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Il giardino romantico di Ca’ Dolfin a Lendinara (RO), arte botanica

Pubblicato il: 3 ottobre 2018 alle 7:00 am

Spazio romantico, luogo dell’anima, sono alcune delle condivisibili definizioni che accompagnano una delle meraviglie più evocative che si possano immaginare, il giardino storico di Ca’ Dolfin Marchiori a Lendinara, in provincia di Rovigo.

A guidarci nella lussureggiante trama di suggestioni del luogo è Nicola Gasparetto, coordinatore e responsabile scientifico dei servizi bibliotecari, archivistici e degli allestimenti museali della Cittadella della Cultura: “il vasto giardino situato alle spalle di Ca’ Dolfin che occupa un intero isolato del centro storico lendinarese nacque nella seconda metà dell’Ottocento, su progetto dell’allora proprietario Domenico Marchiori”, racconta, aggiungendo che “fu concepito secondo un gusto eclettico ed ancora oggi conserva buona parte delle splendide scenografie vegetali e delle fantasiose architetture originarie che ne fanno il più significativo esempio di Giardino Storico in Polesine”.

“Al suo interno convivono composizioni botaniche che rimandano ai giardini rinascimentali all’italiana (ne sono un esempio le limpide linee prospettiche del percorso che attraversa il cosiddetto prato circolare) e angoli che invece si rifanno ai gusto romantico o all’inglese (per verificarlo ci si può immergere nella fitta vegetazione del giardino segreto, un piccolo labirinto a ridosso del palazzo)” prosegue Gasparetto…

… precisando che “il continuo succedersi di ambienti di volta in volta inaspettati nella loro eterogeneità doveva sorprendere gli ospiti che un tempo lo visitavano a bordo di piccole imbarcazioni lungo il sinuoso corso d’acqua che si sviluppa in tutta l’estensione del giardino”.

Queste lingue liquide a tratti fuggono dallo sguardo nascondendosi tra il giganteggiare della vegetazione, per poi riaffiorare in un altro angolo di lussureggiante sorpresa.

Il flessuoso snodarsi delle trame acquatiche lega i “luoghi dell’incanto” della struttura, individuati nel laghetto e nella cosiddetta isola della Poesia…

… ma rapiscono anche gli angoli più nascosti che sublimano i reticoli acquatici e gli esuberi vegetativi, scavalcandoli di slancio per fornire riparo sospeso all’ospite in cerca della pace più esclusiva.

Tutta la visita fluisce in un’incessante successione di sussulti emotivi, tra fughe prospettiche di rara compostezza figurativa…

… idilli che si manifestano come set fotografici naturali…

… ingressi che appaiono come sfide all’ignoto e inviti all’avventura…

… reperti di un’archeologia reinventata e omaggiata come citazione materica…

… geometrie sospese come ossimoro della coraggiosa osmosi tra inquietudini esoteriche e decorazione rasserenante…

… ripari in perfetta armonia con i materiali costitutivi dell’ambiente antropizzato…

… mentre la sete gnoseologica trova soddisfatto rinfresco in pannelli che quasi si fondono con il contesto…

… e la Bellezza mostra tutta la sua potenza ancestrale impadronendosi di ogni umano manufatto.

Sarà che ci si sente immersi nell’atmosfera fuori dal tempo di una possibile tappa di un ideale risorto Grand Tour, ma durante il percorso si finisce pervasi da reminiscenze pittoriche, quasi visioni lucide che in certi scorci fanno immaginare una nuova messa in scena del dipinto Le déjeuner sur l’herbe di Édouard Manet…

… mentre le zone più selvaggiamente umbratili invocano il tratto di fosca potenza di Turner….

… fino ai piccoli corsi d’acqua che con la loro vegetazione galleggiante spingono inevitabilmente al raffronto con la composizione floreale preraffaellita dell’Ophelia di John Everett Millais.

Come in ogni selva che si rispetti, il mistero non può mancare, ombreggiando fuggevole tra le fronde come a suggerire i prodromi di un imminente sogno con le tinte forti di Füssli…

… ma forse è soltanto la suggestione di quegli sguardi insistenti e ficcanti che ti osservano dalla pietrificazione antropomorfa di una statua dalla severa prossemica.

Intanto si staglia l’imponenza di edifici storici che accusano il tempo ma dallo stesso traggono infinito fascino, ipotizzando futura amplificazione della meraviglia del posto, in attesa di un restauro auspicato da tutti.

Il giardino è visitabile secondo un calendario predefinito di visite domenicali da aprile ad ottobre e per i gruppi anche su prenotazione, contattando l’Ufficio IAT di Lendinara.

Intanto proviamo ad anticiparvi lo stupore visivo che troverete, attraverso le immagini del video che segue.

Info: http://www.comune.lendinara.ro.it/iat.html

 

Realizzato con il sostegno di C.I.F.I.R. – Consorzio Industriale Formazione e Innovazione Rovigo S.c.a.r.l.

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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