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Museo della Lingua Greco-Calabra a Bova (RC), storia da (ri)scoprire

Pubblicato il: 15 novembre 2019 alle 3:00 pm

museo lingua greco calabra a bova 1

La cosiddetta Calabria Greca è un territorio contrassegnato da una lingua ellenofona ormai in via di estinzione ma che funziona ancora come collante identitario.

Si tratta di una manciata di centri collocati nella parte meridionale dell’estesa provincia di Reggio Calabria, tra le rive joniche e l’Aspromonte: in alcuni di essi sarebbe ancora possibile ascoltare qualche anziano che usa questo idioma diretto discendente della dominazione greca.

Ma più del dato linguistico, è importante come le comunità di tale territorio esprimano fiera appartenenza all’origine grecanica, anche e soprattutto sotto l’aspetto culturale.

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Se Bova è la capitale riconosciuta di quest’area, allora il suo altare culturale è il Museo della Lingua Greco-Calabra “Gerhard Rohlfs”, inaugurato pochi mesi fa, “grazie all’intervento sinergico del Parco Nazionale dell’Aspromonte con gli enti pubblici territoriali deputati alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio culturale della minoranza storico-linguistica dei Greci di Calabria”, come riporta l’informatissimo e imprescindibile portale Calabria Greca (calabriagreca.it).

Il quale spiega che “la visita a questo originale museo consente di conoscere più da vicino la lingua greco-calabra, la sua storia e sue le peculiarità arcaiche attraverso l’esposizione delle tesi linguistiche formulate da Gerhard Rohlfs il quale, fin dal 1924, sostenne l’origine magnogreca della parlata che ancora vive nei borghi ellenofoni di Bova, Gallicianò e Roghudi, nei versanti più impervi dell’Aspromonte meridionale”.

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Rohlfs è stato un appassionato studioso tedesco del linguaggio che nella sua lunga esistenza (visse 94 anni) ha svolto per decenni un’intensa attività di ricerca, con una forte attrazione per le tradizioni etno-linguistiche del Meridione d’Italia e della Calabria in particolare.

Nel suo infinito peregrinare alla scoperta di tracce antropologiche, ha raccolto non soltanto informazioni ma anche tanti beni materiali di grande significato per la cultura popolare, fissando in pregevoli scatti fotografici luoghi e volti dei territori indagati.

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Materiali che costituiscono adesso parte della collezione esposta nel museo, organizzata in sei sale, “ognuna dedicata a grandi studiosi che si sono interessati del patrimonio immateriale dei Greci di Calabria”, in cui “è possibile approfondire diversi aspetti della lingua grecanica, esplicati sia mediante foto e documenti storici, sia attraverso installazioni audio-visive, che consentono di ascoltare e capire questa ancestrale lingua, risalente ai tempi di Omero”, come illustra ancora Calabria Greca.

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Splendide le foto, non soltanto per l’impatto nostalgico di natura arcadica, ma anche per il dato estetico, grazie a un sapiente uso di contrasti e chiaroscuri esaltati dal bianco e nero.

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Commuovono le ricostruzioni degli ambienti domestici contadini, riprodotti con rispetto filologico e grande gusto nell’organizzazione dello spazio.

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Commuovono le vestigia di comunità povere ma fiere, capaci di ingegnarsi per creare arredi, accessori e suppellettili.

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I testi dei pannelli uniscono la competenza scientifica a una notevole capacità evocativa che rende piacevole la lettura.

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Anche per la capacità di dispensare curiosità che non mancano di essere pure divertenti.

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Preziosa la funzione di scrigno della memoria, il quale conserva anche reperti di tradizione orale.

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Ne esce giustamente magnificato il ruolo oggettivamente prezioso di Rohlfs, il quale dovette battagliare dialetticamente per affermare le proprie teorie allora rivoluzionarie: infatti “le sue tesi sulle origini magnogreche della lingua greco-calabra […] urtarono la sensibilità dei linguisti italiani dell’epoca, poiché scardinavano la visione nazionalista del regime, evidenziando come l’antica Roma non era stata capace di latinizzare l’intera penisola italica”.

Impressiona vedere la consistenza del ponderoso Dizionario dialettale della Calabria in cui sono confluiti anni di lavoro indefesso delle studioso.

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Il Museo della Lingua Greco-Calabra a Bova è una tappa da non perdere per godere della Calabria nella sua essenza fatta di storia, cultura, intelligenza, identità, tradizione, un compendio di una grande umanità dalle solide radici che rende speciale questa terra, della quale l’area grecanica è una delle porzioni più affascinanti ed emozionanti.

Nel video che segue abbiamo messo insieme alcune delle suggestioni offerte dal museo.

