Il Museo della Castagna di Lillianes in Valle d’Aosta, tra scienza botanica e storia di una comunità

E’ nato come piccola esposizione per celebrare il più importante prodotto locale, ritrovandosi ad assumere un grandissimo valore socio-antropologico associato al rigore della scienza botanica, fino a rappresentare un formidabile esempio di bene culturale generato dal sentimento popolare: il Museo della Castagna in località They 52 a Lillianes in Valle d’Aosta diventa così un modello da seguire per chi voglia raccontare l’identità del proprio territorio mettendo insieme le ragioni del cuore con quelle della mente.

Si trova non a caso a Lillianes, perché tale località detiene la maggiore produzione di castagne di tutta la regione, tanto da essere spesso definita come la capitale valdostana di questo frutto così presente da sempre nell’alimentazione e nell’arte culinaria regionale.

Non è casuale nemmeno che il museo sia allestito nel luogo in cui opera la cooperativa Il Riccio, la quale ha razionalizzato una dedizione secolare al frutto capace di rappresentare la principale fonte di sostentamento del territorio, riunendo dal 1994 circa sessanta soci impegnati nella raccolta nella Valle.

Una tradizione testimoniata nel museo da una raccolta di foto commoventi con la gente del posto al lavoro…

… tra la raccolta in mezzo alla natura…

… la fatica della lavorazione…

… e la cottura alla vecchia maniera.

L’esposizione si trova in un’area sotterranea e lungo le scale per raggiungerla già si incontrano strumenti come quelli per far cadere il frutto dagli alberi…

… insieme alla rappresentazione degli effetti della raccolta, rappresentata da fronde secche…

… mentre un cartello racconta in maniera semplice ed esaustiva il legame tra la comunità della bassa valle del Lys e la castagna, quest’ultima fondamentale per la sopravvivenza delle famiglie, sia con il consumo diretto sia grazie alla vendita, tanto da fare guadagnare al frutto la definizione di pane dei poveri; lo stesso documento fornisce poi notizie sull’etimo locale e ricorda come fino all’800 siano gli alberi di castagno stati coltivati con cura, prima di un abbandono causa della scomparsa di diverse cultivar.

L’allestimento vero e proprio è concentrato in una sola stanza…

… ricca di reperti della civiltà contadina…

… tra oggetti riferiti al lavoro e altri presenti nelle case di un tempo…

… tutti indicati con il lemma di riferimento…

… fino a un angolo in cui svetta la mole ampia di una gra…

… semplice costruzione in legno con tetto sotto il quale avveniva l’essicazione delle castagne.

Siderale l’importanza di un tavolo sul quale sono riunite tutte le tipologie di cultivar recuperate dai gestori del museo nella propria area, attribuendo ciascuna di esse ai luoghi d’appartenenza, quali Perloz, Fontainemore, Donnas e la stessa Lillianes, opera così preziosa da avere ricevuto il sostegno di amministrazioni locali e università.

Il Comune di Lillianes sul proprio sito istituzionale informa che “oltre a conoscere le tecniche di lavorazione di un tempo, nel mese di ottobre il museo offre la possibilità di seguire le fasi della raccolta e del trattamento attuale del prodotto, con macchine moderne che permettono una più vasta commercializzazione della castagna”.
Iniziativa che arricchisce un’esperienza di visita già di per sé imperdibile, per capacità didattica e impatto emotivo.