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L’Orvieto Classico Superiore nella vinificazione di Palazzone (Umbria)

Pubblicato il: 7 dicembre 2018 alle 7:00 am

Un vino che sta conquistando sempre più rispetto, a dispetto delle tendenze imposte dai media e dal mercato: è l’Orvieto Classico, nettare identitario di un’area del Centro Italia che nella città in provincia di Terni ha il suo epicentro.

A testimoniare l’impegno che richiede il suo sostegno è una cantina come Palazzone che proprio in Orvieto ha la propria sede, con una storia ormai decennale, iniziata alla fine degli anni ’60, quando la famiglia Dubini acquista il podere omonimo in località Rocca Ripesena.

Alla Palazzone rivelano che “l’Orvieto era una scommessa da vincere, una carta da giocare in totale controtendenza con il mercato e con la moda”, ma in linea con “la vocazione del luogo, la storia della città e del suo territorio”.

Un’azienda familiare che rispetta “la tradizione del vino Orvieto nella composizione dell’uvaggio lasciando che Grechetto, più immediato e fragrante e Procanico, più serio e minerale, affermino la loro personalità”.

Qui entriamo nella peculiarità dei vitigni, uve di varietà presenti anche in altri territori ma che qui si sono talmente radicate da assumere nomi locali e caratteristiche tipiche, come nel caso del Procanico che poi è un biotipo di Trebbiano Toscano, ma anche del Drupeggio, alter ego semantico umbro del Canaiolo bianco.

L’obiettivo dichiarato della cantina è che “possa nascere il profilo di un bianco dell’Italia centrale: leggiadro ma incisivo, mediterraneo e al tempo stesso dotato di una fibra serrata”.

Chiaro esempio di questa filosofia è il Terre Vineate, Orvieto Classico Superiore che impiega uve di Procanico (50%), Grechetto (30%) e un 20% diviso tra Malvasia, il citato Drupeggio e un misconosciuto ma prezioso vitigno autoctono dell’Umbria, il Verdello. Si presenta all’olfatto con potenza e personalità, sfoderando note carboniche, mentre al palato si nota subito una piacevole mineralità.

Il vino simbolo della cantina è rappresentato dal Campo del Guardiano, ancora un Orvieto Classico Superiore, con il medesimo assemblaggio di uve del precedente, provenienti “dal più bell’appezzamento dei nostri vigneti”.

Affinato “per diversi mesi in bottiglie coricate in una cavità nel tufo sotto un bosco di castagni”, è più equilibrato del Terre Vineate e manifesta la sua intrigante personalità con un tocco abboccato.

Abbiamo chiesto a Pietro Dubini di raccontarci questo vino, davanti alla nostra telecamera: lo ha fatto nel video che segue.

Info: http://www.palazzone.com/it/vini/terre-vineate/

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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