Armando al Pantheon, l’osteria di tradizione come Roma comanda

Appena metti piede nelle stanze in cui si trova Armando al Pantheon vieni subito irretito da quell’emozione carica di rispetto che ti avviluppa quando sei al cospetto di un bene culturale iconico, come se il locale fosse in simbiosi con il vicino tempio da cui prende il nome al fine di rappresentare le più autentiche radici identitarie di Roma, alla stregua di monumenti sempre vivi in grado di trasportare nel presente la Storia più nobile, tra missione divulgativa e memoria tradotta in piatti dalla golosità senza tempo.

Saranno quegli arredi incentrati sulla sincerità del legno che ti fanno capire il rifiuto delle mode futili, preferendo invece la concretezza dell’accoglienza spontanea…

… oppure quei quadri che coerentemente prediligono l’arte figurativa eternata dal riscontro del tempo, quasi una metafora dei piatti qui serviti…

… ma a scuotere il cuore sono soprattutto cimeli, ritratti e ricordi tangibili capaci di mettere i brividi nel loro rappresentare una meravigliosa storia dinastica avviata nel 1961 da Armando Gargioli, “cuoco eccezionale” ben presto baciato dal successo grazie alle “specialità della cucina romana eseguite nella loro pura ed essenziale forma e supportata da materie di prima qualità”: da quel momento nel corso dei lustri è tutto un tramandarsi ricette, passione e competenze tra figli e nipoti, con la famiglia che si allarga ai collaboratori più fedeli e motivati, eleggendo il locale a punto di riferimento assoluto per la tradizione culinaria della capitale.

Ti accomodi e già ti raggiunge la fragranza del pane di una volta, crosta croccante fuori e cuore di mollica soffice dentro…

… corollario delle nostre scelte da un menu dal profondo valore antropologico nel suo offrire capisaldi della cucina romana, come il Bottoncino di pane con una squisita coratella d’abbacchio accompagnamenti da stuzzicante cicoria ripassata…

… seguito da Rigatoni con la pajata a regola d’arte, con una pasta dalla consistenza sublime e un condimento reso maggiormente accessibile ai palati odierni…

… fino a un piatto per il quale Armando al Pantheon merita gli applausi non soltanto per meriti organolettici ma anche intellettuali, poiché si tratta di una ricetta ormai praticamente scomparsa che qui invece viene non soltanto tutelata e salvata dall’oblio ma anche trasmessa ai posteri, ovvero le Fettuccine con le regaje di pollo, con tutti i suoi sapori di aia e civiltà contadina.

Tra i secondi, imperdibili dei Saltimbocca alla romana da manuale, di una ghiottoneria unica…

… ma anche i contorni di verdure sono favolosi, giocando con il contrasto tra dolcezza e sapidità.

Tra i dolci, obbligatorio godere della complessità ammaliante della Torta Antica Roma con ricotta, marmellata di fragole, semi di papavero e sesamo.

Brillante la carta dei vini, grazie alla quale si può intraprendere anche un piacevolissimo viaggio nelle eccellenze vitivinicole del territorio laziale, con referenze non banali, come alcune declinazioni di Cesanese a dir poco sorprendenti.

Si capisce perfettamente così perché questa enclave di paradiso annidata nella prestigiosa Salita de’ Crescenzi è un simbolo della Roma che vuole mantenere con orgoglio e intelligenza le proprie peculiarità, consapevole di un’originalità di livello mondiale, con il contributo di un personale di servizio di rara umanità carico di attenzioni e ricco di empatia.
Info: https://armandoalpantheon.it/