 

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L'autore

Domenico Liggeri

E’ nato nel 1970. Giornalista Professionista, è in attività dal 1988. Scrive per la pagina di enogastronomia De Gustibus del quotidiano Il Giorno, dove è titolare di una rubrica fissa. Ha pubblicato per Il Giornale di Sicilia, Il Fatto Quotidiano, Maxim, Campus.
Docente universitario dal 2000, attualmente insegna all’Università IULM di Milano, presso la facoltà di Arti, Turismo e Mercati; è stato docente anche all’Università Cattolica e tenuto corsi, seminari e workshop per varie facoltà in tutta Italia (tra cui Dams Bologna) e per istituti d’arte come IED Arti Visive.
Autore televisivo per tutte le maggiori emittenti italiane: ha firmato trasmissioni con Piero Chiambretti (“Matrix” su Canale 5, “Markette” su La7, “Dopofestival di Sanremo” su Rai Uno), Maurizio Crozza (“Crozza Italia Live” su La7), Francesco Facchinetti (“X Factor” e “Scalo 76” su Rai Due, “Ciak… si canta” su Rai Uno con la co-conduzione di Belen Rodriguez), Vanessa Incontrada (“Wind Music Awards” su Italia Uno), Paolo Bonolis (“Speciale SanremoLab” su Rai Uno); è stato autore anche di anche molte altre trasmissioni per Rai Uno (prime serate condotte da Claudio Lippi, Giancarlo Magalli, Elisa Isoardi, Pupo), Sky (“Gli Sgommati”), Mediaset (autore di comici di “Zelig” e “Zelig Off”) e La7 (“Eccezionale Veramente”, “Gazzetta Sports Awards”).
E’ stato consulente creativo della società 360° Playmaker creata da Antonio Campo Dall’Orto per la produzione di contenuti per le reti del gruppo Telecom Italia Media (La7, Mtv, Comedy Central su Sky).
Saggista: ha pubblicato nel 1997 “Mani di forbice. La censura cinematografica in Italia” per Falsopiano, nel 2004 “Cosa resterà…” per la Mondadori, nel 2007 “Musica per i nostri occhi. Storie e segreti dei videoclip” per la Bompiani; il primo e l’ultimo sono adottati in diverse università italiane.
Ha pubblicato interventi anche su altri volumi, tra cui la “Garzantina Cinema” curata da Gianni Canova.
Scrittore: ha pubblicato nel 2008 “Quello che non ti aspetti”, romanzo per Sperling & Kupfer.
Critico cinematografico e musicale: ha collaborato con le testate Ciak, Duel, Il Mucchio Selvaggio.
Regista televisivo per “Come and Dance Rihanna” con Garrison del programma “Amici”, quindi servizi, live ed esterne per Rai (“Su e Giù” di Gregorio Paolini, RaiUno), Mediaset e tv musicali.
Direttore editoriale della tv musicale Match Music dal 2000 al 2002.
Regista di videoclip: suo il pluri-plagiato e celebrato “Dedicato a te” per il gruppo Le Vibrazioni, quindi “Cleptomania” per gli Sugarfree e ancora video per Alex Britti, Cristina Donà, Raf, Stadio, Cousteau, Baustelle e altri.
Regista di documentari, incentrarti sull’arte e sull’enogastronomia.
Autore e regista teatrale: ha scritto e messo in scena lo spettacolo “CabaRè” al Derby di Milano.
Copywriter degli spot sui cantanti per il Festival di Sanremo (nel 2004 e 2005) e di varie campagne Wind interpretate da Giorgio Panariello e Vanessa Incontrada.
Regista e sceneggiatore cinematografico: collaboratore di Ciprì e Maresco e di Roberta Torre, autore in proprio di molti cortometraggi in pellicola, alcuni dei quali prodotti da Ipotesi Cinema di Ermanno Olmi, presentati in prestigiose rassegne internazionali come Festival di Locarno, Torino Film Festival e i festival di Bellaria e Hannover; è stato protagonista di diverse personali complete delle sue opere, organizzate anche in varie sale cinematografiche di tutta Italia.
Ideatore e direttore artistico dal ’99 della più importante manifestazione del settore videomusicale, il PVI, Premio Videoclip Italiano: tra i premiati intervenuti ci sono Vasco Rossi, Ligabue, Eros Ramazzotti, Jovanotti e tanti altri.
Ha ideato e diretto anche varie rassegne cinematografiche e la Sezione Cinema&Videoclip del festival della contaminazione artistica BresciaMusicArt.
E’ stato direttore artistico dell'etichetta discografica Ultrasuoni, la prima label italiana distribuita dalla Edel. Ha svolto anche attività di produttore artistico musicale: tra i cd realizzati, quello del gruppo rock femminile Secret per l’etichetta CNI.
Negli anni ’90 ha collaborato come consulente esterno al programma Green realizzato per Rai Tre dalla struttura Videosapere; ha prestato consulenza anche per noti programmi culturali televisivi del gruppo Mediaset.
Website: www.domenicoliggeri.it
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