Lasciamo parlare il vino: editoriale di Andrea e Gianpaolo Girardi su catalogo 2026 di Proposta Vini

L’uscita del nuovo catalogo di Proposta Vini crea ogni anno grande attesa in operatori del settore e appassionati, non soltanto per l’immenso valore di cantine e prodotti di cui parla, ma anche per l’ormai tradizionale editoriale posto in apertura del volume, il quale alla raffinata qualità letteraria della scrittura associa la capacità di individuare temi originali da portare al centro dell’opinione pubblica, creando discussione e stimolando riflessioni: accade anche quest’anno con il testo siglato da Andrea e Gianpaolo Girardi, intitolato Il vino: lasciamolo parlare, in cui si alza il tiro della provocazione intellettuale alla pari del suo invito al buon senso.
L’argomento è subito chiarito: “crediamo sia giunto il momento di aprire una pacata discussione, senza settarismi e ideologie, su un argomento che, quotidianamente, assieme a chi mesce e vende vino, siamo incalzati a tenere in considerazione, vale a dire l’abbinamento”, chiedendosi “ha ancora senso parlare di regole e di inflessibili modelli all’interno dei quali muoversi per la scelta dei vini al ristorante? Oppure possiamo immaginare una diversa e personale libertà di scelta? La posizione di Proposta Vini è da sempre distante da schemi rigidi e preconfezionati”.

Partendo dall’assunto che “il mangiare e il bere siano due momenti distinti, non sempre, ma spesso, separati” e “il primo è necessario per vivere il secondo è invece totalmente superfluo”, ne consegue come il “considerare l’abbinamento al cibo come l’aspetto più importante crediamo sia un’ingenuità”.
Da qui il rifiuto di “un barocchismo enoico, un linguaggio rococò che distoglie l’attenzione dagli aspetti essenziali legati al consumo di vino”, perché “i veri amanti del vino non amano le discussioni settarie” bensì “gradiscono parlare del vino in maniera leggera e comprensibile, vogliono dire quello che pensano senza sentirsi sotto esame, adorano cambiare idea e ricambiarla”.

L’unica regola pertanto “resta bevi quello che ti pare ed essa va mediata solo quando si deve condividere la scelta con altre persone e dunque, ordinando una bottiglia, va tenuto conto dei gusti di tutti”.
Chiara l’intenzione di “aprire un dibattito sul tema, con la ferma convinzione che ognuno fa quello che vuole, rispettando dunque anche il più che legittimo parere di chi trova l’abbinamento essenziale”, con un invito chiaro: “bevete quello che vi pare, come vi pare, quando vi pare e non prendete in considerazione i commenti disdicevoli di chi ci vuole uniformati… perfino nel gusto!”.

Il ragionamento è così brillante che abbiamo voluto approfondirlo con Gianpaolo Girardi nel video seguente.
Info: https://www.propostavini.com/cataloghi/catalogo-2026/