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Il tonno rosso marchio Florio, non dall’oceano

Pubblicato il: 26 settembre 2017 alle 3:00 pm

Latte, preziosissime latte che arrivavano a Favignana a fogli e venivano tagliate, punzonate, collaudate dagli operai, c’era di tutto, dello stabilimento che trasformava il pescato della Tonnara, dai record di 15-16 mila capi ai pochi che l’hanno fatto chiudere.

Chiede di riaprirla la Nino Castiglione (migliori marchi GDO e Auriga) che sulla base di 100 tonnellate di pescato vorrebbe a Favignana una produzione premium del nostro tonno rosso con il mitico marchio Florio.

Questione di latte e di storia. Prima il pesce, sgombro o tonno, si conservava sotto sale o in salamoia, poi arrivò l’olio dalla Spagna, i Parodi inventarono la scatoletta con chiavetta per aprirle.

Tonnare volanti giapponesi (spagnole), reti a circuizione, quote Ue (maltesi), mancata denuncia del pescato, hanno messo in ginocchio le nostre marinerie e reso illegale la pesca occasionale del tonno.

La sua nuova diffusione, che sta provocando la crisi di chi pesca alici, sarde e sgombri, giustifica nuove quote e può far riaprire Favignana.

Conseguenze sul nostro piatto: tonni o pesci della stessa famiglia che vengono lavorati in Italia vengono dal Mar Rosso, Oceano Indiano e Pacifico. Quello che costa meno e si taglia col grissino è scarto di tonno pressato, il vero filetto di tonno si tagliava a coltello.

Ci spiega Filippo Amodeo della Nino Castiglione che “il problema è la certificazione che arriva da quei mari e la catena del freddo. Una piccola barca che pesca senza congelare a bordo è Hemingway (Il vecchio e il mare). Il pesce avrà sicuramente problemi. Ci vogliono tracciabilità e sostenibilità, ma il tonno rosso di Favignana sarebbe il premium del Mediterraneo”.

Come le scatolette di Luigi Pomata nell’unica nostra tonnara attiva, a Carloforte.

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 30 luglio 2017

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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