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Teo Musso brinda a Piozzo con Beermouth, ultima rivoluzione di Baladin

Pubblicato il: 5 novembre 2018 alle 3:00 pm

Piozzo è il pozzo delle visioni di Teo, prima sotto il cielo del circo poi nella sua bottaia vicino al pollaio di famiglia, con la sua birra artigianale, l’invenzione Baladin e il suo mondo che evolve in vecchie botti di grandi rossi e bianchi, metodo Solera, whisky, donati in gran parte dagli amici. Poi il nuovo polo, altre visioni dopo Xyauyù, anche con foglie di tabacco Antico Toscano, o le sue spiazzanti bollicine.

L’ultima è Beermouth, il primo vermouth di birra. che contamina le sperimentazioni evolutive di Teo Musso con l’uso delle spezie di due esperti mixologist, Dennis Zoppi e Giacomo Donadio. Per il suo lancio, lo chef di Casa Baladin di Piozzo, Christian Meloni Delrio ha preparato un menu speciale abbinato a Beermouth miscelato da Dennis Zoppi e Giacomo Donadio in diversi cocktail.

Il Beermouth ha un “colore ambrato, note speziate e moderatamente balsamiche, gusto elegante e equilibrato con un punto agrumato e un finale persistente e piacevolmente acido”. Ottimo, suggerisce Baladin, come aperitivo, digestivo a fine pasto, base nobile per la miscelazione.

E’ l’ultima inedita declinazione della tradizione piemontese dei Vermouth che qui utilizza estrazioni idroalcoliche di erbe aromatiche e spezie per fortificare un fermentato di base, ma sostituendo il vino con la birra. Una birra iconica, importante come Xyauyù che ha un profilo aromatico complesso, un corpo importante ed è priva di schiuma e gasatura.

Beermouth usa tredici botaniche tradizionali lavorate con tecniche di estrazione innovative (ultrasuoni e distillazione sottovuoto a bassa temperatura) che ne preservano la fragranza degli aromi. Il grado alcolico è di 19% vol. Lo troverete presto a Baladin Milano.

 

Info: http://www.baladin.it/it/productdisplay/beermouth

 

 

Tratto dal quotidiano Il Giorno del 27 ottobre 2018

MARCO MANGIAROTTI

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L'autore

Marco Mangiarotti

E’ nato a Bergamo nel 1948. Ha iniziato come critico musicale e jazz nel 1969 al Giornale di Bergamo. Ha collaborato alla direzione artistica di Lovere Jazz e Imola Jazz, ai supplementi del Corriere della Sera, Musica Jazz, all'Europeo e al Panorama di Rinaldi. Al Giorno dal 1977, dove ha fatto tutta la trafila da critico musicale e tv a capo degli Spettacoli, inviato. Poi capo di Cultura e Spettacoli del Qn Giorno-Carlino-Nazione, caporedattore centrale, vicedirettore al Giorno, direttore di Onda Tv. Fa televisione dagli inizi degli anni Ottanta, commentatore e giudice nei Talent. Oggi è una delle firme di Qn Il Giorno. Il percorso gourmet inizia al mitico Riccione di Giuliano Metalli e con Gualtiero Marchesi nel ristorante 3 stelle di Porta Romana, cenacolo culturale nel dopo redazione o teatro. Sul campo, nel confronto con i più importanti chef italiani, l'amicizia con Paolo Masieri, il cuoco contadino, e Davide Oldani. Ha fatto servizi in Italia e all'estero per Traveller. Cura la pagina food sul Giorno.


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