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Le Terme Achilliane di età romano-imperiale, nella Catania sotterranea

Pubblicato il: 27 giugno 2019 alle 7:00 am

Lo sterminato corredo di meraviglie di Catania annovera anche un patrimonio meno noto ma di infinito fascino, rappresentato da tesori sotterranei in grado di narrare vicende antiche e avvincenti che meritano di essere maggiormente conosciute: come le Terme Achilliane che si insinuano sotto il Duomo della città, testimonianza dell’età romano-imperiale del capoluogo etneo.

L’ingresso è posto lateralmente rispetto alla Cattedrale, segnalato da un piccolo cartello posto all’inizio di una scalinata che conduce in pochi scalini nel sottosuolo.

Si tratta di uno dei principali impianti termali pubblici dell’epoca degli antichi Romani, così esteso che al tempo si affacciava sul porto.

L’edificio è datato II secolo d.C. ed è stato possibile evincerne la denominazione grazie a “un’iscrizione in lingua greca su lastra di marmo della metà del V secolo d.C..

Tuttavia è rimasto ignoto a lungo, sepolto, fino a quando “venne scavato nel Settecento da Ignazio Paternò Castello, principe di Biscari che nel suo Viaggio per tutte le antichità della Sicilia ricorda di aver liberato il monumento dalla terra lì accumulata dopo il terremoto del 1693 e di esser riuscito a scoprire solo una parte del grande complesso termale”.

La sua grande forza suggestiva ha ispirato l’artista francese Jean Houel che ne ha raffigurato “la sala centrale e gli stucchi con amorini, animali, viticci e grappoli d’uva in alcune gouaches oggi conservate all’Hermitage di San Pietroburgo”. Sono seguite le indagini di celebri architetti e le cronache degli storici sui ritrovamenti che si succedevano, prima di arrivare a ricomporre il quadro della struttura.

Della quale la parte “oggi visitabile è costituita da una sala centrale a pianta rettangolare con quattro pilastri su cui si impostano le volte”, mentre al centro di questo ambiente si trova una vasca originariamente rivestita in marmo, così come di marmo sono alcune lastre, in frammenti che dovevano costituire la pavimentazione del vano”.

Emozionano i tratti lungo i quali corre una vena liquida, le cui acque ipogee sembrano portare nuova vita in fieri in tale cristallizzazione litica del Tempo, creando movimento sinuoso tra i rigori geometrici degli ambienti, suggerendo ipotesi di mistero con le proprie curve che spariscono al riparo dei muri monumentali, inghiottite da una penombra che li sottrae alla vista.

Il passo lento e lo sguardo attento permettono di cogliere dettagli che tolgono il fiato, come i ricami figurativi di stucchi che mettono in rilievo tridimensionale temi ora mitici ora apotropaici, così invasi di grazia da trasmettere una sensazione tattile perfino alla pupilla.

Intanto volute e alcove si inseguono, intersecano, compenetrano, creando una musicalità dei volumi fatta di spinte dinamiche e scarichi di pesi, alternati come fossero note sullo spartito di una sinfonia iconica…

… mentre si stendono tra filosofia e metafisica gli archi in sequenza che tracciano una linea retta tra l’osservatore irretito e uno slancio d’infinito che sfugge in un cunicolo lontano.

Il sito è gestito amorevolmente dall’Arcidiocesi di Catania con il suo braccio culturale che culmina nel contiguo Museo Diocesano.

Info: https://www.museodiocesanocatania.com/page/it-IT/5/le-terme-achilliane

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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