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La politica che frena: la Sicilia perderà Fiasconaro e il panettone?

Pubblicato il: 24 ottobre 2016 alle 2:50 pm

politica frena fiasconaro e sicilia 1

Pasta madre. Fra i panettoni presenti a Milano Golosa c’è anche la Fiasconaro ed ero con Davide Paolini a Castelbuono (in provincia di Palermo) quando inauguravano la nuova linea di produzione di un’azienda che scoppia di idee, qualità e salute.

Nicola Fiasconaro invece non c’è, perché la decisione di investire alcuni milioni, “risorse nostre, accantonate in questi anni di successi invece di comprare macchine, ville e barche”, nel polo industriale di Castelbuono, è diventata la metafora della burocrazia che frena la nostra crescita, di una politica lontana, un caso sui media nazionali.politica frena fiasconaro e sicilia 2

Nicola mi mostrava le “stecche abbandonate da decenni, a duecento metri da noi, che risolverebbero i nostri problemi di sviluppo e logistica, creando decine di nuovi posti di lavoro; dopo il clamore degli ultimi mesi il Comune ha indetto un bando per l’area interessata, speriamo tutto vada in porto: nel frattempo gli ordini continuano a crescere e il prodotto è ospitato, per farvi capire, dagli amici dell’Acqua Geraci, ma la situazione è insostenibile”.

Nicola, Fausto e Marino Fiasconaro hanno avuto proposte di delocalizzazione in Nordamerica e Piemonte, dal Comune di Venasca in provincia di Cuneo che ha indicato l’area, con l’interessamento dei politici piemontesi per questa eccellenza italiana. Che ha creato il miracolo di un panettone milanese che rinasce in Sicilia, con grande la materia prima dell’isola, e conquista il mondo.

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“Non abbiamo mai chiesto favori alla politica, assumiamo chi ci serve, valorizziamo i giovani, collaboriamo con l’Università di Catania, abbiamo altre dieci piccole aziende che lavorano per noi sull’Isola. Facciamo economia sociale”. Intanto è stato a Velasca per un gemellaggio con la Castagna, l’ingrediente del prossimo panettone, e incontri con le autorità locali.

 

Info: www.fiasconaro.com

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno dell’8 ottobre 2016

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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