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Soffia il Bento del crossover

Pubblicato il: 3 settembre 2014 alle 5:37 pm

 

Polpette di polpo e maialino, sushi e cotture a bassa temperatura di Andrea Alfierimangiarotti new6-Andrea Alfieri-polpette di polpo e sushi 1

Restaurant, questa è la chiave per reinventare il tuo sushi. Come per i dieci anni del Bento, in Corso Garibaldi al 104. Restyling dell’architetto Simona Traversa e un più avanzato crossover di Giappone, Mediterraneo, Italia. “Meglio della parola fusion – gioca Tunde – che fa confusione”. Lei, Antonio e Fabrizio sono i soci di questo spazio elegante, pensato per un tempo libero che va dall’aperitivo (18,30), con sushi tapas, alla notte (24).

I classici crudi di pesce, come il tataki di tonno al sesamo, con crema di avocado e salsa di soia agrodolce. La meraviglia di un gambero rosso di Mazara con maionese alle carote, lemongrass e brodo freddo di olive taggiasche. La trilogia del tonno, le sfumature del carpaccio, il manzo con mela fuji, germogli shiso e dressing alla salsa yakiniku.

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Perché la vera cucina giapponese è quella delle zuppe contadine e della carne cotta con delicatezza, scottata, al vapore. Godimento puro è la degustazione di 26 piccoli assaggi (45 euro) con tartare, tataki, sushi scottato, uramaki (astice alla fiamma, avocado e gambero cotto, gambero crudo e salmone scottato).

Tunde è stata in Giappone, fra Kyoto e Osaka, portando l’idea delle polpette di polpo, declinate in molti modi e focus della linea cottura a bassa temperatura dello chef Andrea Alfieri. Salmone in lenta cottura e due chicche: il morbido maialino con pock choy, umeboshi e salsa di senape (strepitoso), il petto d’anatra in salsa teryaky, pere nashi e fagioli azuky.

Show cooking sotto i 75 gradi, sempre.

Quando si parte da un concept originale, il crossover è con la tradizione giapponese, nel contrasto e negli accostamenti (e viceversa). Le polpette di polpo, deliziose, con salsa di soia e zenzero candito con purea di yuca.

Non bisogna avere paura delle cose semplici come un tofu con verdure, la zuppa udon con verdura, fiori di loto, spezie, uovo cotto a bassa temperatura e tofu. Notevole la nostra anguilla grigliata con mango e ikura.

Il classico dolce con crema di fagioli rossi e pere nashi sciroppate al mirin, ma nella classica frolla alle mandorle.

Bollicine, bianchi e rossi, da Barcellona l’aperitivo Bento Ginto di Niccolò Caramiello con 5 bottiglie di culto. Tapas da 5 a 7 euro, cena dai 35 in su. Da provare.

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 16 marzo 2014.

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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