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La leggenda del terribile Sentiero 27, in Valle d’Aosta

Pubblicato il: 24 novembre 2018 alle 3:00 pm

Val di Cogne, Alpi Graie: Punta de la Pierre svetta qui per 2653 m. d’altezza, tra le bellezze del bacino idrografico destro della Dora Baltea. In francese suona come La Pointe de la Pierre, ma in tutte le lingue è ritenuto  un gran bel punto panoramico delle Alpi Occidentali, soprattutto quando getti lo sguardo verso il gruppo della Grivola-Gran Nomenon (www.alpioccidentali.it).

La vetta ha la nomea di essere una facile, ma io e l’amico Stefano ci siamo persi miseramente.

Partiti da Ozien “per una gita molto semplice e panoramica” (www.lalpinistavirtuale.it), le cose si sono complicate quando, seguendo come forsennati quei bolli rossi con il numero 27, abbiamo preso a domandarci come mai non fosse segnato nulla del genere sulle cartine.

Soltanto alla fine della disavventura l’arcano ci è stato chiarito dall’altro amico Mario, GPS vivente. Il mistero è legato ai segni della Forestale in Valle d’Aosta, cui anche i siti specializzati raccomandano di fare attenzione, come Mondointasca.org, “magazine di turismo e cultura del viaggiare”.  Come spiega Claudia Silivestro, “i simboli bianchi e rossi su pietre o fusti non indicano i sentieri da seguire ma delimitano i boschi. […] I colori bianco e rosso sono utilizzati dal corpo forestale per delimitare porzioni di territorio. I sentieri per le escursioni si identificano solo dai bolli gialli”.

Punta-de-la-Pierre_01

Ed ecco la parte che avremmo dovuto leggere prima di partire per la nostra avventura: “il rischio di confusioni, per un escursionista abituato a trekking nelle altre regioni, è presente, in parte compensato da un apparato informativo ben curato, anche via Internet. I segni della Forestale sono, a guardarli bene, diversi da quelli della legenda Cai: figurano più lunghi e stretti, con una forma ad angolo retto e un numero. Seguire, per un eventuale errore, queste indicazioni può portare a smarrire il sentiero tracciato e a ritrovarsi in aree non adatte alle escursioni”. Appunto: proprio quello che è accaduto a noi.

Siccome non tutto viene per nuocere, pur avendo perso una giornata errabondando raminghi per le Alpi Occidentali, ne abbiamo ricavato un’ironica epica dello smarrimento. E’ diventata il video che segue, dedicato a tutti quelli che si perdono…

Info: www.gulliver.it

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L'autore

Luigi Sculco

Nato nel 1966, ha conseguito il Brevetto di paracadutista nel 1985, è Socio CAI (Club Alpino Italiano) dal 1990, alpinista dal 1992 e nel ’96 ha seguito il Corso di alpinismo avanzato. Appassionato da sempre di Fotografia, Cultura, Teatro e tanta voglia di sognare.


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