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La birra d’abbazia

Pubblicato il: 12 aprile 2020 alle 3:00 pm

Fino a non molto tempo fa per la maggior parte delle persone “andiamo a bere una birra” era un invito alla leggerezza: significava recarsi in un locale senza avere aspettative da gourmet né il pensiero di doversi scervellare sulla scelta come accade invece con le carte dei vini.

Oggi invece la cultura della birra ha preso piede anche con i clienti meno esperti, nei quali cresce la curiosità di conoscere tutti i possibili stili brassicoli.

Una crescita di consapevolezza nella quale hanno avuto merito anche figure come quella di Eugenio Ongaro che per anni si è speso a favore della divulgazione in questo ambito, impegnandosi nel locale che ha gestito per anni a fornire ai clienti tutte le spiegazioni su ogni singola birra servita.

foto di Luigi Sculco

Anche noi a suo tempo abbiamo voluto raccoglierne i racconti con la nostra telecamera, a partire dalla sua interpretazione della birra d’abbazia.

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L'autore

Eugenio Ongaro

Ha iniziato a lavorare dietro al bancone nel ’68, ma si è specializzato nella birra nel 1996: in quell’anno ha rilevato il locale di famiglia insieme alla sorella Marina, cui si è aggiunta poi la moglie Paola. Un locale che ha servito clienti dal 2 giugno del 1956. Il locale si chiamava Brasserie de l’Europe Campiglio e si trovava a Oggiona con Santo Stefano, in provincia di Varese.


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