Cantina Ventiventi, bollicine biologiche modenesi tra tradizione e innovazione

Quando il biologico esce dalla mera adesione a una pratica agricola per diventare visione culturale e convinto stile di vita, con l’aggiunta di un sacro rispetto per le radici storiche del proprio territorio, ecco individuate le basi di un progetto virtuoso come quello della Cantina Ventiventi, la quale nell’area di Medolla in provincia di Modena sta traducendo tanto cuore associato alla ragione in un’ulteriore scelta rigorosa, produrre soltanto bollicine di altissimo livello.

Encomiabile per qualità letteraria e ispirazione lirica la presentazione di questa realtà resa dal distributore Proposta Vini: “la generosa Emilia, fertile ed allegra come i suoi vini… è bello pensare che Mascagni, componendo la Scena 11 di Cavalleria rusticana, stesse bevendo un Lambrusco od un pignoletto Metodo Classico…”

… “in questa terra dove lo sguardo si perde tra infiniti campi e cielo, Vittorio ha scommesso con i suoi figli Riccardo, Andrea e Tommaso nella viticoltura di pianura e nelle varietà che, per secoli, hanno sostenuto il lavoro produttivo di una terra fertile che voleva vini da bere con generosità”.

Dalla cantina aggiungono elementi che favoriscono la comprensione del progetto: “Ventiventi nasce dal desiderio di famiglia, il nostro sogno è sempre stato quello di dar vita ad una realtà nuova e differente, nel distretto vitivinicolo a nord di Modena; la nostra fantasia è servita per immaginarla, la praticità per darle forma, la tenacia per realizzare quel sogno”.

Si scende quindi nei particolari: “abbiamo chiamato la cantina Ventiventi, in riferimento all’anno 2020 che ci ha suggerito l’idea, coincide con l’ultimazione della struttura e della piena operatività, il vero inizio della nostra storia”.

L’azienda “è stata progettata e realizzata seguendo una concezione moderna, con l’unico obiettivo di ottenere un prodotto di qualità attraverso il massimo rispetto delle piante e del territorio, curando l’ordine e la precisione”…

… per questo “non ci affidiamo alla chimica ma all’equilibrio della natura, grazie alla tecnologia riduciamo sensibilmente l’utilizzo del rame e dello zolfo”…

…. e “gestiamo la vendemmia grazie ad una vendemmiatrice di ultima generazione che ci permette di portare l’uva in cantina nelle migliori condizioni possibili”, perché “pensiamo che la modernità passi da razionalità e buon senso, senza mai perdere di vista il rispetto della tradizione”.

Da qui la scelta di aderire al regime di agricoltura biologica: “il valore inestimabile della tradizione, la forza dirompente dell’innovazione, il rispetto assoluto per la natura e le sue stagioni, passato, presente e futuro guidano le nostre scelte ogni giorno”…

… così “fin dalla messa a dimora del primo vigneto nel 2016, Ventiventi ha promosso l’agricoltura biologica, sana e rispettosa del territorio, delle viti e di chi le lavora: una scelta green che riflette il nostro essere e ci permette ogni giorno di ottenere uve sane e dal gusto riconoscibile, attraverso cui raccontiamo la nostra storia”.

Per rendere la cantina sempre più sostenibile Ventiventi ha lavorato su alcuni aspetti ritenuti fondamentali, come “creare una coltivazione biologica che rispettasse a pieno la natura, l’ambiente, le viti e chi le lavora”, utilizzare un proprio impianto fotovoltaico per “diventare il più possibile autosufficienti dal punto di vista energetico”, impiegare “un sistema di irrigazione di precisione e all’avanguardia che permette un maggiore rispetto dell’ambiente”.

Ne deriva una filosofia molto chiara: “attraverso il progresso e la modernizzazione tecnologica puntiamo ad offrire un prodotto di qualità nel massimo rispetto dei terreni, delle piante e dell’ambiente, curando l’ordine e la precisione”, pertanto “per il successo dei nostri vini non ci affidiamo alla chimica, ma all’equilibrio della natura, grazie alle nuove tecnologie riduciamo sensibilmente l’utilizzo del rame e dello zolfo”.

Siamo in terra di Lambrusco e la cantina ha deciso di trattarne le diverse principali declinazioni ampelografiche, variando anche con tutte le modalità per creare bollicine.

