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Favignana: bella per forza maggiore, tra le Isole Egadi in Sicilia

Pubblicato il: 25 giugno 2019 alle 3:00 pm


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Favignana è la maggiore delle isole Egadi, in tutti i sensi. E’ quella con la maggiore superficie, il maggior numero di spiagge, la maggiore quantità di servizi, le maggiori attenzioni amministrative, il maggior numero di presenze, quindi anche la maggiore confusione, la quale per gli amanti delle movida non è un difetto.

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Non in tutti gli ambiti però è maggiore alle altre isole delle Egadi.

Per esempio non lo è in ambito enogastronomico, dove il primato spetta nettamente a Marettimo. Per la ragione che lì i ristoranti storici sono gestiti da marettimari, mentre a Favignana l’attività della ristorazione ha attirato molti non isolani venuti qui soltanto per fare business, ignorando le tradizioni gastronomiche locali e senza rispettare le antiche tipicità culinarie dell’isola. E’ per questo che in gran parte dei ristoranti favignanesi propongono una cucina omologata e senza personalità. Il consiglio? Cercate chi propone ancora le frascatole, piatto identitario di queste parti. Oppure fate un salto in un panificio che lavori ancora alla vecchia maniera.

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Anche sulla natura maggiormente selvaggia Favignana deve cedere lo scettro, certamente a Levanzo, in cui il rigoglioso intreccio di rocce e vegetazione ha ancora un magnifico aspetto preistorico, come al tempo dei frequentatori della Grotta del Genovese che ha lasciato sull’isola millenarie tracce dell’anelito artistico dell’Uomo.

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Levanzo invece si vede scavalcata dalle altre due isole sul piano dell’accoglienza: colpa dei modi bruschi di chi gestisce la Grotta del Genovese che certamente non mettono a proprio agio i turisti. L’inverso accade nel resto delle Egadi.

A Marettimo abbiamo visto diverse abitazioni con le chiavi lasciate appese all’esterno, come il b&b in cui abbiamo alloggiato, sintomo della civiltà dei locali.

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A Favignana si nota invece un altro fenomeno che non siamo certi riguardi l’ospitalità ma ci piace pensare sia così.

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Abbiamo notato lungo una strada che quasi tutti i cancelli delle varie proprietà erano aperti, come fosse un messaggio di benvenuto verso i forestieri.

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Quella vista ci ha fatto dimenticare di essere visitatori di passaggio, facendoci sentire dei favignanesi temporanei.

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Favignana torna poi in vetta al podio da sola se si parla di offerta culturale, grazie alla presenza dell’ex Tonnara Florio oggi trasformata in gioiello museale: è il fiore all’occhiello degli amministratori locali che per mantenerne la bellezza e renderla fruibile al pubblico stanno investendo tanto, con risultati apprezzabili.

In fondo è l’ultima memoria di uno scomparso elemento identitario dell’isola, quella mattanza dei tonni che qui non si svolge più dal 2007 ma la cui eco si può ancora sentire in ogni angolo di Favignana.

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Il solo colpo d’occhio della tonnara sovrastata dal castello di Santa Caterina racchiude buona parte della storia moderna dell’isola.

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La presenza del museo della Tonnara, con annesso Antiquarium, da sola motiverebbe il viaggio a Favignana, ma come deprecare chi si fionda nell’isola anche soltanto attratto dalle sue spiagge?

Pure il più serioso degli intellettuali cederebbe al piacere di fare il bagno in luoghi abbaglianti come Lido Burrone, Cala Azzurra o, per chi ama gli scogli, Cala Rossa e Bue Marino.

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Posti che stregano gli uomini da tempi immemori, come testimonia l’archeologia.

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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