ilCartastorie, Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli che emoziona con documenti e racconti

La dimostrazione più illuminante dell’immenso impatto culturale del documento anche quando esso è di natura amministrativa o contabile, insieme alla dimostrazione definitiva delle sue illimitate potenzialità narrative: apre la mente e scuote il cuore visitare ilCartastorie, il Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli che scalda una secolare certificazione di atti impiegandola per eternizzare un’infinità di esistenze e comporre un mosaico di vibrante umanità colta nel suo divenire più comune e per questo maggiormente toccante, creando un dedalo di istanze che mette insieme storia e antropologia in guisa di un romanzo popolare impaginato magnificamente nella sede della Fondazione Banco di Napoli in via dei Tribunali a Napoli, in uno splendido palazzo cinquecentesco.

La missione dichiarata è quella di “valorizzare l’enorme patrimonio di storie e di personaggi custodito nelle scritture degli antichi banchi pubblici napoletani”, stimato in “circa ottanta chilometri di scaffalature” che “contengono diciassette milioni di nomi, centinaia di migliaia di pagamenti e dettagliate causali che ricostruiscono un affresco vivo di Napoli e di tutto il Mezzogiorno dal 1573 sino ai giorni nostri”, un “tesoro di memorie lungo 450 anni” che “restituisce alla città e al mondo intero le voci, le narrazioni e le vicende immortalate sulle innumerevoli pagine dei tomi dell’Archivio Storico del Banco di Napoli”, utilizzando “ogni canale di divulgazione disponibile, dalla multimedialità alla scrittura creativa”.

Parliamo “dell’archivio storico bancario più importante al mondo che può vantare documenti originali rarissimi risalenti alla seconda metà del ’500”: qui “le fedi di credito, antenate dei moderni assegni circolari, i grandi libri maggiori, puntuali registri dei movimenti effettuati sui diversi conti e gli elenchi dei clienti dei banchi, disegnano un affresco non solo economico della Napoli antica e offrono un impressionante panorama temporale della città, un’immagine viva ed in costante evoluzione dalla sua travagliata esistenza sotto il Viceregno spagnolo fino alle più recenti vicende della storia contemporanea”.
La fonte narrativa più preziosa sono le causali di pagamento annotate sulle fedi di credito, le quali “avevano il compito di specificare dettagliatamente il motivo dell’avvenuto pagamento: in questo modo, notizie inedite di opere realizzate da illustri artisti, insoliti aspetti dell’economia quotidiana e centinaia di migliaia di storie personali, celebri o ignote, sono giunti a noi attraverso i secoli”, una saga che ha come protagonisti “circa diciassette milioni di nomi”.
Una marea di informazioni che il visitatore può indagare grazie a dispositivi di semplice utilizzo, quali i qr code da inquadrare affinché aprano scorci di piccoli eventi di ogni giorno.

Diversi gli elementi che rendono straordinario questo bene culturale che impressiona per la brillante mediazione tra passato, presente e futuro, ponendosi come luminoso esempio di una museologia moderna dalle radici profonde che attingono parimenti a elevazione intellettuale e vita reale.
Con una grande intuizione la struttura coglie l’immenso giacimento di storytelling rappresentato dalle fonti cartacee in suo possesso, compiendo con ingegno epistemologico e rara creatività un’opera di selezione e assemblaggio che individua le tranche de vie più interessanti sul piano cognitivo quanto su quello sentimentale, creando un’esperienza di vibrante potenza, riuscendo pure ad ammaliare lo sguardo con soluzioni di inedita raffinatezza, come il kebab di carta che evoca il modo ancestrale di conservare i documenti.

Proprio questo trionfo della carta in tempi di digitalizzazione selvaggia appare quasi un atto di resistenza civile, una resilienza che assume possente valenza pedagogica, anche nel riaffermare l’importanza della scrittura manuale e perfino della bella grafia oggi minacciate dalla superficialità dei social media…

… non soltanto ricordo dei tempi che furono ma anche monito contro la perdita di peculiarità evolutive dell’essere umano fatte anche di coltivata attenzione e senso dell’applicazione al dovere…

… senza trascurare il pregio estetico del tratto, tra volute verbali e sinuosità pittoriche che un tempo manifestavano rispetto per l’Intelligenza e il decoro…

… e l’aggiunta di decorazione parlanti capaci di affermare il valore sempiterno del simbolo come messaggio grafico.

