Salizzoni, vini autentici del Trentino come espressione identitaria delle proprie origini

Una produzione fluviale che risulta un omaggio alla ricchezza ampelografica del territorio ma anche un’instancabile ricerca di radici contadine e potenzialità espressive, per comporre un mosaico imprescindibile per comprendere e approfondire l’identità di un’area vitivinicola vocata come poche: l’azienda agricola Salizzoni ha preso molto sul serio la missione di narrare il suo angolo di Trentino, partendo dalla propria sede nel centro storico di Calliano “nel cuore del campo vitato della Vallagarina, ovvero nella conca racchiusa tra Castel Beseno e le roccaforti a difesa di Rovereto”.

Il distributore Proposta Vini dichiara di apprezzarne l’attività condotta con stile inconfondibile e quale missione di vita, sottolineando come “Valter e Luca, con grande passione ed entusiasmo, coltivano alacremente la vigna dando alla luce vini con anima che puntano all’eleganza”…

… ricordando la prestigiosa sede della cantina ubicata “presso Palazzo Valentini, antica dimora nobiliare risalente al 1696, nel centro storico del borgo di Calliano, dove già a fine ’800 si producevano vini rinomati tra i quali si ricorda lo Champagne Valentini”.

Tra i principi applicati da Salizzoni ci sono “lo studio costante del territorio, il grande lavoro in vigna con una coltivazione secondo canoni precisi, un diradamento dei grappoli maniacale per ottenere un’uva ricca”.

La cantina sottolinea la rilevanza storica del Marzemino per quest’area e noi proponiamo di provarlo nella versione più originale e potente della cantina, il Rosso Vitae, frutto di appassimento.
Si tratta di capolavoro assoluto al quale Salizzoni tiene molto, tanto da dichiarare che “Rosso Vitae è l’essenza della nostra produzione: viene prodotto solamente nelle annate migliori in un vigneto dove la resa per ettaro non superai 50 quintali; le uve vengono lasciate asciugare in fruttaio per due mesi e successivamente fermentate con una lunga macerazione; il vino riposa in barriques, costruite appositamente per questo vino, di rovere e ciliegio: dopo l’imbottigliamento, prosegue il lungo affinamento in bottiglia”.
Per questo “RossoVitae lo dedichiamo alla nostra valle, la Vallagarina, la culla d’origine del vitigno autoctono a bacca rossa più importante, il Marzemino”.

La personalità di questo vino si coglie già dal colore che si inscurisce fino a sfiorare il nero assoluto, se non fosse per venature violacee in grado di regalare lampi di luce sul nettare.
Al naso ancora stupore per le emozioni donate dalla composta di mirtillo impreziosita da spezie orientali, mentre il palato gode di gelso nero, prugna, fico, saba, pepe nero e cioccolato fondente.
Corpo cremoso, sorso complesso, offre un magnifico intreccio di dolce e amaricante, armonizzato da una significativa acidità.
Finale persistente ma raffinato che fa prevalere l’impronta zuccherina.
Il sostegno erbaceo ne alimenta gli abbinamenti gastronomici, dolci compresi.

Marzemino che ritroviamo insieme a un’altra gloria territoriale come il Teroldego per concorrere alla pari al Marte, frutto “di un idea enologica comune ma soprattutto di una grande amicizia che lega gli enologi Luca Salizzoni e Luca Dalpiaz”.
Nasce “dall’unione del vitigno Marzemino coltivato nella sottozona Ziresi in Vallagarina ed il vitigno Teroldego coltivato nella vigna Sottodossi in Piana Rotaliana: nella zona dei Ziresi abbiamo terreni profondi ricchi di argilla mentre in Piana Rotaliana sono originati da sedimenti alluvionali trascinati a valle dal torrente Noce”.

Le uve “a maturazione fenolica importante e dopo un leggero appassimento, vengono vinificate scrupolosamente in serbatoi di acciaio con una lunga macerazione: successivamente, il vino riposa per 12 mesi in botti di rovere per poi proseguire l’affinamento in bottiglia”.

Anche qui il colore seduce, un bel carminio profondo ma lucente.
L’olfatto si bea di mostarda d’uva, il gusto invece di fico, ribes rosso, rabarbaro, litchi e marasca.
Tannino importante, corpo carnoso, detiene una spinta zuccherina capace di armonizzarsi con cenni erbacei e un leggero sottofondo amaricante, creando una ieratica fantasmagoria sensoriale.
Compie un passo verso l’amabilità nel finale, lungo e suadente.

Nella panoramica dei rossi della cantina si arriva al Lagrein Riserva con il suo bouquet fruttato concentrato sul sottobosco, mentre in bocca spuntano lampone, mora, amarena sotto spirito e cioccolato al latte.
Tannino discreto ed elegante come il suo corpo, propone una beva parecchio scorrevole.
Il finale acquisisce ulteriore spirito beverino con la crescita dell’acidità.

Venendo ai bianchi, ecco due novità con tappo a vite.
Il Pinot Grigio stuzzica il naso con agrumi e spunti balsamici, mentre in bocca si affacciano chinotto, dragon fruit, susina gialla e abbamele.
Colpisce il suo approccio erbaceo guidato da un’acidità tenue ma trascinante.
Nella sua verticalità mantiene il proprio rigore, giungendo a un finale senza ruffianeria che ne esalta le possibilità come grande vino gastronomico, pronto a molteplici abbinamenti anche insoliti per un bianco.

Lo Chardonnay è qui in versione giovane e lo si comprende dalla spiccata freschezza diffusa, presente nel bouquet floreale quanto tra i sapori di bergamotto, ananas, pera e alchechengi.
Intensamente minerale, con deliziosi cenni aspri e un sublime tocco amaricante, sfocia in un finale vario ed esaltante, oltre che lungo e appagante.

Il settore delle bollicine riserva meraviglie, tutte da metodo classico.
Pietra angolare degli spumanti di Salizzoni è il Trentodoc Brut Nature Riserva Rhodium da blend di 80% Chardonnay e 20% Pinot Nero che incanta l’olfatto con i fiori, tra i quali spicca il gelsomino, mentre al palato si accomodano mango, limone, albicocca essiccata, confettura di mandarino tardivo e miele di cisto.
Dopo un bell’ingresso sospeso tra dolce e aspro, manifesta un sorso vellutato.
Il finale, amabile, è segnato da agrumi canditi, con uno stimolante cenno erbaceo.

Il Trentodoc Extrabrut Millesimato muta leggermente il rapporto delle uve in 90% Chardonnay e 10% Pinot Nero, portando a profumi fruttati tra appassimento e canditura, mentre tra i gusti si percepiscono cedro, ananas, yuzu, papaya e pompelmo.
Dalle bolle indefesse e vellicanti, irretisce con un abbrivio agrumato che intreccia aspro e amaricante, ampliato da una robusta acidità tale da fare detonare la golosità.
Il finale si arricchisce di complessità rivelando una nota amabile che lascia uno splendido ricordo.

Il Trentodoc Blanc de Blancs Extrabrut deriva da Chardonnay in purezza e si annuncia con un bouquet agrumato, mentre in bocca lascia emergere ananas, avocado, limone e mandarino verde.
Corpo materico, sorso seducente, conquista con un sublime tocco aspro che lo rende ghiotto anche grazie a un cenno di frutta passita.
Finale prolungato ricco di acidità, con cenni dolci.
A tavola perfetto con piatti complessi, anche per la capacità di dominare salse forti e mix sensoriali estremi.

Ulteriori dettagli ce li fornisce Luca Salizzoni nel video che segue.
Info: https://salizzoni.info/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/salizzoni/