I vini di Cantina Cocco di Montefalco (PG), da antica tradizione familiare nel cuore dell’Umbria

Prendendo consapevolezza di avere nel proprio codice genetico una secolare tradizione agricola, un’eredità generazionale nell’imprenditoria vinicola e un trascinante sentimento per le virtù della viticoltura del proprio territorio, Ilaria Cocco ha creato una realtà che veleggia verso i venti anni di attività ambientata nella località più iconica per il vino dell’Umbria, Montefalco, in provincia di Perugia.

Un operato così serio e rigoroso da fare guadagnare quest’anno alla cantina Cocco l’ingresso come novità nel più serio Catalogo del settore, quello del distributore Proposta Vini che scomoda perfino l’afflato lirico nel testimoniare apprezzamento per questa struttura, presentandola a partire dalla sua significativa posizione geografica: “nel cuore dell’Umbria, terra di Santi, paesaggi armonici e Sagrantino, sorge Montefalco” con il suo paesaggio definito come “un affresco vivido dell’interazione tra uomo, architettura ed agricoltura, dove oliveti, vigneti, boschi e secolari borghi fanno da cornice a vigne, che in autunno si colorano di rosso come il vino che da sempre caratterizza questa terra, il Sagrantino”…

… il contesto in cui “Ilaria Cocco, nel 2008, raccogliendo il testimone dal nonno, ha fondato la sua cantina”…

… lavorando “con cura, dedizione ed entusiasmo” e arrivando a rappresentare oggi “un’interprete profondo di un territorio e di un vino dove immediatezza ed armonia si fondono con complessità e longevità”, tanto che i suoi prodotti “sanno essere perfetta sintesi di un paesaggio che incanta”.

Ilaria da parte sua ha scelto come slogan inequivocabile “tradizioni di famiglia, tradizioni di un territorio”, rivelando che “sin dal 2001 è balenato in me il desiderio di dedicare le mie energie ad un progetto unico e ambizioso, la volontà di portare avanti la tradizione della mia famiglia che sin dal 1650 coltiva questa terra, l’amore e la dedizione per il territorio”, fino alla concretizzazione avvenuta nel citato anno 2008 con la nascita della cantina omonima.

Struttura che “è custode dell’eredità e dell’identità di questo poggio, adagiato sul pendio del colle di Montefalco, in Umbria, nella costante ricerca di un equilibrio tra la valorizzazione dei vitigni autoctoni e le moderne pratiche agronomiche e di cantina”.

Essendo nella sua patria non possiamo che partire nella degustazione dal Montefalco Sagrantino in purezza del Phonsano con i suoi magnifici riflessi indaco su un granato fitto fitto, seduzione visiva che si traduce in olfattiva con l’intreccio di mosto fresco e composta di prugna, seguita da quella offerta da sapori come susina rossa, sorbo, rabarbaro, ruta, dulce de membrillo e un delizioso tocco di caffè.
Corpo spesso, sorso cremoso, è intensamente tannico fin dall’approccio, imperniato su un fantastico tocco amaricante, bilanciato nel finale dall’emersione degli aromi ma senza mai perdere il timbro vegetale.

L’altro rosso della casa, il Montefalco Rosso Camorata, va verso un lavoro enologico più complesso nel mettere insieme Sangiovese 60%, Merlot 25% e Sagrantino 15%, creando entusiasmo fin dai frutti di bosco che ghermiscono il naso, mentre il palato viene irretito con una successione di ribes rosso, prugna, mora di rovo e amarena sotto spirito.
Stupisce l’intensità della sua freschezza, tale da lasciare avvertire echi balsamici, concludendo tra spessore fruttato e lunga persistenza.

Passando alla gloria locale a biacca banca del Trebbiano Spoletino, lo troviamo in purezza nel Ponderata dallo squillante color oro quasi abbagliante, coinvolgente alla stessa maniera di un bouquet dal trionfo floreale e del corredo di gusti che si muove tra mango, susina gialla, limone, cedro candito e caramella di carruba.
Possente il suo approccio agrumato sostenuto da vibrante acidità, su cui svetta una stuzzicante nota aspra.
Nel finale incanta l’emersione dell’impronta zuccherina.
E’ eclettico negli abbinamenti, ma anche da solo è una meraviglia.
Da applausi.

Sempre il Trebbiano Spoletino ma nella versione Avventata vira verso maggiore freschezza e immediatezza, imperniandosi su sentori esotici e impronta agrumata tanto al naso quanto in bocca, introducendo così nettarina, fiori eduli, Rooibos e un cenno di sciroppo d’acero, capaci di elevarne la golosità a livelli siderali.

Si chiude in bellezza con un altro classico, il Passito di Montefalco da Sagrantino che nel Fontiola scatena profumi di composta di amarena brusca e lascia riconoscere alla bocca marasca, gelso nero, mostarda di fichi, mosto cotto e dulce de leche.
Dalla dolcezza misurata ed elegante, presenta un corpo soavemente materico e un sorso impreziosito da giusta acidità, con un delizioso delicato retrogusto tannico.
Finale meditativo con richiami allo cherry.

Un lavoro serio e appassionato che Ilaria Cocco ci sintetizza nel video qui di seguito.
Info: https://www.coccomontefalco.it/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/cocco/