata, anzi, si sta evolvendo sempre più: nuove teste pensanti e soprattutto giovani possono solo che portare migliori risultati”: in attesa di poterci tornare, ci piace mostrarvi i piatti iconici che ne hanno fatto la storia precedente, anche perché dicono dal locale “i ragazzi in cucina sono gli stessi di quando avete fatto queste foto con anzi l’aggiunta di un altro cuoco che ha aggiunto altra qualità e bontà a quella che già da tanto tempo c’era”. (Clicca per leggere l’articolo.)