A partire dal metodo familiare applicato alla referenza Happy Selvaggio per esaltare lo spirito atavico del Lambrusco di Sorbara, con quelle bolle grandi e fitte che sembrano una dichiarazione di rusticità, preludio a un intenso profumo di lampone e sapori di melagrana, fragola, papaya, bacca di goji, ciliegia candita e tè rosso.
L’intensità dell’acidità caratterizza un sorso tendente all’abboccato e denso di frutta.
Il finale stupisce innestando sull’amabilità una sensazionale nota affumicata.
Vino da salumi, senza discussioni.

Si passa al Lambrusco di Modena lavorato con Metodo Martinotti per La Vie, dal perlage capace di attirare subito l’attenzione, aprendo la strada a un bouquet di pera Madernassa cotta e sentori al palato di mela, corbezzolo, confettura di albicocca e caramella di carruba.
La marcata impronta zuccherina viene amplificata da una stimolante acidità.
E in effetti impressiona qui la freschezza del frutto che irrora un corpo esile reso ancora più etereo dalla bassa gradazione, peculiarità che a tavola divengono più che mai pregi nel favorire abbinamenti eclettici.
Finale ammantato di dolcezza.

Tutto da studiare oltre che apprezzare il Brut Rosé che vede l’interpretazione del Lambrusco di Sorbara in metodo classico, fin dal suo inebriante profumo di fragola, seguito in bocca da suggestioni di lampone, corniola, azzeruolo e litchi.
Fresco e raffinato, seduce fin dall’approccio contraddistinto da sensibile acidità e lievità d’un soffio erbaceo, prima che entri in scena una dolcezza disarmante.
Quest’ultima cresce in un finale da sogno in cui si assiste a un’autentica esplosione zuccherina.

Panoramica sul Lambrusco conclusa con il Salamino di Santa Croce tradotto in Brut metodo classico Rouge de Noirs di rara delicatezza olfattiva che richiama la saba, mentre in bocca vengono evocati susina rossa, papaya, amarena in sciroppo, succo di mirtillo e cotognata.
L’approccio è all’insegna della dolcezza, impreziosita da un sublime cenno erbaceo dotato anche di spezie.
Il finale spinge sull’abboccato, in equilibrio con una freschezza fibrillante che proietta la beva alle stelle.

Le capacità enologiche di Ventiventi le vediamo concentrare nel metodo classico Pas Dosé con cui governa un blend di 65% Pinot Bianco, 20% Chardonnay e 15% Sorbara, conducendo al naso rarefatte vibrazioni floreali e in bocca echi di cedro, pera, passion fruit e susina gialla.
Delicato, elegante, dalla beva leggera e suadente, si distingue per la sua fragranza stuzzicante alimentata da un delizioso tocco aspro.
Finale goloso che invoglia a proseguire.

Il Brut Blanc de Blancs mette in mostra la vocazione al metodo classico del Pignoletto, capace in questo modo di generare grande varietà olfattiva che mette insieme fiori e agrumi, mélange ritrovato pure in bocca nell’accostamento tra gelsomino e lime, cui si aggiungono nettarina e pera Decana.
Corpo carezzevole che ben predispone alla complessità di un sorso capace di mediare tra spunti erbacei e la dolcezza naturale del frutto.
Finale che vira sulla freschezza e ottiene massima godibilità.

Chiudiamo con un incontro di mondi enoici, quello del Ventiventi Brut che assembla Chardonnay e Lambrusco di Sorbara (“aggiunto come mosto per rifermentazione”), generando un bouquet di agrumi e frutta esotica, insieme a un corredo gustativo che sa di chinotto, alchechengi, arancia candita e albicocca essiccata.
Dal sorso soavemente cremoso, sviluppa bolle discrete alla vista ma possenti sulle papille.
Fantastico il suo abbrivio che crea un’osmosi tra freschezza e dolcezza, procedendo verso un finale segnato dalla comparsa del limone sodato, portando il degustatore in beatitudine.
Impera sugli aperitivi grazie alla complessità di una beva da applausi.

E’ trascinante l’entusiasmo di chi conduce l’azienda, come possiamo verificare nel video seguente in cui Andrea Razzaboni delinea un quadro esaustivo di tale realtà.
Info: https://ventiventi.it/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/ventiventi/
Catalogo Bollicine 2025: https://www.propostavini.com/cataloghi/catalogo-bollicine-2025/