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A Capodanno viva il cotechino da Motta, Fiorani e Parma & Co

Pubblicato il: 31 dicembre 2014 alle 1:27 pm

mangiarotti - capodanno cotechino 1

(www.zoppiegallotti.it)

Il cenone sente la crisi. O meglio, rimane lo status symbol di alberghi e chef pluristellati. E una ulteriore ragione c’è: la clientela ricca o benestante e gourmet, scappa lontano, in montagna, gli stranieri arriveranno in massa dopo, per la stagione di saldi. Il problema non mi riguarda, ma chiudono purtroppo anche i miei ristoranti preferiti. Un segnale di sobrietà.

Rimboccatevi quindi le maniche e fate una spesa oculata. Per i pigri o indaffarati, ricordo Eataly e Zoppi e Gallotti, per selezioni di piccole grandissime maison di bollicine francesi l’Enoteca Vino al Vino di via Spontini 11, qualità-prezzo eccellente.

Per le bollicine italiane, vai da Perbacco, via Pecchio 4, il re del Prosecco (il suo è prenotato dalla vendemmia precedente). Due selezioni interessanti di etichette perbene.

mangiarotti - capodanno cotechino 2

(www.perbaccomilano.it/vini_in_bottiglia.html)

Capitolo carni. Lascio per ultima la proposta di Gran Bollito supremo firmata da Sergio Motta e vi giro la sua ricetta: “restiamo aperti nella Macelleria di Inzago tutte le Feste e proponiamo per Capodanno il nostro Cotechino allo Champagne e le altre linee di maiale padano allevato da contadini della zona per noi (lui fa stagionare un prosciutto cinque anni in Alta Val di Parma, sperimenta bresaole da tutti i tagli del suo bue grasso, prepara anche il suo gran cotto); il nostro cotechino viene cotto nel budello naturale, lo zampone con lo stesso impasto nella sua cotenna”.

mangiarotti - capodanno cotechino 3

(http://www.ristorantemacelleriamotta.it/macelleria-carne-piemontese-provincia-milano-bergamo)

Devo dire il massimo con il cotechino di Fiorani e quello di Parma & Co. in corso Garibaldi.

Al Taglio di via Vigevano, propongono quelli di Bruno Rebuffi (L’Annunciata e Antiche Carni Piemontesi di viale Monza) o del piacentino Grossetti. Consigliato un giro da Rebuffi e Mauro Brun.

Perdonatemi, ma io adoro il bollito, magari con la purea di patate di montagna. Quindi, parola di Motta: “il nostro bue grasso con i tagli del cappello o del prete, il biancostato, la sontuosa punta di petto dal grasso duro (dove il bue si appoggia mangiando, massaggiando involontariamente la punta), con zampone e cotechino”.

 

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 27 dicembre 2014.

mangiarotti - capodanno cotechino 4

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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