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A Milano la rivoluzione del Gelato Libre: 8 gusti cambieranno un mondo

Pubblicato il: 27 maggio 2019 alle 3:00 pm

Gianluca Franzoni, ricerca e visione di un luogo magico.

Un mondo in una coppa di gelato. E le suggestioni, la filiera estetica e sensoriale dell’universo che Gianluca Franzoni ha costruito intorno a Gelato Libre, in via Giosuè Carducci 12 a Milano.

Un rivoluzione culturale che parte da Milano con un luogo iconico firmato dal presidente e fondatore di Domori. La rivoluzione precedente, la ricerca sul campo, il cacao criollo in Venezuela e tecnologica di Gianluca.

Niente latte e uova, è qui la prima drastica scelta, solo acqua rigorosamente di sorgente, cacao e frutta secca. Materia prima scoperta dai contadini, aromi fragranti sviluppati in un processo di tostatura e caramellizzazione innovativo, cremosità, rivelazioni di gusti paralleli.

Un “farm to cup” che trasforma le materie prime in massa di cacao o paste di frutta secca. Le ricette che accostano gli ingredienti, una macchina che manteca il gelato al momento.

Otto i gusti che molto ci raccontano di Franzoni: Cioccolato Criollo, Cioccolato e Whisky, Crema Libre, Tiramisù, Caramello, Makaron, Pistacchio e Nocciola.

In coppetta biodegradabile.

Caramellizzazione e camouflage che riproduce gusti complessi (il Tramisù senza mascarpone, latte e uova), sono i pilastri della sua filosofia.

Lui parla di “luogo magico, taglio artigianale, i significati della mia ispirazione e dei miei viaggi”. Il design d’interni è ideato con gli architetti Andrea Pezzoli e Giulia Urciuoli, declinando ottone, argilla e mosaico a terrazzo.

La collezione di piatti di vetro colorato firmati Thalass e disegnati da Alessandro Di Rosa, “alle spalle del bancone dorato, impreziositi da un motivo Chevron, raccontano ognuno degli otto gusti attraverso la luce calda filtrata dal vetro per diventare l’idea di un sapore”.

Il mosaico del pavimento è ispirato ai disegni di Carlo Scarpa per il negozio Olivetti a Venezia nel 1958.

La moda. Sui grembiuli di servizio, realizzati con denim Berto, l’artigiana Maryam Seddigh ha ricamato la “L” del logo fatta con la seta selvaggia più rara al mondo, la muga dorata che Gianluca seleziona da anni in Assam, India, per le sue creazioni di borse e accessori Mugamera.

Un luogo unico di esperienze estetiche, tattili, gustative. Assaggi assoluti. La rivoluzione del gelato nel mondo parte da Milano.

 

Info pagina Facebook:     Gelato Libre

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 25 maggio 2019

 

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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