L’Autin, bollicine metodo classico Pas Dosé affinate in miniere della Val Germanasca in Piemonte

Se all’attrazione irresistibile esercitata dalle bollicine si aggiunge il fascino estremo del mondo ipogeo, si capisce l’emozione che desta l’approccio agli spumanti della cantina L’Autin che affida ad ambienti rocciosi nelle viscere di una suggestiva valle alpina piemontese il compito di condurre verso l’eccellenza le sue personalissime versioni del metodo classico, a partire dai rigorosi e seducenti Pas Dosé.

Tra chi non ha resistito a cotanto charme c’è il distributore Proposta Vini che distribuisce i vini della cantina (https://www.storienogastronomiche.it/lautin-vini-biologici-piemontesi-tradizionali-e-sostenibili-dalla-vocata-provincia-di-cuneo/), inserendo le bolle di cui si parla qui nel suo prestigioso catalogo degli Spumanti.

E’ lo stesso distributore trentino a introdurre il lavoro dei titolari della cantina, Mauro ed Elisa Camusso: il primo “agronomo prestato alla lavorazione della pietra, ha trasmesso il suo amore per la viticoltura ad Elisa che, con energia e passione, gestisce questi vigneti di montagna all’ombra del Monviso”…

… ponendo l’accento sulle profonde miniere di talco “nelle quali, oggi, a 10°C e al 90% di umidità, affinano gli spumanti”.

Due le referenze, entrambe straordinarie, certificate biologiche e ottenute da un’agricoltura sostenibile.
Il Pas Dosé Eli metodo classico nasce da uve Chardonnay al 50%, Pinot nero al 40% e infine un 10% di raro Bian ver, vitigno tipico dell’area alpina piemontese.

Matura “per almeno 40 mesi nelle antiche miniere di talco della Val Germanasca, in totale silenzio”…

… riposando “sui suoi lieviti senza alcun dosaggio aggiunto: solo equilibrio, limpidezza e verità dell’uva”.

Viene definito “il primo spumante Metodo Classico mai prodotto nel Pinerolese”, con annata d’esordio nel 2013.

Dalla cantina spiegano che “Eli è più di un nome: è un omaggio”. Infatti “prende il nome da Elisa Camusso e porta con sé un ricordo: quando era bambina, suo padre Mauro la guidò alla scoperta del cuore di una miniera; quel momento le rimase impresso e, anni dopo, si trasformò in un’idea: affinare uno spumante nella tranquillità di quella stessa montagna”.

Intriga il suo bouquet agrumato in cui spicca una travolgente freschezza, così come rapisce il palato l’insieme di bergamotto, ananas, pera Martin Sec e yuzu.
Incanta l’osmosi tra note dolci e spunti aspri, mentre l’acidità domina sovrana e accende la miccia della golosità.
Finale lungo e titillante, intriso di limone.
Trionfa negli aperitivi ma regna anche su piatti della cucina ittica e crudi di pesce.

Eli Rosé è anch’esso un metodo classico Pas Dosé ma questa volta scaturito da sole uve di Pinot Nero, sempre “coltivato e invecchiato tra le montagne”.

Si tratta di “un rosé senza zucchero, tutto freschezza e finezza” che “trascorre almeno 40 mesi nelle miniere di talco della Val Germanasca”.

Al naso vengono proiettati frutti di bosco e prodotti da forno.
I gusti avvertiti sono invece di fragola, ribes bianco, papaya, corbezzolo e cotognata.
Una sottile vena zuccherina rende ghiotta la beva, mentre il sorso carezzevole viene esaltato da bollicine stuzzicanti.
Il finale vira sull’amabilità, affermandosi a lungo nel ricordo del degustatore.

Una sintesi di questa produzione ce la offre Elisa Camusso nel video che segue.
Info: https://lautin.it/product/eli-pas-dose/;
https://lautin.it/product/elis-pas-dose-rose/
Distribuzione: https://www.propostavini.com/produttori/produttore/lautin/
Catalogo Bollicine: https://www.propostavini.com/cataloghi/catalogo-bollicine-2025/