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L’isola di San Nicola, l’incanto di storia e paesaggi nelle Tremiti

Pubblicato il: 23 marzo 2021 alle 7:00 am

Un portentoso slancio pietroso che dal mare schizza perentorio verso il cielo, arroccandosi ostico e sublime sulle acque e stagliandosi su un panorama azzurro infinito: l’isola di San Nicola si mostra così, severa e orgogliosa, al centro dell’arcipelago delle Tremiti, prestandosi meno docile al turismo di massa, poiché richiede almeno qualche fatica in più a chi vuole goderne, magari un po’ di quel fiato che prima viene meno per raggiungerne la cima e poi viene tolto del tutto dalla visione paradisiaca offerta dalla vetta.

Inevitabile che la si debba raggiungere per mare con uno dei natanti autorizzati che fanno la spola tra le isole dell’arcipelago e questo inizia ad accenderne il fascino…

… e già l’approdo rivela la prima caletta, incastonata tra il porto, qualche ristorante sul mare…

… e i servizi a disposizione per escursioni e spostamenti.

Un arco litico segna l’avvio del cammino che conduce verso il centro storico…

… il quale si annuncia subito come una salita che alterna momenti dolci a qualcuno più impegnativo, da percorrere sempre avvolti da muri in pietra di rara suggestione…

… insieme a dettagli emozionanti che rendono poetiche le aperture un tempo utilizzate per gli aspetti difensivi della fortezza…

… edicole votive che spuntano così improvvisamente da rappresentare quasi un’apparizione mistica…

… architetture antiche che irretiscono usando la geometria come meraviglia, con il continuo contributo di una luce esplosiva…

… angoli riparati che invitano a coltivare la meditazione stimolata dal sito o semplicemente a cogliere qualche istante di riposo immersi nella meraviglia…

… anche perché incombe sempre minaccioso l’austero profilo della meta da raggiungere…

… addolcito da scorci d’incanto che alleviano il cammino…

… mentre l’ultimo tratto si annuncia nella curata grazia urbanizzata…

… fino al rivelarsi in tutta la sua imponenza del complesso che si sviluppa intorno all’Abbazia fortificata di Santa Maria a Mare che già nell’XI secolo “raggiunse il periodo di massimo splendore, aumentando a dismisura possedimenti e ricchezze”, anche se “secondo il Chartularium Tremitense il primo centro religioso fu edificato nel territorio delle isole adriatiche nel IX secolo ad opera dei benedettini come dipendenza diretta dell’abbazia di Montecassino”, come riporta il FAI, il Fondo Ambiente Italiano che lo ha inserito nel suo censimento sui “luoghi italiani da non dimenticare” (https://www.fondoambiente.it/luoghi/abbazia-di-santa-maria-a-mare?ldc).

Fregi e ed elementi architettonici testimoniano subito la commistione tra luogo sacro e struttura di difesa…

… mentre le dimensioni fanno comprendere l’importanza che ha rivestito il posto in passato anche in funzione strategica…

… in un susseguirsi di punti panoramici…

… e passaggi evocativi…

… lungo i quali si può incontrare un antico pozzo…

… fino a giungere al Santuario di Santa Maria a Mare risalente all’anno 1000, con le sue linee che testimoniano sincretismo e alterne vicende…

… con in evidenza le vestigia cromatiche dei mosaici…

… e dei residui affreschi…

… per poi tornare sui propri passi attraverso il silenzio di un chiostro…

… non prima di un momento di pura estasi dello sguardo.

E’ così che il visitatore si sente un’isola nell’isola, fissando nella memoria sensazioni indelebili.

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