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Quei cioccolati e torroni da leggenda di Barbero, in Asti dal 1883

Pubblicato il: 27 marzo 2018 alle 3:00 pm

Diavolo rosso e torrone bianco. La saga dei Barbero, antica e premiata Torroneria e Cioccolateria in Asti (lavorazione elettrica a vapore), si incrocia con la leggenda del nonno dell’attuale e omonimo titolare, Giovanni Gerbi, campione del ciclismo eroico a cui Paolo Conte ha dedicato una canzone.

E Giovanni Barbero ci mostra, nei fabbricati che hanno inglobato una tessitura e la fabbrica Cicli e Motori Gerbi, i macchinari pionieri del cioccolato, la sua lavorazione antica, i calchi in metallo di gigantesche uova di Pasqua dove la pasta del cioccolato veniva spalmata a mano.

E in un angolo c’è un sacco che rivela come un secolo fa loro comprassero il cacao dai Franceschi, italiani di Venezuela, fazenda Don Juan, la famiglia che ha permesso a Franzoni di isolare il Criollo in purezza per Domori a San Josè sull’Orinoco.

Tutto parte dalle nocciole di Langa, pistacchi comprati da Anastasi a Bronte o mandorle, mentre le macchine che la meccanica dolciaria ha inventato fra Asti e Alba girano (menano) il torrone, albume d’uovo, miele e sciroppo di zucchero, per ore.

Vengono aggiunte le mandorle, si fa raffreddare l’impasto che viene modellato in panetti e tagliato, finirà in ostie o  ricoperto di cioccolato. Che è uno degli altri punti di forza della D. Barbero.

Vediamo il ciclo completo automatizzato delle uova di Pasqua e i grissini coperti di cioccolato. “Un vecchio operaio che mi aveva visto nascere e tengo come consulente quando ne ha voglia, vedeva i grissini e diceva che erano troppo piccoli per il prosciutto. Ne ho venduti due milioni”.

Il resto è bellissime scatole antiche, meravigliose targhe sul Giro Reclamistico d’Italia prima tappa Asti-Torino. Via Brofferio 84.

 

Info: http://www.barberodavide.it/

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 10 marzo 2018

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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