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Taste e dintorni, gli artigiani e le nobili nicchie

Pubblicato il: 14 aprile 2015 alle 12:21 pm

taste e dintorni 1

Gusto. Giusto. Si vede che è un brand di Pitti per la bellezza della location alla Leopolda, l’artigianalità degli espositori, le nicchie, le chicche e il piccolo, che è bello quando è bello.

E’ la macro regione che può avere come riferimento Firenze, con qualche eroico espositore dal Nord e dal Sud. Siamo il primo Paese al mondo per biodiversità, eccellenze dell’agroalimentare, ma esportiamo meno della Germania, molto meno dei prodotti italian sounding. Non abbiamo ancora imparato a fare rete intorno a manifestazione che abbiano qualità e massa (ben oltre i 200mila metri) per competere nel mondo.

taste e dintorni 2

Ci ha provato Fiera Milano dieci anni fa ma ha incassato il no di Parma e Verona, che avrebbero potuto andare con i loro marchi e il loro brand. Parma è un fallimento coerente con le ambizioni granducali della città, miracolata da una politica ottusa (non stiamo parlando delle sue eccellenze ma della sua capacità di diventare polo fieristico e logistico globale).

Verona ha una dimensione internazionale intermedia, Vinitaly che è importante ma certo non infastidisce i francesi e le nuove potenze del settore.

Nel frattempo, la Spagna ha saputo vendere benissimo il suo poco a Barcellona: Alimentaria, Food Technologies, Seafood, il Forum Gastronomic…

taste e dintorni 3

Pitti Taste sta nelle cose piccole, ma ben fatte, ha il suo charme dentro e fuori, spettacolari location. La trasformazione artigianale e creativa della materia prima che altrove scompare fra l’epica condivisa dell’atto agricolo (Torino) e i format grandi senza anima (Milano).

 

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 14 marzo 2015.

taste e dintorni 4

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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