La felicità si tocca con mano, letteralmente, quando si instaura un contatto epidermico con i fogli qui custoditi: il tatto percepisce la nobile consistenza della materia che li compone ed è come se la stratificazione del tempo ti entrasse davvero nelle vene.

L’emozione raggiunge picchi ragguardevoli quando il visitatore incrocia i “racconti integrali ispirati dai documenti dell’Archivio Storico del Banco di Napoli: grazie alle ricerche fatte dagli studiosi e alla fantasia di Andrea Zappulli, dai documenti originali, citati nel testo, si creano connessioni e suggestioni che portano il lettore a seguire le vicende dei secoli passati”.
Un tesoro che eleva la cronaca a letteratura, facendo confluire tutte le sue istanze in un affascinante percorso multimediale permanente che offre “un’esperienza sensoriale, fatta di immagini e suoni che svela le presenze e le voci conservate nell’Archivio, un labirinto di stanze che ricalca il labirinto della memoria individuale e collettiva”.

In tal modo il cuore antico dei faldoni cartacei e lo spirito contemporaneo della tecnologia concorrono a trasformare gli ambienti del museo in un viaggio tra le epoche che irretisce l’osservatore.
Supremo il gusto dell’allestitore che ha incastonato le proiezioni tra gli scaffali pieni di documenti, affinché nel medesimo spettro visivo rientrino l’origine testuale e la traduzione in video del corpus narrativo, come a materializzarne la missione…

… mentre a sua volta ogni filmato si erge a sineddoche di una comunità in fieri, riuscendo a rendere esemplare ciascuna singola vicenda filmata per descrivere lo Zeitgeist del frammento storico illustrato, merito anche di una grazia figurativa formidabile…

… con la scrittura così ispirata da riuscire non di rado a commuovere il fortunato spettatore.

La stessa considerazione per la dimensione umana si nota in tutti gli apparati elettronici, il cui fine non è mai la spettacolarità ludica, bensì il coinvolgimento del visitatore, come quando consente di scavare in episodi dell’epopea dell’emigrazione, con un database che raccoglie circa novemila voci di transazioni con l’estero avvenute tra il 1902 e il 1929…

… fino alla possibilità di immedesimarsi con problemi e urgenze di sconosciuti in una suggestiva forma ludica interattiva…

… sempre basandosi sul rigore scientifico del recupero fedele del testo del tempo, mettendo i brividi quando si incontrano episodi come quello del pagamento di un’opera d’arte a favore di Caravaggio, svelando un lato più personale di un genio assoluto.

In questo modo si rivivono drammi e speranze di chi ci ha preceduto, spingendo il visitatore a riflessioni sul proprio posto nel mondo, stimolate da una sapiente illuminotecnica che sembra a sua volta richiamare la lezione caravaggesca nella gestione espressiva del chiaroscuro, elevandola a metafora delle luci e ombre di cui è composto ogni passaggio terreno, facendo in modo che ogni focolaio di luminosità assuma le sembianze di un fuoco fatuo in cui per un istante vengono posti sotto i riflettori le azioni di un individuo come noi ma in grado di stagliarsi quale testimonianza esemplare.
In questo modo si esce dalla visita diversi da come vi si è entrati, arricchiti tanto nella conoscenza quanto nella consapevolezza, grazie anche all’elevatissima qualità del lavoro delle guide che trasformano la competenza in empatia.
Un’esposizione che va ben oltre la Responsabilità Sociale insita in un museo d’impresa, assumendo i connotati di un autentico dono al mondo intero che non poteva avere migliore sede di una città come Napoli.
Info: http://www.ilcartastorie.it/