Clos Fornelli, vini autoctoni dell’Alta Corsica da antico patrimonio ampelografico

Elevata conoscenza che si traduce in cognizione di causa, veicolando un’intera produzione verso l’affermazione identitaria di una tradizione antica e nobile da tutelare e valorizzare dal campo al calice: agisce con lucidità scientifica e passione culturale la cantina familiare Clos Fornelli che traduce in grandi vini la più nobile storia vitivinicola dell’Alta Corsica, in una tenuta ai piedi della Castagniccia, nei comuni di Tallone e Linguizzetta.

In Italia possiamo conoscere e apprezzare questa realtà di enorme interesse grazie all’azione del distributore Proposta Vini che ricorda come “la viticoltura corsa vanta un patrimonio ampelografico antichissimo, difeso con determinazione anche dopo gli impianti forzati di varietà non autoctone negli anni ’60: Marcel Vannucci fu tra i viticoltori che reintrodussero Malvasia, Niellucciu e Sciaccarellu, base della cantina oggi guidata dalla figlia Josée e dal marito Fabrice”, proseguendo ancora oggi “con la valorizzazione dei vitigni rari corsi, evitando l’irrigazione e adottando pratiche agronomiche resilienti per affrontare il cambiamento climatico”.

Dalla cantina sintetizzano così il percorso dell’azienda: “famiglia di pastori di Boziu che 100 anni fa ha piantato le viti su queste terre, un duo alla guida del Domaine, vitigni esclusivamente corsi, un terreno di grande ricchezza minerale, mare e montagne a portata di mano, il divieto di erbicidi, il tentativo di vivere senza irrigazione nonostante il riscaldamento globale, una passione originaria per Sciaccarellu: ecco un po’ tutto ciò che rappresenta Clos Fornelli”.

Oltre a utilizzare esclusivamente i vitigni corsi Niellucciu, Sciaccarellu e Vermentinu, la cantina ha “gradualmente reintrodotto vecchie e rare varietà di uva che erano scomparse e sono state riscoperte dal CRVI: inizialmente Biancu Gentile, Genovese e Minustellu, in seguito Codivarta, Rimenese, Paga Debiti, Vintaghju, Carcaghjolu e altre”, le quali “riportate in vita nella nostra tenuta contribuiscono alla preservazione della diversità vinicola dell’isola” e magari “ci aiuteranno ad adattarci ai cambiamenti climatici”.

Questo avviene in una tenuta “composta da appezzamenti di terreno tutti raggruppati in un’unica unità geografica: siepi e vecchi muri in pietra definiscono questo spazio”, con il vigneto situato nell’entroterra a 10 km dalla costa, sui terrazzi alluvionali del fiume Bravone.

In questo modo il terreno di Clos Fornelli “derivante dall’erosione del massiccio scistoso della Castagniccia, è composto da limo, sabbia mescolata a numerosi ciottoli rotolati”.

Per Clos Fornelli la natura è sacra, infatti “non utilizziamo erbicidi sul terreno, ma, cosa ancora più importante, stiamo facendo tutto il possibile per aiutare le nostre viti a fare a meno dell’irrigazione per il momento: non per dogma, ma affinché l’impronta del terroir sia chiaramente visibile nei nostri vini”.

La filosofia aziendale è espressa in punti precisi: “utilizzo esclusivo di vitigni corsi nei nostri vini, una graduale reintroduzione delle nostre rare varietà di uva per il loro inestimabile valore storico e per il loro potenziale adattamento a un clima più caldo e secco, una vita senza irrigazione, per scelta e per necessità, finché le nostre viti non saranno in pericolo” e ancora “niente diserbanti chimici, sovescio, uso del compost”.

Da uve Vermentino in purezza nasce La Robe d’Ange Blanc che si presenta all’olfatto con un trionfo agrumato impreziosito da zagara e pietra focaia, mentre il palato echeggia albicocca, nettarina, pera Nashi, yuzu e ruta.
Intensamente minerale, dal sorso importante, quasi cremoso, presenta un carattere equilibrato, elegantissimo, capace di sedurre facendo leva su una golosità misurata ma incessante.
Finale segnato da un irresistibile cenno balsamico.

La Robe d’Ange Rouge rappresenta invece probabilmente “il primo rosso millesimato 100% Siaccarellu dell’Alta Corsica”, il cui bouquet consiste in una profonda immersione nel sottobosco tra muschio ed erbe.
Al gusto affiorano lampone, marasca, barbabietola, corbezzolo, ciliegia candita e cioccolato al latte.
Sensibilmente tannico, dotato di una buona acidità, si fa amare anche per un’intrigante impronta zuccherina.
Il finale lascia emergere le spezie incrementando l’impatto ghiotto del sorso.

A fornirci un ritratto della cantina è Elodie Tagliazucchi nel video sottostante.
Info: https://www.closfornelli.com/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/clos-fornelli/