I vini del Monte Baldo di Albino Armani, alle radici di una cantina secolare

Analizzando e celebrando da anni la produzione di Albino Armani è emerso tra i diversi elementi caratterizzanti il suo animo errante che lo porta a esplorare territori del Nord Est d’Italia alla ricerca di peculiarità locali e punti di contatto culturali, con una certa predilezione per le aree di confine elevate a laboratori di scambio ampelografico e contaminazione enoica, come dimostra la produzione della cantina concentrata su vigneti del Monte Baldo, affascinante rilievo ricco di istanze paesaggistiche e antropologiche in condivisione tra Trento e Verona.

Un territorio particolarmente rilevante nella storia secolare della cantina fondata nel 1607, poiché per Armani sa di casa e quindi rappresenta le più solide radici cui attinge un’azienda pienamente familiare che oggi vede Albino affiancato dalla moglie Egle e dal figlio Federico.

Per la produzione del Monte Baldo, le vigne si trovano a Crosano e “si radicano su un basalto nero, inscalfibile e vegetano su terrazzamenti di montagna stretti e scoscesi alla quota dei castagni e degli abeti”, mentre “la luce della montagna è più brillante e l’aria si fa frizzante, stimolando la pianta ad una fotosintesi amplificata”.

Le caratteristiche del territorio consistono in un’altitudine di 600/700 metri slm, un clima “prevalentemente freddo, perfetto per bianchi di montagna” e un suolo con “impianti su terreni basaltici, coltivati a pergola trentina”.

Referenze in tutti gli ambiti: bolle, bianco e rossi, per una visione completa delle virtù vitivinicole del Monte.

Bolle da favola con il prestigioso Trentodoc Dosaggio Zero Riserva 60 Mesi, metodo classico di Chardonnay e Pinot Nero che dona al naso sentori di agrumi esotici e al palato di bergamotto, avocado, ruta, albicocca essiccata, tè verde e miele di corbezzolo.
Si evince dalle note precedenti un carattere amaricante che fin dall’approccio stuzzica e brilla per originalità.
Le sue bollicine sono elegantemente vellicanti, avvolte da un corpo deciso e soavemente cremoso.
Nel finale esplode senza freni l’impronta agrumata che aggiunge alla già notevole complessità anche note di limone e chinotto.

Il bianco fermo è il Gewürztraminer Crosano con il suo tripudio olfattivo floreale in cui spicca la zagara, portando in bocca mango, susina gialla, pera Williams, ananas in sciroppo, composta di albicocca e abbamele.
Il corpo denso sottolinea una muscolarità alcolica messa in evidenza senza timori, posta a contrasto virtuoso del suo nerbo organolettico deciso e verticale.
Un contesto ingolosito da un finale ricco di aromi che merita di essere sorseggiato in purezza senza abbinamenti.

I rossi partono della gloria locale del Marzemino Camboni il cui bouquet propone una ciliegia esuberante, suggestione ritrovata al gusto nella variante dell’amarena sotto spirito, cui si affianca susina rossa, corbezzolo, fico dottato e fragola caramellata.
Sorso ammaliante e ghiotto, semplicemente irresistibile, depositario di un costante dominio del frutto al massimo della maturazione.
Il finale vira deciso verso l’amabilità, tra meditazione e visibilio.

Chiusura affidata al Pinot Nero Santa Lucia con i suoi potenti profumi di sottobosco e un cenno di muschio, un corredo avvolgente e totalizzante.
I sapori evocano gelso nero, prugna, marasca, karkadè e cotognata,
Il tannino risulta subito imperante, prima di essere smussato da vibrazioni zuccherine.
Corpo elegante, il suo sorso ricco e fibrillante viene tenuto nell’alveo dell’equilibrio da una sensibile acidità.
Nel finale mostra ancora maggiore vigore e spinge verso l’esaltazione della sua capacità d’impatto sensoriale.

Ci aiuta ad approfondire questa produzione Federico Armani nel video seguente.
Info: https://www.albinoarmani.com/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/