Antiche Cantine Migliaccio, vini dalla magia millenaria incontaminata dell’Isola di Ponza

Un nobilissimo passato millenario riportato in vigore oggi grazie al contributo delle tecniche contemporanee ma senza dimenticare il valore di una tradizione ancestrale, al fine di tutelare e valorizzare una testimonianza storica e antropologica di immenso pregio capace di tradursi in vini dalla personalità unica all’insegna di un’appassionata conduzione familiare: è il progetto di vita e lavoro riunito sotto l’egida delle Antiche Cantine Migliaccio sulla stupenda isola di Ponza che amministrativamente rientra nella provincia di Latina nel Lazio…

… dove operano indefessamente dall’anno 2000 Emanuele Vittorio che porta in dote anche la discendenza dalla famiglia il cui cognome contrassegna l’azienda, insieme alla moglie Luciana Sabino, con il dichiarato contributo dell’enologo Vincenzo Mercurio.

Il loro progetto è conservare le antiche tradizioni ma usando moderne tecniche enologiche, con l’obiettivo (riuscito) di produrre vini “che possiamo definire unici grazie alle condizioni pedoclimatiche di questo luogo magico”.

Nel progetto crede fermamente anche il distributore Proposta Vini che alla descrizione di prima aggiunge un particolare rilevante riguardante il territorio in cui vengono allevate le viti, caratterizzato da “terrazzamenti di difficile accesso per l’uomo”.

E’ allo stesso modo rilevante però che Punta Fieno, la località in cui opera la cantina, è “una delle poche località ancora incontaminate dell’isola di Ponza: il difficile accesso via terra (40 minuti a piedi lungo una mulattiera in piena macchia mediterranea), un inesistente approdo via mare che consiste nel saltare dalla barca sugli scogli, hanno preservato questo posto dal turismo di massa”…

… così “i vecchi contadini ponzesi vi si recavano ogni mattina all’alba, per coltivare i vigneti, ma oggi sono rimasti veramente in pochi: Luigino, Giustino, zio Aniello e Liberato”…

… un esiguo drappello al quale “si è aggiunto Emanuele Vittorio, odontoiatra napoletano, figlio di Civita Migliaccio, ma soprattutto nipote di Benedetto Migliaccio, uno dei capostipiti del Fieno”.

Le memorie riportano che “quando nel 1734 Carlo di Borbone colonizzò l’isola assegnando in enfiteusi perpetua vari appezzamenti di terra ai coloni partenopei, assegnò a Pietro Migliaccio, proveniente da Ischia, la zona del Fieno che a differenza di altre definite a bosco o incolto, risultava già vitato”.

Così “Pietro Migliaccio portò da Ischia i vitigni tipici: Biancolella, Forastera, Guarnaccia, Aglianico e Piedirosso”, tutti a piede franco, oggi riportati a nuova vita da Emanuele Vittorio, nipote di Benedetto Migliaccio, “salvandoli dagli sterpi che avevano già invaso i filari”.

E’ ancora Proposta Vini ad aggiungere che questi “antichi vitigni a piede franco caratterizzano i vini prodotti grazie ad un duro e costante lavoro e tanta passione, nel rispetto del territorio, rispecchiandone le peculiarità”.

Il Fieno di Ponza Bianco mette insieme Biancolella e Forastera vellicando il naso con zagara e agrumi che si ritrovano pure al palato come limone e mandarino, affiancati da pera e nettarina a polpa gialla, con un tocco di frutta secca tostata.
Ghiotta la complessità offerta dall’unione di sapidità e delizioso tocco aspro, tutto avvolto in una freschezza e facilità di beva che lo rendono un grande vino gastronomico.

Il Fieno di Ponza Rosato invece accosta Piedirosso e Aglianico sviluppando profumi di lampone e spezie, segnalando in bocca ciliegia, rosa canina, fragolina di bosco e arancia rossa.
La mineralità anche qui è protagonista, accendendo di golosità il sorso.
Nel finale emerge una punta di dolcezza che irretisce.

Stesso blend per il Fieno di Ponza Rosso che qui offre un bouquet di frutti rossi parecchio intenso, mentre tra i sapori si riconoscono susina rossa, mirtillo, melagrana e ribes.
Il corpo è rilevantemente materico, bilanciato da un sorso vellutato e suadente.
La gentilezza accennata del tannino alimenta la semplicità della beva e accresce la sua empatia con il degustatore.

Eleggiamo a vino bandiera della cantina il clamoroso Biancolella in purezza Macerato realizzato con vecchie viti affinché in esso venga raccolta e conservata “la storia dell’Isola”.
Stupisce l’originalità del suo corredo olfattivo, il quale spazia da verdure e ortaggi alla zagara, passando per una scheggia di pietra focaia.
Non meno ricca la personalità al palato, dove emergono avocado, melone giallo, melangolo candito, albicocca essiccata e la locale erba di San Pietro con il suo ghiotto amaro.
Non manca di affermarsi la mineralità, intrecciata a intensa aromaticità e un cenno amaricante.
Nel finale prende piede il miele di Corbezzolo, mentre la lingua viene trasportata verso territori zuccherini.

Tutto sprigiona fascino in questa produzione, dalla storia aziendale alla personalità dei vini, passando per un territorio di straordinaria meraviglia, tutti aspetti che Luciana Sabino approfondisce nel video sottostante.
Info: https://www.antichecantinemigliaccio.it/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/antiche-cantine-migliaccio/