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Passeggiata della Lanterna, via d’accesso alla storia di Genova

Pubblicato il: 30 novembre 2016 alle 2:50 pm

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Il porto di Genova, visto da lontano, può apparire come un febbrile opificio di traffico commerciale e turistico, essendo “il naturale sbocco sul mare della zona più industrializzata del Nord Italia”, come lo definisce il sito della Regione Liguria, quando fa notare che si trova “in posizione ideale per servire l’apparato industriale e i mercati di consumo europei” (www.regione.liguria.it).

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Eppure anche la zona più industrializzata del Porto cela un’anima romantica colma di Storia. Basterebbe la presenza della Lanterna con annesso museo ad alimentare interesse culturale per il sito.

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Ma ad amplificarne a dismisura il fascino è la cosiddetta Passeggiata della Lanterna, percorso di circa ottocento metri che rappresenta la via di accesso all’icona simbolo di Genova. Un camminamento non casuale, perché ricalca quello che anticamente consentiva l’accesso alla città.

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La piccola arteria pedonale funge quasi da passerella, in tutti i sensi. Vi si vede infatti sfilare tutta la bellezza di Genova, come una carrellata cinematografica che inquadra una meraviglia urbana che si lancia dalla collina per tuffarsi nel mare.

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Una visione unica non soltanto della città, ma anche di alcune attività portuali che non si potrebbero osservare altrimenti, impossibile da godere da qualunque altra parte.

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“La struttura di legno e acciaio della Passeggiata, riecheggiando gli antichi camminamenti di ronda posti alla sommità delle fortificazioni, si aggrappa alle mura a formare una balconata continua” ha scritto Paola Fanuzzi su Progetto&Pubblico nel 2006…

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… descrivendola “come un percorso pedonale panoramico che si snoda all’interno del porto commerciale, ripercorrendo il sedime delle mura seicentesche ed ottocentesche, per giungere ai piedi del promontorio su cui si staglia la Lanterna. Il rapporto con il duro contesto portuale (infrastrutture, gru, viadotti) e la presenza di valori simbolici che richiamano alla memoria il lavoro che si svolgeva sulle banchine, sono i temi che hanno guidato le scelte progettuali”.

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“Con la realizzazione della passeggiata della Lanterna e del Museo, Genova si è riappropriata di un monumento che, collocato all’interno dell’area portuale, era stato a lungo marginalizzato rispetto alla città e al suo sistema viario” si fa notare sul sito del progetto Iter, specificando che “la trasformazione in parco urbano dello spazio circostante il faro ha contribuito alla riqualificazione dell’area che, nel 2004, ha visto concludersi gli interventi di restauro riguardanti le fortificazioni sabaude, un tempo sede della guarnigione di difesa della Nuova Porta” (www.architetturadelmoderno.it).

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Il lavoro che ha riguardato la Passeggiata non è stato soltanto di tipo architettonico e paesaggistico, bensì anche espositivo: lungo il camminamento infatti sono stati disposti dei cartelli che forniscono sintetiche ma esaustive informazioni storiche sul sito.

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I pannelli sono anche generosi nell’offrire splendide immagini, foto storiche che documentano momenti di vita dei portuensi e dell’indotto…

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… come la storia dei carbuné, gli scaricatori invisibili, raccontata nel cartello sottostante.

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Passo dopo passo, si viene così colti da un senso di straniamento dal presente che conduce a una commozione nostalgica, ma riscaldata dal Sole che eternamente benigno sorride alla città.

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Tra i sostenitori storici di un tale recupero importante per Genova va segnalato Bruno Cervetto, già Vicesegretario Generale della Provincia e Direttore del settore Turismo e Beni Culturali: a lui abbiamo chiesto di illustrarci questo luogo magico.

Info: www.muvita.it,  www.liguri.org

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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