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Capodanno a Milano, per il cenone Da Wicky, Enrico Bartolini e Canzian

Pubblicato il: 31 dicembre 2018 alle 3:00 pm

Esotico o tradizionale. Considerato che nei ristoranti di quartiere pranzi e cenoni delle Feste sono quasi sempre un rapina, vi consiglio gli aperti e i preferiti.

Orientale. Dim Sum, Gong, Bon Wei, Iyo, Mu Dim Sum. L’alternativa Nishiki.

Da Wicky’s il grande (https://wicuisine.it/index). Carpaccio dei 5 Continenti con Tonno, ricciola giapponese e salmone nella salsa allo yuzu dello chef. Hamachi pecora con Ricciola giapponese, pecorino sardo stagionato con consommé di zenzero e polvere di shiso ume. Sushi Kan. Selezione speciale dello chef di otto aburi nighiri. Magica. Filetto di branzino della laguna di Marano, servito con salsa allo champagne. Wikakuni Burger. Burger farcito con maialino nero dei Nebrodi lessato per 18 ore (antica ricetta giapponese), con porro e spinaci. A 130 euro, bevande escluse.

Fra gli stellati scelgo Enrico Bartolini, due al Mudec (http://www.enricobartolini.net/it/ristorante-mudec-milano). Fragranza riso oro e zafferano. Piccola torta di salmone affumicato, pera e panna acida. Consommé e mandorle di gamberi. Culatello antiche razze nere servito con frittella di parmigiano reggiano. Patata soffice uovo e uova. Capesante con topinambur, tartufo e salsa all’aceto. Aspic di astice e rape marinate. Ravioli di porcini, lepre foie gras e ristretto di kirsch. Risotto alla zucca, mandarino e caviale Oscietra. Scampo ai carboni con rapa rossa, frutto della passione e lenticchie beluga. Carré d’agnello con cacciatora di funghi, radici al tartufo. Azzardo. Cioccolato, oro e caffè. Piccola meringata. L’idea identitaria del lusso, tartufo, culatello, astice, caviale, disseminato con sobrietà di stile. A 250 euro con flute di aperitivo, bevande escluse.

L’ultimo allievo di Gualtiero Marchesi, Daniel Canzian, mai banale al Daniel (https://danielcanzian.com/). Chicche e bon bon di apertura: Pizza soffiata, foie gras e mele cotte; Terrina di maiale in crosta di riso soffiato; Cono di mais, uova di quaglia e caviale. Insalata di rinforzo, scampi e tartufo nero. Brodo ristretto all’antica, bottoni di grana padano. Raviolo di fagiano e tartufo bianco. Astice verze e salsa di arance (da provare). Nocetta di capriolo in salsa Grand Veneur, crema di mele e sedano rapa. Mousse ghiacciata di zucca e mandarino. Panettone “Omaggio a Milano”. Caffè e piccola pasticceria. A 180 euro, bevande escluse.

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 29 dicembre 2018

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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