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Abbazia della Ss. Trinità a Venosa (PZ), secolare memoria stratificata

Pubblicato il: 12 febbraio 2019 alle 7:00 am

La perfetta esternazione del concetto di sincretismo, dove le memorie si stratificano così come il loro portato religioso, storico, antropologico, accavallando le ere e intrecciando le civiltà: è l’abbazia della Santissima Trinità che rifulge in Venosa, splendido centro in provincia di Potenza, nel nord della Basilicata.

Il Comune, nel dare dettagliate informazioni sul monumento, sottolinea come sia datato al XII secolo il nucleo originale dell’abbazia, la quale si compone di tre parti: “la chiesa antica, fiancheggiata a destra da un corpo di fabbrica avanzato che costituiva un tempo il luogo riservato ad accogliere i pellegrini (foresteria, a piano terra, monastero al piano superiore); la chiesa incompiuta, i cui muri perimetrali si sviluppano dietro la Chiesa antica e in prosecuzione sul medesimo asse; e il Battistero, probabilmente una chiesa paleocristiana con due vasche battesimali, da questa separato da breve spazio”.

E’ proprio il percorso più a ritroso nel tempo a esercitare il fascino maggiore, perché dimostra come tale struttura leghi epoche e popoli in un’unica meraviglia, dato che i primi interventi di costruzione della chiesa antica sono stati “effettuati su un edificio paleocristiano risalente al V – VI secolo”, il quale è stato “a sua volta edificato sulle rovine di un tempio pagano dedicato al dio Imene”. In questo modo se ne fissa la genesi “tra la fine del 900 e gli inizi dell’anno 1000”.

Su muri e pilastri affiorano espressioni artistiche di stupefacente bellezza: si tratta di “affreschi databili tra il XIV e il XVII secolo”, raffiguranti “Madonna con Bambino, Santa Caterina di Alessandria, Niccolò II, Angelo Benedicente, Deposizione”.

Le emozioni proseguono con le antiche tombe ospitate nell’abbazia,  come quella marmorea di Aberada, “moglie di Roberto il Guiscardo e madre di Boemondo eroe della prima crociata”, quindi l’altra dei devoti Altavilla, molto legati all’edificio religioso.

La struttura ha muri elevatissimi, i quali spingono a rivolgere lo sguardo verso l’alto, incoraggiato dalle spinte architettoniche acute degli archi, provocando nei visitatori fremiti mistici…

… mentre l’atmosfera umbratile riflessiva viene squarciata da radi lampi di luce che irrompono fasciando di evidenza il fulcro del culto.

L’ordine geometrico delle volute incasella lo sguardo, facendolo correre al seguito di fughe vero un infinito occluso.

I colori vividi delle pitture ne sanciscono la vitalità senza tempo che li rende attuali tanto in superficie che nel messaggio sotteso…

… mentre la prossemica dolente del sacrificio commuove oltre ogni credo…

… e gli sguardi dei ritratti ancora si interrogano sulla direzione da prendere, come se avessero mantenuto immutata la loro inquietudine.

E non è certamente un caso che le basi più antiche si palesino sulla pavimentazione, come a simboleggiare radici sociali…

… mentre andando ancora più a fondo, nella materia come nella metafora, si accede all’ancestrale, avventurandosi nei sotterranei, dove vibrano le vene al solo pensiero della Storia che vi si è compiuta.

Quando, carichi di emozione, ci si lascia alle spalle l’abbazia, lo stupore continua ad assalirti, grazie a una raccolta di materiale lapideo situata nella foresteria…

… disposta al fine di rendere fruibile reperti altrimenti destinati al buio dei depositi, qui invece messi in luce affinché possano essere ammirati dai visitatori ma anche studiati dagli esperti.

Un museo definito “aperto” dove “l’informazione e la ricerca potranno essere integrate nel tempo”.

Vivere l’abbazia, anche per poco, è uno di quegli eventi formativi che segnano la vita, come pochi altri.

Info: https://www.comune.venosa.pz.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/14

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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