Google+

Cani abbandonati dai turisti a Pompei: ma gli scavi li adottano

Pubblicato il: 17 febbraio 2018 alle 3:00 pm

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 1

Ci sono dei turisti che abbandonano i cani agli scavi di Pompei.

La notizia ce l’ha data un’archeologa che lavora proprio agli scavi, ma non è una novità: se ne è già parlato in passato del fenomeno degli abbandoni di cani a ridosso dei resti archeologici pompeiani.

Paradossalmente, a favorire questi abbandoni è proprio l’azione di civiltà promossa dai gestori degli scavi, i quali, fin dall’ingresso, informano i visitatori della presenza di una colonia di cani adottati dal sito e amorevolmente curati da chi ci lavora.

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 2

Un gesto di umanità di cui approfittano alcuni incivili, per sbarazzarsi di cani non più graditi.

La presenza dei cani tra gli scavi di Pompei è una vexata quaestio di cui si parla da tempo, spaccando l’opinione pubblica tra chi in questa adozione vede un’espressione di solidarietà e altri che invece temono per l’incolumità dei visitatori o per il decoro del sito archeologico.

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 3

“Amico fedele e attento guardiano, il cane è protagonista della vita dell’uomo dai tempi più antichi. Gli scavi archeologici di Pompei offrono testimonianze uniche di questo legame a partire dal famoso mosaico Cave Canem all’ingresso della domus del Poeta Tragico”, spiegava nel  2009 il sito che promuoveva l’iniziativa (C)Ave Canem (www.icanidipompei.com).

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 4

Un progetto curato dall’allora Commissario Delegato della Presidenza del Consiglio dei Ministri, presentato con lo slogan “porta a casa tua una vita e una storia di Pompei”.

Il progetto si proponeva “lotta al randagismo, cura e tutela dei cani presenti nell’area archeologica di Pompei”, portando al censimento di cinquantacinque cani “che sono stati iscritti all’anagrafe canina, curati e vaccinati durante i nove mesi di durata del Progetto”.

Per ventisei di loro si sono aperte le porte dell’adozione.

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 5

Tra le iniziative, “anche la sensibilizzazione di quanti, tra turisti e visitatori, si sono resi disponibili ad adottare un cane degli scavi di Pompei”.

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 6

Per il Corriere del Mezzogiorno si è però trattato di un “flop”, una storia minore “fatta di cani, soldi, cucce e adozioni […] che trasformò in cani d’oro i poveri randagi che scodinzolavano nel sito archeologico”, riferendo che “per realizzare il pregevole progetto il ministero aveva sborsato 102.963,23 euro”, aggiungendo con preoccupazione “ma il peggio è che il fenomeno da allora è raddoppiato” (corrieredelmezzogiorno.corriere.it).

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 7

Preoccupazione condivisa in vari gli articoli che hanno trattato la questione è che i cani possano mordere i visitatori.

Quelli che abbiamo visto ci sono apparsi innocui, in perfetta empatia con i turisti. Alcuni si accodano a essi, accompagnandoli nella visita, generando manifestazioni di simpatia.

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 8

Gli amanti degli animali però albergano anche nelle istituzioni e così i cani di Pompei possono vantare perfino di protezione governativa.

“Pompei, i randagi degli Scavi saranno adottati come cani di quartiere” ha informato infatti La Stampa il 30 aprile scorso, riferendo della “decisione presa dal Commissario prefettizio al comune campano: i veterinari della Asl provvedano a censire, visitare, sterilizzare e microchippare i quattrozampe che vivono nel sito archeologico” (www.lastampa.it).

Iniziativa nata in risposta alla richiesta del ministro Dario Franceschini di “risolvere il problema dei randagi negli Scavi di Pompei”.

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 9

“I veri custodi di Pompei? Sono dieci cani randagi” ha titolato invece Il Giornale un articolo di Nino Materi lo scorso 4 luglio, in cui si racconta che “in tre ore di tour tra gli scavi abbiamo incrociato solo due vigilanti, in compenso a presidiare molte domus c’erano guardiani a 4 zampe”.

Intervistando la persona che accudisce questi animali negli scavi, arriva la conferma di quanto a noi ha riferito l’archeologa che abbiamo intervistato: “attualmente qui nel sito i cani sono una decina – racconta la custode -. A volte ne troviamo altri legati ai cancelli, abbandonati dai loro padroni. Spesso combatto con i colleghi per non mandarli via. Io, per quel che posso, li curo e li sfamo. Anche il Colosseo è pieno di gatti, perché qui a Pompei non possono starci i cani?” (www.ilgiornale.it).

spec Pompei-8-cani abbandonati da turisti 10

Dei gatti adottati dai siti archeologici di Roma vi abbiamo parlato nell’articolo dedicato a Messalina, nota abitante felina dei Mercati di Traiano (www.storienogastronomiche.it).

L’archeologa a cui abbiamo invece chiesto della presenza di cani agli scavi di Pompei è Antonella Bonini della Soprintendenza: ecco come ci ha spiegato il fenomeno, tra cronaca del presente e radici storiche.

 

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  


Tag: , , , ,



L'autore


Back to Top ↑