Cristallinisettant8 a Napoli, cucina e canzoni tra sapori antichi, commovente umanità e tanto cuore

Incanto della location e gioia del palato, brividi musicali e calore umano, è un’emozione infinita l’esperienza totalizzante del Cristallinisettant8 a Napoli, locale così unico per originalità e personalità da sfuggire a ogni rigida definizione, con il suo mettere insieme ristorazione e incontro, convivialità e racconto, ma soprattutto un cuore immenso in ogni aspetto.

Il cuore qui è al centro di tutto, a partire dalla commovente motivazione che ha condotto alla nascita del locale: l’attuale titolare Pasquale Casertano aveva una florida attività lontano da Napoli, in giro per il mondo, quando è stato colpito da un grave lutto, la scomparsa prematura del parente strettissimo impegnato nella gestione dello storico negozio di alimentari della famiglia, il quale a quel punto rischiava la chiusura, un’eventualità che lui ha voluto scongiurare decidendo di tornare in città per prenderne le redini, anche come omaggio alla memoria della persona scomparsa.

Così nei locali del negozio dei Casertano dà vita nel 2022 a Cristallinisettant8, locale che prende il nome dal suo indirizzo, via dei Cristallini 78, nel cuore pulsante del quartiere più emozionante di Napoli, il Rione Sanità, del quale questo esercizio è l’espressione più genuina per quanto riguarda la ristorazione.

Il cuore ha continuato a essere protagonista anche nell’atto di arredare il locale, con la comunità del Rione impegnata in un’azione di solidarietà così straordinaria da rappresentare un modello di civiltà per tutta Italia: infatti tanti vicini hanno portato in dono a Pasquale oggetti utili per l’arredo e la tavola, in alcuni casi privandosi di ricordi personali come i preziosi servizi di porcellana che un tempo si regalavano ai matrimoni per usarli nei pranzi della domenica, ma i donatori affermavano che in questo locale quegli oggetti di famiglia avrebbero avuto maggiore vita e un fine più nobile, regalando decoro e bellezza a tutti gli avventori.

In questo modo il ristorante si è riempito di scaffali, tavoli, sedie, lampade, mensole, lampadari, quadri, ma anche apparecchi radiofonici vintage…

… fino a contemplare perfino un pianoforte verticale, solitamente invaso da tanta altra oggettistica a volte anche bizzarra ma sempre proveniente dall’amore della collettività…

… ma in realtà lo strumento è arrivato qui per assecondare un’altra grande passione di Pasquale, il canto, espresso – come la sua cucina – nelle melodie antiche napoletane: infatti è consuetudine che tra una portata e l’altra, magari anche a cappella, lui allieti i commensali con la sua splendida voce, intonando meravigliose canzoni tradizionali partenopeo, anche quelle meno note, come potete apprezzare nel video sottostante.
Siamo già incantati da tutto il contesto e ancora… non ci siamo messi a tavola!
Tavola che troviamo imbandita come nelle occasioni speciali anche se è un giorno come un altro, merito di piatti, bicchieri, posate, tovaglioli, zuppiere, insalatiere e quant’altro giunto dalle donazioni citate, tutti pezzi di rara grazia, il cui fascino antico contribuisce non poco a creare la meravigliosa atmosfera d’antan del posto.

Accanto a questi oggetti disposti su un tavolo deliziosamente rustico, facciamo il primo incontro con la gastronomia del locale, a partire da un fragrante pane casareccio profumatissimo, con crosta croccante e mollica morbidissima, la cui cura artigianale ha dotato di sapore ancestrale di grano.

Il resto del pasto dipende dall’estro del momento di Pasquale che gradisce sempre essere avvisato del vostro arrivo attraverso una prenotazione, poiché calibra i piatti sul numero di avventori, pronto generosamente ad assecondarne i desideri, nei limiti del possibile.
Nel nostro caso è arrivata una fumante minestra maritata da sogno, tipica zuppa campana di carne e verdure corroborante e suadente, trionfo di dolcezze animali e vegetali immerso in un intingolo clamorosamente ghiotto.

Di sconvolgente bontà anche le Uova in Purgatorio che seguono, antica ricetta napoletana esaltata da una salsa di pomodoro che esplode nel goloso intreccio di acidità e sapidità, con tutto il gusto del sole.

Fantastica anche la provola del territorio condita, fresca quanto saporita, con tutto il suo pieno ricordo di latte.

Imperdibili anche i dolci che sanno di casa.

Per accompagnare i pasti con lo stesso rigore antropologico, potete attingere ad alcune delizie contadine campane scovate da Pasquale tra i piccoli produttori della regione, come le Cantine Somma che propongono una rarità autoctona quale il Barbera Beneventano, con tutto il suo ricco corredo fruttato e una beva esaltante.

E’ tale il senso dell’accoglienza e il sentirsi a proprio agio che non si andrebbe mai via da Cristallinisettant8, ma anche una volta lasciato il locale si rimane pervasi da un forte senso di gioia, per avere incontrato persone straordinarie, conosciuto una storia edificante tale da essere esempio di vita e vissuto i più grandi piaceri per la gola come per il cuore.
E un pezzo di cuore è quello che certamente abbiamo lasciato da Pasquale, in spasmodica attesa di tornare a riprenderlo.