Domaine Philippe Girard, il Pinot Noir della Borgogna con cinque secoli di eredità

Manca poco al momento in cui il Domaine Philippe Girard compirà 500 anni dalla sua nascita, un’eredità passata nel tempo “di padre in figlio” che non è soltanto aziendale ma anche morale, il cui peso certamente indirizza la tenuta al massimo dello scrupolo nel porre attenzione tanto ai magnifici vini che produce quanto al contesto territoriale dal quale sgorgano, con al centro Savigny-Lès-Beaune, località di poco più di mille abitanti nella regione della Bourgogne-Franche-Comté, compresa del dipartimento della Côte-d’Or in Francia.

Una realtà prestigiosa descritta con la consueta vivida precisione dal distributore Proposta Vini che ha deciso di portare in Italia le sue migliori espressioni di Pinot Noir: “nel XV secolo il Ducato di Borgogna era una delle potenze più ricche d’Europa; nel 1477 entrò nel Regno di Francia e, poco dopo, nel 1529, nacque il Domaine Girard; la guida è passata da Georges a Philippe e oggi ad Arnaud che porta avanti la tradizione con nuovo slancio”…

… infatti “qui la viticoltura è un lavoro meticoloso, scandito dalle stagioni e radicato in un territorio prestigioso: i vigneti si estendono su 14 comuni, dalla Côte Chalonnaise alla Côte de Nuits, includendo Saint-Aubin, Chassagne-Montrachet, Puligny-Montrachet e altri villaggi iconici”.

Dal Domaine scendono nei dettagli specificando che la tenuta “si trova in una splendida proprietà nel cuore di Savigny-lès-Beaune, un grazioso villaggio molto vicino a Beaune: il centro conserva un’atmosfera storica, con la sua chiesa del XII secolo e il castello del XVII secolo”.
Il team del Domaine “attribuisce grande importanza alla lavorazione delle vigne nel rispetto delle tradizioni e del terroir”, ma tiene in alta considerazione anche il rispetto della natura, infatti “l’azienda è certificata ad Alto Valore Ambientale livello 3”.

Scrupolosa anche l’adesione alla scansione temporale delle attività, perché “ogni periodo dell’anno richiede interventi specifici per garantire la crescita sana delle viti e la produzione di uve di qualità”…

… per questo si segue un ciclo annuale scandito dalle stagioni che prevede: da novembre a febbraio il momento di effettuare riparazioni e manutenzione del vigneto, quindi la potatura…

… da marzo a giugno lavori verdi come rimozione delle gemme e preparazione del terreno (aratura, lavorazione interfilare)…

… da luglio a settembre lavorazione del terreno, defogliazione e invaiatura; da settembre a ottobre è tempo di vendemmia cui segue la vinificazione.

Pietra angolare della produzione è il Savigny-Lès-Beaune Les Godeaux, Pinot Nero in purezza da viti con 60 anni d’età coltivate su terreno argilloso-calcareo, frutto di affinamento in botti di rovere per 10 mesi, con il 15-20% di rovere nuovo.
Al naso è un’esplosione di frutti di bosco, ma non è meno potente il corredo gustativo pregno di lampone, papaya, prugna, sorbo, mostarda di fichi, cioccolato fondente e pepe bianco.
L’approccio è segnato dall’intensità del tannino, seguito dalla profondità dell’impronta zuccherina.
Corpo materico, sorso carico di aromi, il suo nerbo è ingentilito da una spiccata acidità e impreziosito dalle spezie.
Il produttore dispensa preziosi consigli per l’abbinamento con il cibo: “la sua pienezza e il suo carattere potente e rotondo si sposano magnificamente con una pregiata tagliata di manzo o con il foie gras scottato in padella; si sposa magnificamente anche con il pollame arrosto croccante”, mentre “per quanto riguarda i formaggi, predilige varietà dal sapore delicato come Tomme, Brie, Cantal e Mont d’Or”.

Monumentale anche Aloxe Corton Vieilles Vignes in cui, come recita il nome, le uve di Pinot Nero provengono da vecchie vigne di 70 anni e poi sottoposte per la vinificazione a diraspatura al 100%, macerazione pre-fermentativa (da 4 a 5 giorni), rimontaggio e follatura, periodo di macerazione da 10 a 15 giorni, fino all’invecchiamento in botti di rovere per 10-12 mesi con il 20-30% di rovere nuovo.
Qui il bouquet si fa più spudorato nella seduzione, mettendoci dentro del pepe, in un contesto che fiammeggia di frutti rossi.
Il gusto si arrende all’armonia di ciliegia, ribes rosso, amarena sotto spirito e corbezzolo, sorprendendo poi con cenni erbacei e perfino di funghi ipogei.
Il colpo di grazia alle resistenze del degustatore arriva da un tannino vellutato che ingolosisce un sorso irretito da raffinatezze sensoriali e gentilezza del tocco.
A tavola ancora il produttore consiglia abbinamenti con selvaggina di piccola taglia, carni rosse alla griglia o in salsa e formaggi come Époisses e Chambertin.

L’approfondimento su questo Domaine non potevamo che affidarlo a un profondo conoscitore (anche) della Borgogna come Gianluca Telloli, Responsabile Selezione e Ricerca del distributore Proposta Vini: possiamo seguirlo nel video seguente.
Info: https://www.domaine-philippe-girard.com/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/domaine-philippe-girard/