Alessandro è un vignaiolo instancabile che lavora indefessamente per creare meraviglie vitivinicole ricche di istanze umane, valorizzando al massimo i vitigni territoriali e arrivando perfino a salvare un’antica varietà autoctona con il commovente progetto chiamato I Dolomitici: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
Questo sensibilissimo vignaiolo si è preso carico della tradizione secolare di un vino letteralmente unico affiancandovi altre fantastiche referenze territoriali, cerando una tavolozza sensoriale vivida come i colori dei suoi dipinti che raffigurano una natura sacralmente rispettata: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
L’isola francese vanta vitigni autoctoni che pur essendo imparentati con uve italiane dimostrano rara personalità, dando vita a fenomenali prodotti vinicoli come quelli della cantina qui trattata, frutto di lavorazione sapienti e delle prodigiose qualità del terroir: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
Una cantina ricca di valori, la quale consapevolmente si è presa carico di una tradizione vitivinicola millenaria importantissima già al tempo degli antichi Romani, molto apprezzata perfino da Giulio Cesare che ha celebrato in un suo scritto l’antenato dello stesso vino prodotto oggi: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
Viene invocato il “caso” per la nascita di questa formidabile esperienza vitivinicola, ma dietro la straordinaria qualità dei suoi spumanti ci sono enorme competenza tecnica, passione divorante e grande sensibilità, in grado di dare vita a bolle di rara personalità: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
Una famiglia che da generazioni tutela e valorizza questo miracolo ampelografico capace di tradursi in vini meravigliosi di rara personalità, contribuendo a salvare tale vitigno dall’estinzione con cure appassionate e commovente dedizione: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
A due anni dalla scomparsa del grandissimo vignaiolo francese vate della biodinamica, analizziamo cosa sta accadendo alla sua produzione che un anno fa è passata di mano, tra nuovo corso e nuovi assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
Un nucleo familiare compatto e brillante nel coltivare una passione totalizzante per la vitivinicoltura fatta di grande impianto etico e sentimentale ma anche di rigore tecnico con il quale estrarre nettari sublimi dalle uve che caratterizzano questa vocata area del Piemonte: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
Nata da un progetto di forte impeto identitario, oggi è una realtà aziendale capace di rappresentare il meglio della produzione vinicola valdostana sia sul piano organolettico che su quello culturale, estraendo prelibatezze da terreni difficili con fatica e senso di responsabilità: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
Affascinano certamente la vicenda secolare e una sede con reperti antichi, ma suscita un plauso anche un presente ricco di attenzione per l’ambiente, sensibilità per la divulgazione culturale e un amore concreto per la biodiversità che ha fatto recuperare un rarissimo autoctono: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
Oltre un secolo di attività imprenditoriale affiancata a quella secolare di natura monastica, dove le pratiche agricole si fondono con i valori etici, alla ricerca del valore identitario dei vitigni e dell’espressione territoriale dei prodotti vinicoli: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)
Questo vignaiolo molisano è un vero intellettuale che pone alla base dei suoi prodotti vinicoli un florilegio di riflessioni profonde, pensieri elevati e perfino spunti lirici, valori tali da aggiungere fascino ai suoi portentosi nettari che hanno anche il merito di celebrare un nobile territorio: la sua storia, i nostri assaggi. (Clicca per leggere l’articolo.)